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La scrittura di commozione di Carmelo Caldone

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Una penna che è fiore all’occhiello
La scrittura di commozione di Carmelo Caldone

Qualche minuto prima di cominciare a redigere questa umile e modesta nota sugli scritti di Carmelo Caldone, ho spulciato il suo diario social per verificare se avesse aggiornato la sua colonna di pensieri poetici; è così era. Nel senso che l’ultimo post di Caldone ci propone uno scatto mentre lo stesso autore si adagia sulle scale della Biblioteca Civica di Gallarate. Ché il grottolese è spesso in Lombardia, insomma. Ma il punto è un altro: il post al quale la fotografia fa da corredo propone uno dei passaggi chiave della poetica del Caldone: “(…) da sognatore mi porto sempre un fiore di pace al cuore”. Che in situazione di prosa poetica rappresenta appunto, simbolicamente, tutto il repertorio dello stesso Carmelo Caldone. In special modo quando nei testi, come si direbbe in studio di critica, “che vanno a capo”, ecco per esempio la chiusa che dice con parole semplici e di spunto in tempo di maturità: “che annulla al tempo il suo obliare”. Voglio dire molto tranquillamente che ogni pensiero scritto dell’autore grottolese, sia quelli dedicati al suo paese, ai ricordi, alla nostalgia, tanto quelli ispirati da luoghi spesso brianzoli, irrompono nell’ascolto di chi legge con almeno un verso che rimane a darci meraviglia più del resto. Pare in pratica che l’autore, considerato in qualità di poeta contemporaneo, faccia finta di appuntare parole su un taccuino, epperò la vibrazione del pensiero si fa a un certo punto tanto forte da trasformare, sublimandolo, il pensiero a noi riportato. Farei a questo punto due esempi. Uno sottratto allo spazio luogo della valle di Olona:

“Il silenzio e la

solitudine possono

diventare un santuario

dove non entrano

frastuoni di

parole, promesse vane, si

ascolta solo il frusciare

del vento che porta

ricordi del cuore”.

L’altro a questo puntino basilisco e fascinoso assai:

“Il saluto al borgo natale

Ampia emozione dove il fiore del tempo ha

riposto una corolla del cuore ma le voci di

quei bambini stordivano la sera d’allegria

dove sono? Trame di destini lontani che nella

metamorfosi del vento lanciano ancora baci ai

balconi, mentre una ragazza con un nastro di

luna fra i capelli appare alla porta e saluta il

suo poeta…!”

Caldone all’occhiello porta questo fiore di dolcezza che è un piacere sentire, odorare.

 

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