Uno scenario inverosimile. Anzi, realistico; basti pensare soprattutto alle lande foggiane di quella che cronaca e inchieste e umanità flagellata disegnano come la mafia più brutale almeno dell’ex Belpaese. Siamo dentro al “romanzo d’esordio”, come per noi che li amiamo ma pericolosamente per la promozione da mercato dei tentativi del prodotto standardizzato, è definita quest’opera del pugliese, appunto, Giuseppe Galliani. Che, appunto, per la verità aveva già esordito ai tempi con la salentina realtà editoriale – quella grandemente legata all’Albania e ai Balcani in genere, Besa, di Livio Muci, “Questa feroce bellezza”. E proprio in queste pagine, si potrà vedere, genti albanesi sono uno dei temi protagonisti. Insomma la prima azione criminale è ambientata nella Cava dei Dinosauri, che bellamente fa pensare allo spaccato reale, appunto, della Murgia Altamurana (dove davvero si possono visitare i resti del passaggio dei dinosauri e allo stesso tempo trovare le tracce dell’indigeno “uomo di Altamura”: a giustificare il rapporto presentato, e legamente intenso, proprio fra Altopiano Murgiano e Fossa Bradanica. Che è il luogo di lavoro del tenente della Guardia Forestale Ian Dabrowski. A cominciare dal dover affrontare il caso della morte del dodicenne Gheorghe Bunget, già archiviato in veste ufficiale come omicidio, ma che né lui né il fratello del giovane lo accettano come tale. Mentre il paesaggio è tutto colorato da parole di frontiera: vento, sole, flora in genere, Appennini e via dicendo. Mentre la parola ‘vendetta’ è più volte agitata. Persino quando non è scritta. Mentre ammazzamenti e lotta per il controllo di traffici e territorio, imperversano.
Nunzio Festa è nato a Matera, ha vissuto Pomarico e vive in Lunigiana.
Giornalista, poeta, scrittore.
Collabora con Liguria Today, L’Eco della Lunigiana, Città della Spezia, La Voce Apuana e d’altri spazi cartacei e telematici, tra i quali Books and other sorrows di Francesca Mazzucato, RadioA, RadioPoetanza e il Bollettino del Centro Lunigianese di Studi Danteschi; tra le altre cose, ha pubblicato articoli, poesie e racconti su diverse giornali, riviste e in varie antologie fra le quali:
Focus-In, Liberazione, Mondo Basilicata, Civiltà Appennino, Il Quotidiano del Sud, Il Resto.
Per i Quaderni del Bardo ha pubblicato “Matera dei margini. Capitale Europea della Cultura 2019” e “Lucania senza santi. Poesia e narrativa dalla Basilicata”, oltre agli e-book su Scotellaro, Infantino e Mazzarone e sulle origini lucane di Lucio Antonio Vivaldi; più la raccolta poetica “Spariamo ai mandanti”, contenenti note di lettura d’Alessandra Peluso, Giovanna Giolla e Daìta Martinez e la raccolta poetica “Anatomia dello strazzo. D’inciampi e altri sospiri”, prefazione di Francesco Forlani, postfazione di Gisella Blanco e nota di Chiara Evangelista.
Ha dato alle stampe per Historica Edizioni “Matera. Vite scavate nella roccia” e “Matera Capitale.
Vite scavate nella roccia”; come il saggio pubblicato prima per Malatempora e poi per Terra d’Ulivi “Basilicata. Lucania: terra dei boschi bruciati. Guida critica.”. Più i romanzi brevi, per esempio, “Farina di sole” (Senzapatria) e “Frutta, verdura e anime bollite” (Besa), con prefazione di Marino Magliani e “Il crepuscolo degli idioti (Besa).
Per le edizioni Il Foglio letterario, i racconti “Sempre dipingo e mi dipingo” e l’antologia poetica “Biamonti. La felicità dei margini. Dalla Lunigiana più grande del mondo”.
Per Arduino Sacco Editore “L’amore ai tempi dell’alta velocità”.
Per LietoColle, “Dieci brevissime apparizioni (brevi prose poetiche)”.
Tra le altre cose, la poesia per Altrimedia Edizioni del libro “Quello che non vedo” (con note critiche di Franco Arminio, Plinio Perilli, Francesco Forlani, Ivan Fedeli, Giuseppe Panella e Massimo Consoli) e il saggio breve “Dalla terra di Pomarico alla Rivoluzione. Vita di Niccola Fiorentino”.
Per Edizioni Efesto, “Chiarimenti della gioia”, libro di poesie con illustrazioni di Pietro Gurrado, note critiche di Gisella Blanco e Davide Pugnana.
Per WritersEditor, la biografia romanzata “Le strade della lingua. Vita e mente di Nunzio Gregorio Corso”.
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