
Da sabato 24 gennaio 2026, disponibile questo nuovo disco in formato fisico e in digitale
Dato alle stampe dall’etichetta indipendente Clessidra Records, disponibile in copia fisica e su tutte le piattaforme streaming da sabato 24 gennaio, The Wand, Chick Corea and Beyond è la nuova creatura discografica firmata Francesco Chebat Trio, brillante formazione diretta dal talentuoso e intraprendente pianista jazz Francesco Chebat e completata da una formidabile sezione ritmica: Riccardo Fioravanti al contrabbasso e Maxx Furian alla batteria.
La tracklist del CD consta di nove brani, quattro frutto dell’inesauribile vena compositiva del leggendario pianista statunitense Chick Corea (Hymn of the Seventh Galaxy, Tone Poem, Duende e Silver Temple), mentre Night Radio, Lume, The Wand, A Weird Storyteller e Underwater Blue sono composizioni originali scaturite dal fervido estro di Chebat.
“The Wand, Chick Corea and Beyond” non è solo un tributo all’immenso pianista americano, soprattutto sotto l’aspetto compositivo. Ma è un vero e proprio atto di gratitudine da parte del leader di questo lavoro verso colui che ha rappresentato, probabilmente, la stella polare più luminosa nel corso del suo cammino artistico. La «stortezza» melodica, armonica e ritmica del trio alla testa di Francesco Chebat, la libertà creativa ed espressiva, la visione aperta e spregiudicata nelle intenzioni stilistiche e comunicative rappresentano il comun denominatore di “The Wand, Chick Corea and Beyond”. Un disco impreziosito dall’energia, dal feeling, dall’interplay, dal groove e dalla carica swingante che rende questa formazione coinvolgente e travolgente.
Chebat descrive così la genesi e le peculiarità di questa sua nuova fatica discografica: «La musica di Chick Corea è stata una fonte di ispirazione costante nel mio percorso musicale fin da ragazzo. Le sue composizioni hanno segnato in modo decisivo la mia formazione e, ancora oggi, continuano ad essere ispirative nel mio modo di suonare e comporre. Ho scelto di rendere omaggio a Corea riprendendo alcuni suoi pezzi dai dischi elettrici e scrivendo nuovi brani ispirati al suo mondo musicale: un tributo al compositore, non solo al pianista. Questo progetto si è sviluppato nell’arco di diversi mesi di lavoro insieme a Riccardo (Riccardo Fioravanti, ndr) e Maxx (Maxx Furian, ndr), che condividono con me l’interesse e l’ammirazione nei confronti di Chick Corea».
Biografia Francesco Chebat
Pianista jazz e compositore eclettico, creativo, dall’ottima padronanza strumentale, abile nello spaziare dal jazz moderno alla fusion, capace di offrire soluzioni armoniche e ritmiche sempre molto interessanti, Francesco Chebat è un musicista dalle indubbie qualità. Grazie al suo talento, nell’arco degli anni, stringe collaborazioni al fianco di jazzisti blasonati in ambito nazionale e mondiale quali Dave Weckl, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Gianluigi Trovesi, Maurizio Giammarco, Giovanni Falzone, Yuri Goloubev, Emilio Soana, Paolo Tomelleri, Gigi Cifarelli, Luca Meneghello, Javier Girotto, Andrea Tofanelli, Tony Arco, Enrico Intra, Kyle Gregory, Paolo Pellegatti, solo per citarne alcuni. Oltre all’Italia, si è segnalato all’estero, in modo particolare in Svizzera e in Croazia.
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STEFANO DENTICE – UFFICIO STAMPA INDIPENDENTE

Precedente intervista
https://kultunderground.org/art/42109/ (Martha J. & Chebat Quartet)
Intervista
Davide
Buongiorno Francesco. A quale punto del tuo percorso arriva “The Wand”, cioè rispetto a quanto hai fatto finora e perché omaggiando Chick Corea?
