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Sherwood [C64]

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Tra i tanti bei giochi usciti per Commodore 64 nel 2025, Sherwood (realizzato da Griffonsoft, prodotto da Psytronik) è sicuramente uno di quelli che mi ha colpito di più. Pur proponendo un’ambientazione già sfruttata in vari titoli 8 bit (in molti di voi ricorderanno Robin of the Wood, uscito nel 1985, giusto per citare un solo esempio), questo piccolo capolavoro riesce a portare sul nostro amato C64 un platform a schermata fissa con una grafica molto curata, animazioni stilose e un comparto sonoro e musicale più che apprezzabile. Il tutto è arricchito da un meccanismo di gioco originale e davvero molto divertente.

Il duo Ola Zandelin (Code, Music e SFX) e Dennis Gustafsson (GFX), pur sapendo che la backstory non è di norma qualcosa di indispensabile, non l’ha comunque trascurata. Nel libretto di gioco (e sul sito) ci viene infatti ricordato che il nostro eroe, Robin Hood, inizia la sua avventura quando la sua identità viene rivelata durante il torneo del principe John. Da quel momento, dovrà sfruttare tutta la sua abilità per scappare e provare a ribaltare le sorti della sua terra.

Le abilità di Robin sono fondamentalmente due. È in grado di scoccare frecce (dritte davanti a sé, oppure in diagonale verso l’alto o verso il basso), frecce che possiedono anche una capacità di rimbalzo, e gode di una buona agilità, che gli permette di saltare, cadere anche da medie altezze senza farsi male e arrampicarsi velocemente su scale o corde.

Entrambe le cose sono necessarie per muoversi nei tanti schemi di gioco, sia per eliminare gli avversari, sia per interagire con gli oggetti che troverà man mano. Oltre a monete d’oro, sacchi di denaro e barili da raccogliere per fare punti, sono presenti infatti anche alcune chiavi, utili per aprire porte e spostarsi tra piani diversi dell’ambientazione, raggiungendo zone altrimenti non accessibili.

Ma queste sue abilità sono controbilanciate da alcuni aspetti. Le frecce, fondamentali, pur essendo magiche, non sono infinite. Nella faretra se ne possono portare solo tre alla volta, e una volta esaurite sarà necessario recuperarne altre tre in punti specifici dell’area di gioco. E tre sono le vite a disposizione e, una volta terminate, come da rigore, si dovrà ricominciare il gioco da capo. Non aspettatevi quindi di finirlo in poche sedute – ammesso che riusciate proprio prima o poi a portarlo a termine e non vi accontentiate solo di gustarvelo, di tanto in tanto, più per godervi i tanti piccoli tocchi di classe, che per cercare di arrivare in fondo e scoprire come finisce.

A mio parere, un gran gioco, che può legittimamente essere considerato, come dicono in tanti, un capolavoro. Sherwood riesce infatti non solo a modernizzare, grazie alla grafica e alle meccaniche, un tipo di gioco classico, ma anche a farlo senza snaturare il gameplay anni ’80, regalando a chi vorrà provarci parecchie ore con la piacevole sensazione di essere tornati un po’ indietro nel tempo.

Il gioco è in vendita a meno di 4 dollari su itch.io ed è disponibile anche in versione demo, scaricabile gratuitamente dalle stesse pagine. Per giocarci servirà ovviamente un emulatore software, uno dei nuovi C64 (quindi comunque in emulazione) oppure un C64 originale, se avete modo – e la pazienza – di trasferire file prg, crt, d64 o t64 su un supporto fisico da usare sull’hardware reale.

Voto:  9

Pro
– Grafica curata e animazioni molto eleganti
– Meccaniche originali che rinnovano il platform a schermata fissa
– Atmosfera autenticamente “anni ’80” senza risultare antiquata
– Ottimo bilanciamento tra abilità e strategia

Contro
– Come ci si aspetta da un gioco per C64, non è necessariamente adatto (o alla portata) di tutti

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