
Il suono dei Tantric Love Charmers è un viaggio che attraversa universi sonori differenti. Al cuore del progetto c’è un rock acustico intimo e potente, che evoca le atmosfere di Led Zeppelin III, Harvest di Neil Young e Wish You Were Here dei Pink Floyd, arricchito da suggestioni di flamenco, roots blues e incursioni psichedeliche.
Moreno Viglione – chitarrista, polistrumentista e compositore con un passato al fianco di artisti come Fabrizio Moro, Patty Pravo e Francesco De Gregori – ha scelto di affidarsi esclusivamente a strumenti reali: chitarre, banjo, violini, mandolini, basso e percussioni. Ha curato personalmente anche il missaggio nel proprio studio, per dare vita a un suono autentico, vibrante e senza compromessi digitali.
A completare il duo, la voce intensa e magnetica di Stefano Diamanti, forgiata da oltre vent’anni di palchi e club italiani. Già voce degli Amanti di Nefasto (rock progressivo) e interprete in storiche tribute band dedicate a Led Zeppelin, Black Sabbath e Neil Young, Diamanti incarna con forza l’anima narrativa e spirituale del progetto.
Il 25 ottobre 2025 è stato rilasciato il primo singolo “Thru the cracks of time”, che anticipa l’album in uscita il 21 dicembre 2025; si tratta di un concept narrativo: racconta la storia di un uomo che, ignaro di essere morto, vaga nei luoghi della sua vita terrena. Lì incontra e si innamora di una donna vivente, ma la consapevolezza della sua condizione lo costringe a rinunciare. Da quel momento ha inizio un viaggio cosmico, alla ricerca di una nuova reincarnazione, con la speranza di ritrovarla in una vita futura.
I testi esplorano temi di esoterismo, spiritualità, filosofia e amore assoluto, in un equilibrio tra poesia e misticismo.
Track list
Butterfly Bolero / Lady of the Rainbows / Just a Gamble / In the Next Life / Palabra Màjica / Thru the Cracks of Time / A simple song / The Music is Over
Stefano Diamanti: lead vocals and backing vocals
Moreno Viglione: Acoustic and electric guitars, bass, mandolin, violin, dobro, flute, percussion, keyboards, backing vocals
Additionals musicians: Gianna Chillà, vocals on “In the next life”
Mazzarella Press Office

Intervista
Davide
Ciao. Cominciamo da voi: come è nato il vostro sodalizio musicale, con quali nuovi o rinnovati obiettivi artistici rispetto alle vostre precedenti esperienze?
Tantric Love Charmers
Io e Moreno ci conosciamo da molto tempo: lo vidi per la prima volta suonare al Palladium di Roma nel 1996, era già considerato un enfant prodige all’epoca. Negli anni poi è diventato uno dei più blasonati chitarristi italiani; è uno dei più versatili musicisti che io abbia mai visto: può suonare qualsiasi stile, dal rock al flamenco, al blues e ovviamente, il manouche: è attualmente considerato infatti, uno degli esponenti piu’ importanti del gispy jazz a livello europeo (vedi le sue collaborazioni con Angelo Debarre, oltre al suo recente metodo per chitarra manouche).
Io avevo appena terminato la promozione dell’Ep degli Amanti di Nefasto e chiuso un ciclo estenuante con le tribute band nelle quali mi esibisco a Roma e nel Lazio. In quel periodo avevo una grande necessità di fermarmi e di realizzare un sogno che avevo da anni.
Abbiamo collaborato spesso in passato e abbiamo avuto modo di conoscerci e di approfondire le nostre passioni musicali; è stata una folgorazione per entrambi l’idea di realizzare un album acustico ispirato dai grandi capolavori del genere rock, folk rock come Led Zeppelin III, Wish You Were Here dei Pink Floyd e Harvest di Neil Young.
Davide
Perché “Tantric Love Charmers”? Anche in copertina mi pare abbiate usato il volto stilizzato di una divinità probabilmente legata alla mitologia buddista tantrica. Qual è l’aspetto tantrico che si esprime attraverso la musica?
Tantric Love Charmers
Il nome nasce da un’intuizione quasi visionaria: l’idea che l’amore, nella sua forma più elevata, non sia solo sentimento, ma un atto di trasformazione spirituale — esattamente come insegnano alcune correnti del tantra. Il tantra, nella sua essenza più autentica, non è solo ciò che spesso viene ridotto a livello occidentale; è una via di unione tra opposti — materia e spirito, tempo ed eternità, uomo e divino — attraverso la presenza, la vibrazione, il suono. E la musica, per noi, è esattamente questo: un veicolo tantrico.