Francesco
Ho scoperto la musica di Chick Corea da ragazzino, quando mio papà portò a casa un disco dell’Elektrik Band, era il 1991. All’epoca avevo 12 o 13 anni e sono rimasto letteralmente folgorato. Negli anni l’ho seguito nel suo percorso artistico, attraverso i suoi dischi, sono riuscito a vederlo dal vivo un paio di volte e mi ha sempre interessato per il suo linguaggio davvero particolare. Da allora ho avuto il desiderio di poter suonare la sua musica, cosa questa tutt’altro che scontata perché, tolti i titoli più famosi e frequentati che sono legati all’inizio della sua carriera, il materiale musicale che avrei voluto affrontare io era quello più complesso e sofisticato. Consapevole di questa cosa, ho pazientemente atteso il momento giusto. A un certo punto, qualche anno fa, ho avuto il piacere di collaborare con Riccardo Fioravanti e Maxx Furian, due grandi musicisti con cui condivido la passione per Corea. Parlando con loro, il progetto ha preso forma: abbiamo iniziato a provare fino a che non siamo arrivati a registrare l’album in studio.
Davide
Hai detto che le composizioni di Chick Corea hanno segnato in modo decisivo la tua formazione e, ancora oggi, continuano ad essere ispirative nel tuo modo di suonare e comporre. Cosa in particolare ti ha segnato della musica di Chick Corea?
Francesco
Chick Corea per me è uno dei grandi compositori del ‘900. Il vocabolario armonico, il taglio netto delle melodie, l’uso molto spinto di soluzioni ritmiche, l’architettura delle sue forme musicali, all’interno delle quali c’è sempre l’improvvisazione, sono gli elementi che mi hanno sempre colpito e ispirato a livello compositivo. Ciò che ho sempre percepito fino da ragazzino è una grande chiarezza nella sua musica, frutto di una straordinaria padronanza non solo dello strumento, ma anche e soprattutto della visione musicale. Nel suo linguaggio jazzistico, l’influenza dei ritmi afro-cubani è molto forte e dal punto di vista armonico si sentono molti elementi che provengono da compositori della musica classica (come ad esempio Bartok, Stravinskij, Shostakovich). Ho sempre trovato magico il modo in cui è stato capace di combinare questi elementi tra loro, in modo sorprendente.
Davide
Hymn of the Seventh Galaxy, Tone Poem, Duende e Silver Temple sono i brani di Armando Anthony Corea detto “Chick” da te prescelti per questo tuo viaggio musicale in omaggio al compositore americano di origini italiane. Perché queste quattro composizioni e come le hai e avete rivisitate?
Francesco
La produzione di Corea è molto vasta, impossibile includere tutti i brani che mi piacciono! La scelta non è stata semplice: volevo che questo omaggio fosse qualcosa di speciale. Per farlo ho scelto brani che mostrano il valore del Corea compositore. Inoltre mi piaceva l’idea di dare un suono nuovo a brani concepiti inizialmente nei suoi progetti elettrici, e portati nel piano trio acustico, un suono che adoro da sempre.
Davide
Le altre cinque tracce sono invece tue composizioni. Come le hai composte rispetto alla musica di Chick Corea e a quel che tu vi hai sentito e distillato nel tempo come anche qualcosa di tuo?
Francesco
Nei brani che scrivo, l’influenza di Corea penso si veda abbastanza chiaramente. L’intento di questo progetto non è quello di fare una copia dell’originale, ma piuttosto rendere omaggio al Corea compositore. Per farlo, ho voluto inserire anche qualcosa di mio: un piccolo contributo per proseguire il percorso che ha tracciato. Per ciascuno dei miei brani, posso pensare a composizioni di Chick Corea che mi hanno ispirato e da cui ho tratto insegnamento, vuoi per le armonie o per la forma oppure ancora per l’ambiente sonoro. Inevitabilmente, ho messo anche la mia sensibilità e alcuni elementi di altri artisti che ascolto che mi piacciono. Un grande pianista che ho ascoltato molto è Brad Mehldau, in cui ritrovo punti in comune con Corea e che come Corea è influenzato anche dalla musica classica, e si sente. Un’altra figura che scrive cose molto interessanti è il sassofonista Ben Wendel. Con questi artisti contemporanei sento un feeling particolare, forse anche perché mi sono diplomato in pianoforte classico al conservatorio e un po’ vado sempre a ricercare qualcosa di quel mondo anche nella musica jazz.
Davide
Come vi hai lavorato in trio con Riccardo Fioravanti al contrabbasso e Maxx Furian alla batteria? Come avete condiviso questo progetto, che tipo di interscambio creativo, ma anche emotivo e razionale o tecnico e nondimeno improvvisativo si è creato?
