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Intervista con Andy Micarelli

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Andy Micarelli nasce a Chieti nel 1984, diplomato in sassofono presso il Conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara. Vanta diverse collaborazioni tra cui Marco Contento, registrando le parti di piano del brano “Anima nera” (canzone vincitrice del Sanremolab 2008), la partecipazione in qualità di tastierista e corista al Tour estivo di “Lighea” nel 2011, un live in duo con il cantautore romano Mauro Di Maggio nel 2010, l’apertura piano-voce a due concerti della storica rock-band italiana “Le Orme” (2009/2011), esibendosi con la band medesima nel 2024.

Ha all’attivo 4 incisioni in studio come musicista solista (“Ritratti”, “Non mi frega e canto”, “Sogni e passaggi”, “Dreamy”) oltre ad aver prodotto 5 album in qualità di arrangiatore per ALECO (“L’ultima generazione felice”, “Il sapore della luna”. “Gli amori alle stazioni”, “Il sistema della vita”) e GiuliaLuz (“Cambio canale”).

Ad agosto del 2025 è uscito per Music Force il quinto album “Andyamo”.

“Questo disco esplora a fondo la mia vita, grazie a una visione chiara delle cose e al bisogno fondamentale di tornare sempre a casa attraverso i ricordi, gli affetti più cari, il senso di appartenenza e l’introspezione. In questo album non racconto storie qualsiasi ma la mia storia”,

www.musicforce.it

Tracklist:

Basta / Viola / Radici preziose / Fammi volare / Teate / Silenzio / Hulkmania / A Franco / Come un oceano / Semplicità / Come ti vorrei

Intervista

Davide

Ciao Andy. Sei al tuo quinto album: come compendia i tuoi precedenti, tra quali continuità e cambiamenti? Qual è la sua essenza, anzi quintessenza?

Andy

Ciao Davide. La continuità di questo nuovo lavoro sta proprio nella “discontinuità” con i lavori precedenti in quanto cerco sempre di fare dischi diversi tra loro. Forse la vera essenza sta nel fatto che in questo album torno un po’ alle origini, con canzoni quasi tutte autobiografiche ma allo stesso tempo molto orecchiabili e immediate, senza dimenticare qualche tocco di sperimentazione che mi ha sempre contraddistinto in questi anni.

Davide

“Sempre verso casa” è un celebre verso del poeta romantico tedesco Novalis tratto dal romanzo Enrico di Ofterdingen. Questa frase simboleggia un desiderio profondo di ritorno alle origini, alla spiritualità e all’essenza interiore, interpretando il viaggio della vita come un nostalgico “nostos” (ritorno) verso un luogo dell’anima inteso come casa. Qual è stata la casa intesa nel tuo viaggio musicale?

Andy

In questo nuovo lavoro faccio un vero e proprio viaggio introspettivo, andando a scoprire le cose che mi stanno più a cuore e cercando anche di migliorarmi attraverso l’autoanalisi. Tornare a casa, in questo disco, significa proprio “andare a scavare a fondo”. Parlo delle mie bambine, dei miei nonni, della mia città, delle gioie che bisogna cogliere al volo, dei miei maestri, degli eroi della mia infanzia ma anche di quello che posso sistemare dentro di me.

Davide

Come e perché nasce una canzone, da quali tue esigenze espressive, emozioni o intuizioni?

Andy

La canzone (quasi sempre) nasce dall’esigenza di esprimere qualcosa, è una delle tante forme d’arte se non la più diretta. La nascita di una canzone, almeno per me, non segue mai uno schema preciso. Avrei tantissime cose da dire ma solo quando vedo passare un’idea la prendo al volo, la scrivo e inizio a immaginare una melodia e un testo che abbiano senso insieme. Successivamente parte la vera produzione però, ovviamente, ogni artista ha il suo modus operandi.

Davide

Ai primi otto brani seguono tre brani già precedentemente pubblicati. Vi hai rivisto qualcosa, oltre al remix di “Come ti vorrei” e in che modo, o li hai lasciati com’erano? Inoltre, perché questa riproposizione?

Andy

I 3 brani extra non sono stati ritoccati, ho deciso di lasciarli nella loro versione originale in quanto rispecchiano un preciso momento della mia produzione e la scelta di inserirli nel disco Andyamo è nata dalla volontà che avevo di chiudere un cerchio, dal momento che erano gli unici brani di tutta la mia discografia a non essere mai stati inseriti su CD.

Davide

Il brano strumentale “A Franco” è una dedica speciale a Franco Battiato, che nell’opuscolo allegato al cd riconosci come il tuo Maestro e riferimento musicale, “un vero genio della musica contemporanea troppo grande per essere raccontato in poche parole”. Come allora lo hai raccontato musicalmente nel tuo omaggio?

Andy

Nel brano “A Franco” ho provato, in pochi minuti, a condensare tutto il mio background di contaminazioni tra elettronica e musica classica, che poi si riflette nelle mie composizioni pop. Ascolto Franco Battiato fin da quando avevo 5 anni, grazie a mio zio e a mia madre, e nel tempo la sua influenza è sempre stata una presenza costante nella mia musica.