Ogni brano del nostro album è concepito come un mantra moderno, un incantesimo sonoro che cerca di condurre l’ascoltatore oltre il velo del quotidiano, verso un amore che non conosce confini né epoche. Non si tratta di religione, ma di ricerca: usiamo strumenti acustici — chitarre, violini, dobro, percussioni — perché crediamo che il suono nato dalla materia viva, dalle mani che toccano corde e legno, porti con sé una vibrazione più pura, più ‘reale’, proprio come nei riti tantrici in cui ogni gesto, ogni suono, ha un potere trasformativo.
E sì, la copertina richiama iconografie tantriche e buddhiste — non per appropriazione, ma per omaggio. Quel volto stilizzato rappresenta la shakti, l’energia creatrice, l’amore come forza cosmica. Per noi, ‘charmers’ non significa ‘seduttori’ nel senso mondano, ma ‘incantatori’ nel senso alchemico: coloro che, attraverso il suono, cercano di risvegliare qualcosa di antico e sacro nel cuore di chi ascolta.”
Davide
Come è nato il tema narrativo di questo lavoro e qual è il messaggio principale che avete inteso comunicare?
Tantric Love Charmers
Il tema narrativo del nostro concept album non è nato da un piano premeditato, ma da un’intuizione emotiva che si è trasformata in viaggio durante la fase compositiva.
Stavo scrivendo canzoni ispirate a un sentimento molto reale: quell’amore che non si esaurisce nel momento, ma sembra provenire da un altrove — da un’altra epoca, da un’altra vita, forse da un’altra dimensione dell’anima. Man mano che le tracce prendevano forma, ho capito che raccontavano tutte la stessa storia: quella di un’anima in cerca del suo riflesso perduto, che attraversa secoli, mondi e stati di coscienza per ritrovare un legame più antico del tempo stesso.
È così che è emerso, quasi spontaneamente, il concept: un viaggio cosmico ed emotivo alla ricerca di un amore che trascende la forma, la morte, persino la linearità del tempo.
Il messaggio centrale è questo: l’amore vero non è solo un incontro tra due persone, ma un risveglio interiore. È la forza che ci spinge oltre i limiti della nostra identità, ci riporta a ciò che siamo stati e a ciò che possiamo diventare. Attraverso suoni acustici, testi simbolici e atmosfere sospese tra folk, blues e psichedelia, abbiamo voluto creare non solo un album, ma uno specchio sonoro in cui chi ascolta possa riconoscere qualcosa della propria ricerca.
Davide
L’album uscirà il 21 dicembre ed è stato anticipato dal singolo “Thru the Cracks of Time”. Perché avete scelto in particolare questa traccia come introduzione all’album?
Tantric Love Charmers
Abbiamo scelto ‘Thru the Cracks of Time’ come singolo di apertura perché è il cuore pulsante del nostro concept — il momento esatto in cui la storia cambia dimensione.
Nel racconto dell’album, il protagonista, dopo aver compreso di non poter rimanere nel mondo dei vivi, decide di lasciarsi alle spalle il tempo lineare e di lanciarsi in un viaggio cosmico alla ricerca di una nuova incarnazione, nella speranza di ritrovare l’amore che ha perduto. Questa canzone rappresenta quell’istante di svolta: non più dolore, non più attesa, ma azione, energia, determinazione spirituale.
Eppure, nonostante l’intensità emotiva e il ritmo avvolgente, il brano è costruito esclusivamente con strumenti acustici — chitarre, percussioni, violini, mandolini — proprio per dimostrare che la potenza non viene dagli artifici digitali, ma dall’intenzione, dalla vibrazione reale, dal suono che nasce dalla materia e dall’anima.
Per noi, ‘Thru the Cracks of Time’ non è solo una canzone: è il varco sonoro attraverso cui l’ascoltatore entra nell’universo dell’album. Ecco perché doveva essere la prima cosa che il pubblico sentisse — un invito a guardare oltre l’apparenza del tempo, e a credere che l’amore può davvero attraversare l’eternità.
Davide
Perché avete scelto di usare principalmente strumenti musicali acustici?
Tantric Love Charmers
La scelta di usare esclusivamente strumenti acustici non è stata una questione di stile, ma di fede — fede nel suono vivo, nell’imperfezione che respira, nella vibrazione che nasce dal legno, dall’acciaio e dalle mani.