Francesco
Devo dire che senza di loro, questo progetto non esisterebbe adesso. Il contributo che hanno dato è fondamentale: entrambi hanno una grande esperienza e una vasta cultura musicale. Sono anche orgoglioso dell’amicizia che si è creata tra noi. É molto bello lavorare insieme, perché è un continuo scambio, sia mentre si suona, sia nelle nostre cene, con chiacchierate infinite sulla musica, da cui ho sempre qualcosa da imparare. Durante la lavorazione dell’album, mi hanno sempre supportato, e li ringrazio per questo. Negli arrangiamenti c’è qualche adattamento rispetto agli originali, ma le composizioni sono state rispettate in gran parte.
Davide
“The wand” si traduce in “bacchetta magica”; questo mi ha fatto pensare a un progetto artistico e una performance multimediale di Marie-Claire Delamichelle intitolato “OOMM – Opera Omnia Munda Mundis” un titolo che riprende il motto latino “Tutto è puro per i puri”, riflettendo una visione dell’arte come strumento di elevazione spirituale e consapevolezza. Il fulcro della performance interattiva risiede in una domanda posta dall’artista a diverse personalità della cultura e del pubblico: “Se un’opera d’arte ti donasse una bacchetta magica, cosa ne faresti?” L’obiettivo è stimolare l’individuo a visualizzare e manifestare la propria idea di felicità e miglioramento del mondo, trasformando lo spettatore da fruitore passivo a co-creatore “magico” della propria realtà. Perché dunque “The wand”?
Francesco
Nella mia fantasia, la bacchetta magica è quella del compositore Corea, che crea territori musicali nuovi e li condivide con gli altri. In verità credo che sia la musica ad avere poteri magici: uno è proprio quello di diffondere gioia e pace interiore, l’altro è quello di unire le persone. Spesso mi soffermo a pensare che oggi questi “poteri” sono grandemente sottovalutati o peggio completamente ignorati. Per fare musica la capacità che bisogna sviluppare più di qualunque altra è l’ascolto. Subito dopo, viene la fiducia tra le persone che suonano insieme. Suonare simultaneamente, non è lo stesso di suonare insieme. Cercare di comprendere gli altri e interagire nel rispetto reciproco non solo produce qualcosa di bello, ma porta del bene a tutti.
Davide
E poi “Chick Corea and beyond”. Cos’è l’oltre o l’al di là di Chick Corea da te inteso in questo sottotitolo?
Francesco
É un modo ironico e un po’ provocatorio, per riferirmi a quelli che come me sono stati influenzati da Corea e che, attraverso il ricordo e la pratica musicale, mantengono vivo il suo spirito, ognuno secondo le proprie capacità, soprattutto ora che non è più fisicamente tra noi.
Davide
“Suona solo quello che senti/ascolti. Se non senti/ascolti niente, non suonare niente ecc.” Chick Corea diede alcuni semplici ma buoni consigli per fare musica in gruppo. Quali i tuoi?
Francesco
Corea in particolare era un maestro nell’uso delle pause e non aveva paura di usarle, anche per dare maggior valore alle note che sarebbero seguite. Questi consigli, in realtà sono condivisi da molti artisti, anche se magari con parole diverse. Schumann nelle sue “Regole di vita musicale” diceva “Sforzati di suonare bene i pezzi facili; è molto meglio che eseguire in modo mediocre i pezzi difficili”. Trovo che il concetto sia sostanzialmente lo stesso. Ci ho messo anni a comprendere davvero il significato di queste parole e nonostante ciò, mi trovo in continuo inseguimento.
Per me la musica è così, non si arriva mai, è una continua ricerca. In una performance musicale, convergono una miriade di elementi che devono essere calibrati e coordinati per raggiungere l’obiettivo desiderato, al momento giusto. Ovviamente la preparazione è fondamentale, ma serve prontezza di spirito e flessibilità nel reagire alle situazioni inaspettate, con fiducia. Personalmente cerco di arrivare sul palco in pace con me stesso e con gli altri, per trarre piacere da quello che suono e divertirmi. Quello che può sembrare un banale atto di egoismo, è in realtà basato sulla convinzione che se mi piace ciò che faccio, anche gli altri potranno esserne contagiati. Questo è quello che mi capita da ascoltatore, quando vado a vedere un concerto: se i musicisti si divertono sul palco, passo una bella serata anche io.
