
gioco per una persona
Autore: Kevin Wilson
Editore: Incredible Dream Studios (www.incredibledream.com)
Kevin Wilson è un autore noto per aver realizzato, per conto di Fantasy Flight Games e spesso in collaborazione con altri autori, non solo giochi da tavolo, ma diverse serie di giochi da tavolo, ognuna delle quali si può dire che sia diventata un classico, e tutte caratterizzate da abbondanti componentistiche e regolamenti di un certo spessore: possiamo ricordare le prime due edizioni di “Descent: Viaggi nelle Tenebre”, tre edizioni di “Arkham Horror”, tre edizioni de “La Furia di Dracula”, la prima edizione di “Doom”, e poi “Sid Meier’s Civilization”, “Il Segno degli Antichi”, “Wiz-War” e “Android”; senza contare tutte le pubblicazioni successive con altre case editrici. A confronto questo “una pioggia gentile” è decisamente minimalista: una scatolina con una manciata di componenti e un foglietto ripiegato come regolamento, nel quale parte del testo è occupata dalla narrazione relativa all’ambientazione: in uno stagno popolato da diverse specie animali e vegetali inizia una leggera pioggia, pioggia che fa sbocciare i fiori delle ninfee, una tematica zen che fa quasi dubitare di trovarsi davanti ad un gioco, tanto che non sembrano esserci condizioni di vittoria o di sconfitta, ma solo un generico punteggio. Ma vediamo nel dettaglio come è stato pensato e realizzato…
La scatola è molto piccola (come un paio di mazzi di carte sovrapposti) e contiene:
– tessere di cartoncino (quadrate, con gli angoli tagliati),
– dischetti di legno,
– il regolamento (in inglese).
I componenti sono ottimi, a partire dalla scatola, molto resistente e divisa in due scomparti (per tessere e segnalini), le tessere sono molto spesse e con illustrazioni ricche di dettagli (sull’altro lato hanno dei cerchi concentrici in rilievo, a simulare le increspature delle gocce di pioggia), e sono piacevoli da maneggiare, come i dischetti in legno; non ci sono scritte sui componenti, per cui è sufficiente conoscere il regolamento per poter giocare. Notare che sono uscite tre edizioni, e l’ultima (denominata “Bloom edition”) al posto dei dischetti di legno ha dei segnalini in plastica per i fiori.
Le regole sono semplicissime: si mescolano le tessere, se ne pesca una e la si piazza sul tavolo, successivamente si pescherà e piazzerà una tessera a turno, facendo combaciare i disegni dei fiori presenti su ogni lato a contatto con una tessera già piazzata; nel raro caso in cui una tessera non possa essere piazzata andrà scartata e si proseguirà con la successiva. Quando si riesce a completare un quadrato due per due si forma un cerchio nel quale può essere piazzato un dischetto, ma il suo colore deve combaciare con uno dei quattro fiori completati nelle quattro tessere, e nel caso in cui tutti e quattro i dischetti di quei colori siano già stati piazzati non si mette alcun dischetto.
La partita può terminare in due casi:
– si piazza l’ottavo dischetto, in tal caso si può ammirare lo stagno sotto la pioggia (e calcolare il punteggio sommando a otto il numero di tessere ancora da piazzare).
– si piazza l’ultima tessera, e in questo caso smette di piovere (e si ottiene un numero di punti pari al numero di dischetti piazzati).
Come ho anticipato il regolamento non parla di vittoria o sconfitta, ma se si desidera si può considerare la prima condizione come una vittoria, e come una sconfitta la seconda; secondariamente si può annotare il proprio punteggio per cercare di migliorarsi nella partita successiva e cercare di avvicinarsi al limite teorico (molto teorico) di ventun punti. Notare che la scatola riporta il gioco come da “una persona in su” e suggerisce di giocarlo in due alternandosi nel piazzamento delle tessere, ma c’è da sottolineare come la linearità del gioco lo renda un’esperienza quasi meditativa, se la dividiamo tra più persone si perde molto questo aspetto (a meno di non giocarlo in silenzio), e in ogni caso diluendo l’impegno diluisce anche la soddisfazione ogni volta che si riesce a far sbocciare un fiore.
Per quanto riguarda la strategia, non c’è molto da dire, se non che non essendoci mai due fiori dello stesso colore su una stessa tessera, bisogna evitare durante il piazzamento di creare delle situazioni in cui due fiori dello stesso colore si “affacciano” nello stesso spazio; secondariamente è molto più facile riuscire a chiudere un quadrato due per due quando l’ultima tessera deve combaciare con sole altre due tessere, rispetto ad avere una tessera che si possa posizionare adiacente ad altre tre (o quattro, ma questo caso è quasi impossibile), quindi durante il piazzamento conviene cercare di evitare il più possibile la creazione di buchi con tre tessere adiacenti. Infine, dato che le tessere sono tutte differenti e non ce ne sono due uguali, è meglio limitare la creazione di situazioni che è possibile chiudere con configurazioni che sono presenti in tessere già piazzate, o meglio, se c’è già una tessera che la riporta, si può tentare ugualmente, ma se ci sono due o più tessere già piazzate con quella configurazione, è meglio evitare di crearne altre.
In conclusione, se state cercando un solitario rapido (una partita dura al massimo venti minuti) dalle regole talmente semplici che non le dimenticherete mai, da portare sempre con voi (ma avrete bisogno di un tavolino per poterlo giocare), questo è sicuramente un titolo consigliato (a maggior ragione se fuori sta piovendo).