Davide

La leggenda narra che l’eroe greco Achille fondò l’antica città di Teate nel 1181 a.C., subito dopo la distruzione di Troia. Il nome fu scelto in onore di sua madre, la ninfa Teti.  “Teate”, ovvero il nome dell’antica Chieti il cui primo nucleo riale all’epoca preromana, centro principale del popolo italico dei Marruccini, è un brano dedicato alla tua città, tra le più antiche d’Italia, Chieti. Nella tua canzone scrivi che “emergono orgoglio e senso di appartenenza, ma soprattutto la determinazione a difendere l’identità di questa città, nonostante le difficoltà quotidiane e i tanti detrattori che per sport e per moda ne parlano male tra finto umorismo e banale ironia”. Qual è dunque la tua Chieti?

Andy

Per me Chieti non è solo una città, è il cuore dei miei affetti più cari. Sono cresciuto qui, in questa città con una storia millenaria, e qui lascerò sempre un pezzo enorme della mia vita. Quando penso a Teate, mi vengono in mente il sorriso dei miei nonni, le passeggiate lungo il corso, le giornate passate in campagna a sporcarmi di terra, le partite del sabato pomeriggio con gli amici e quelle del Chieti allo stadio, e tanto altro ancora. In questi anni Chieti sta attraversando un periodo difficile per tanti motivi, ma il teatino sa cosa vuol dire soffrire e resistere. Nei momenti duri, quando c’è amore, l’orgoglio e il senso di appartenenza riescono sempre a vincere su tutto.

Davide

Il cd è accompagnato da un opuscolo formato giornalino con fotografie, testi e introduzioni a ogni brano. Perché questa scelta diversa dalla più consueta copertina con booklet?

Andy

Guarda, devo ammettere che per questa idea mi sono ispirato parecchio all’ultimo album di Aleco, che è il mio editore, collaboratore e anche un caro amico. All’inizio ero un po’ indeciso, sembrava una montagna troppo alta da scalare perché mi sono sempre visto come un artista piuttosto ermetico. Però, appena ho iniziato a scrivere, ho capito di potercela fare e così ho continuato. Devo ammettere che alla fine il risultato è stato niente male.

Davide

C’è una canzone che hai dedicato al celebre wrestler Hulk Hogan, noto anche come “The immortal” o “The Incredible”. Scrivi: “Nel wrestling, come nella vita, arriva sempre un momento in cui bisogna reagire e rialzarsi per continuare a combattere”. Il wrestling, tuttavia, i combattimenti sono simulati e programmati a tavolino al fine di esaltarne al massimo il lato spettacolare. Perché hai scelto in particolare questo personaggio per scrivervi una canzone motivazionale?

Andy

Sai, per me l’Hulkster è il più grande wrestler di tutti i tempi. Non solo perché ha portato il wrestling da qualcosa di esclusivamente americano a uno spettacolo globale, ma anche perché ha fatto venire intere famiglie nei palazzetti. Certo, gli incontri sono predeterminati e le mosse studiate, però alcuni colpi si sentono davvero e se cadi male dalla terza corda puoi farti parecchio male. Il rischio c’è sempre, anche se sono tutti atleti professionisti. Hogan aveva un carisma pazzesco sul ring, sapeva come coinvolgere il pubblico come nessun altro. Incoraggiava i suoi fan a seguire uno stile di vita sano basato su quattro semplici regole: allenarsi, dire le preghiere, prendere vitamine e credere in sé stessi. Ecco perché sarà sempre una leggenda della WWE e della cultura pop in generale.

Davide

Oggi la scelta di essere polistrumentista può derivare dalla necessità di adattarsi alle richieste del mondo musicale moderno, che valorizza una più dinamica poliedricità sia dal vivo che in studio, ottimizzando costi e logistica; ma deriva anche e soprattutto da una passione per l’esplorazione sonora che permette infine una visione d’insieme della musica, facilitando arrangiamenti e composizioni complesse. Come è nata questa tua passione ed esigenza di suonare più strumenti e di realizzare i tuoi lavori sostanzialmente da solo?

Andy

Nella musica ho sempre nutrito una grande passione per l’esplorazione verso strumenti diversi ed è venuto tutto in modo abbastanza naturale, senza un vero e proprio obiettivo preciso. Ho l’orecchio assoluto, e questo talento innato mi aiuta a suonare con facilità (anche se a livello base) altri strumenti oltre al pianoforte e al sax che sono i miei strumenti principali. Non ho particolari problemi a registrarmi da solo: nei miei album spesso ci sono collaborazioni con cantanti e musicisti che faccio volentieri, ma per questioni soprattutto pratiche e logistiche preferisco fare il più possibile tutto da solo.

Davide

Cosa seguirà?

Andy

In questo periodo mi sto dedicando alla promozione del mio ultimo lavoro, parallelamente sto preparando (tempo permettendo) nuovi brani da far uscire più avanti in formato digitale, un pò alla volta. Vedremo.

Davide

Grazie e à suivre…

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