Davide
Chick Corea disse: Come un corridore che ama correre perché è bello, mi piace suonare il piano solo perché è bello. Posso semplicemente cambiare marcia e andare in un’altra direzione, o virare su un’altra canzone o qualunque altra cosa voglia fare. È un esperimento costante. Perché suoni il pianoforte e perché il jazz?
Francesco
Suono il pianoforte perché da bambino sono stato indirizzato dai miei genitori. Poi ovviamente mi sono appassionato e ho continuato. Del jazz mi piace il linguaggio prima di tutto: la musica jazz è inclusiva, riesce a fagocitare qualunque cosa, qualunque genere, qualunque sonorità.
Da ragazzo sono stato un appassionato studente di armonia e ho studiato anche composizione al Conservatorio di Milano e nel jazz ho sempre trovato la possibilità di allenare questa passione, più che in altri generi musicali. Inoltre l’uso dell’improvvisazione, come composizione istantanea, mi ha sempre intrigato. L’ho sempre vista come un modo per dare all’esecutore ampio spazio di espressione.
Davide
Il futuro della musica è vieppiù caratterizzato dall’integrazione pervasiva dell’Intelligenza Artificiale (IA) nella composizione e produzione, rendendo il processo più rapido e accessibile. L’esperienza di ascolto si evolve verso la realtà virtuale e una immersiva realtà aumentata (VR/AR), con una tendenza alla produzione indipendente dalle “camerette” e una frammentazione in singoli, adattandosi a soglie di attenzione sempre più basse. Cosa ne pensi del futuro della musica da queste premesse già presenti e diffuse?
Francesco
Il progresso non si può fermare: l’intelligenza artificiale sta rapidamente cambiando il mondo, non solo la musica. Ho la sensazione che nel giro di pochi anni, potremmo non riconoscere più la realtà che ci circonda e che saremo costretti a fare dei cambiamenti su noi stessi, che potrebbero metterci a dura prova.
Vedo una netta separazione: da un lato c’è la musica di consumo, dove la qualità non conta davvero. In questo caso c’è un potenziale enorme per questi nuovi strumenti, che stanno soppiantando tutta la filiera fatta da musicisti veri, produttori e studi di registrazione. I risultati di questi nuovi software hanno già oggi una qualità impressionante, realizzata in tempi ridottissimi e costi imbarazzanti.
Dall’altra ci sono la musica dal vivo e le produzioni indipendenti, che devono puntare alla qualità senza compromessi. La creatività è il punto cruciale: sperimentare e creare cose nuove sono l’unica strategia possibile, senza mai fermarsi. Necessariamente questo approccio si rivolgerà ad una nicchia di appassionati che ancora apprezzano. Credo che continueranno ad esserci persone interessate a questo tipo di artigianato artistico.
Anche se non sarà facile, si tratta di testare la nostra capacità di adattamento, che in fondo fa leva ancora una volta sulla nostra creatività.
Davide
Chick Corea è stato un fervente sostenitore di Scientology dal 1968 fino alla sua scomparsa nel 2021. La filosofia di L. Ron Hubbard ha profondamente influenzato la sua musica, con album come Return to Forever e To the Stars. Parlandone al riguardo su DownBeat Magazine affermò: “Non volevo più soddisfare me stesso. Volevo veramente connettermi con il mondo e fare in modo che la mia musica significasse qualcosa per le persone”. In che modo cerchi una connessione col mondo e le persone attraverso la musica?
Francesco
Dal punto di vista delle scelte musicali, ho bisogno prima di tutto di rispecchiarmi in quello che faccio sia come musicista, sia come ideale ascoltatore. Il mio sforzo è sempre quello di fare in modo che la musica sia più chiara possibile, perché arrivi all’ascoltatore nonostante la sua complessità. Non credo che banalizzare la musica sia un modo per avvicinarsi di più alle persone, al contrario credo che la strada giusta sia curare gli arrangiamenti e l’esecuzione.
Davide
Cosa seguirà?
Francesco
In questo momento, mi sto concentrando su questo omaggio a Chick Corea. Per il futuro mi piacerebbe fare un album solo di originali, sempre con Riccardo e Maxx, ma vedremo…
Davide
Grazie e à suivre…