Siamo cresciuti ascoltando album come Led Zeppelin III, con quelle trame di mandolino e dobro che sembrano venire da un bosco antico; Harvest di Neil Young, dove ogni nota di pianoforte e ogni battito di tamburo suona come un respiro sincero; e Wish You Were Here dei Pink Floyd, in cui la chitarra acustica apre il cuore dell’ascoltatore prima ancora che entri l’elettricità. Quegli album ci hanno insegnato una cosa fondamentale: la magia non sta nell’effetto, ma nell’intenzione.
Quando ho cominciato a immaginare questo progetto, sapevo che volevo qualcosa di reale, di tangibile — un suono che non fosse “prodotto”, ma coltivato. E non ho avuto un attimo di esitazione nel coinvolgere Moreno: lo conosco da anni, e so che per lui ogni strumento è un’anima. A volte li costruisce con le sue mani; altre volte li risveglia da decenni di silenzio. Il suo dobro, i suoi violini, le sue chitarre — non sono semplici strumenti, sono voci antiche che parlano attraverso di lui.
In un’epoca in cui tutto può essere campionato, quantizzato, perfetto… noi abbiamo scelto il contrario: l’impronta del dito sulle corde, il respiro tra una strofa e l’altra, il lieve scricchiolio del legno che racconta il tempo. Perché questo album non è solo ascoltato: vuole essere sentito, nella carne e nello spirito. E solo il suono acustico, nella sua nudità, poteva trasmettere quella verità.
Davide
Si canta in inglese per una maggiore opportunità di raggiungere un pubblico globale, perché è la lingua predominante nella musica internazionale, perché offre una maggiore flessibilità creativa o cos’altro? Perché avete dunque scelto l’inglese?
Tantric Love Charmers
Cantare in inglese non è stata una scelta commerciale, ma quasi una necessità spirituale e artistica.
Noi siamo cresciuti con i dischi di Led Zeppelin, Neil Young, Pink Floyd, Black Sabbath — non come semplici ascolti, ma come rivelazioni. Quelle canzoni, in inglese, ci hanno aperto un mondo: ci hanno insegnato a sentire, a sognare, a cercare il sacro nel suono. L’inglese, per noi, non è solo una lingua: è la lingua con cui abbiamo imparato ad ascoltare la musica stessa.
Quando abbiamo iniziato a scrivere l’album, sapevamo che il suo messaggio — l’amore che attraversa vite, dimensioni, eternità — non poteva restare confinato. Non volevamo parlare solo al nostro paese, ma a chiunque, ovunque, abbia mai sentito il richiamo di un’anima che cerca la sua metà. L’inglese è diventato allora il ponte naturale: non per adattarci al mercato, ma per non mettere barriere a un’esperienza che, per sua natura, è universale.
Inoltre, c’è una musicalità intrinseca nell’inglese — certe vocali, certi ritmi — che si sposano perfettamente con il folk rock acustico, con la psichedelia, con il respiro narrativo del nostro concept. Cantare in inglese ci ha permesso di esprimere quelle emozioni con la stessa libertà con cui le abbiamo ricevute, decenni fa, da quegli album che ci hanno cambiato la vita.
Insomma: non cantiamo in inglese per essere globali — cantiamo in inglese perché il nostro viaggio è cominciato ascoltando il mondo, e ora vogliamo restituire qualcosa a quel mondo.
Davide
Avete, tra i vostri principali riferimenti, il rock, non solo acustico, di band e cantautori che si sono affermati negli anni ’70; cosa significa per voi quel decennio ancora oggi ascoltato, amato, studiato, suonato, e come lo reinterpretate oggi a cinquant’anni da allora?
Tantric Love Charmers
Per noi, gli anni ’70 non sono un’epoca da imitare, ma una fonte viva — quasi un campo energetico creativo da cui attingere con gratitudine e rispetto.
Non siamo cresciuti negli anni ’70, ma li abbiamo scoperti per riflesso: ascoltavamo band più recenti, e ogni volta che chiedevamo “Chi vi ha ispirato?”, la risposta portava sempre lì — a quegli album che sembravano usciti dal nulla, ma che in realtà avevano creato un tutto. Led Zeppelin, Neil Young, Pink Floyd, Black Sabbath, Nick Drake… non stavano solo facendo musica: stavano inventando linguaggi nuovi, mescolando folk, blues, psichedelia, spiritualità e sperimentazione con una libertà che oggi sembra quasi impensabile.
Quello che ci colpisce, ancora oggi, è la genuinità radicale di quel periodo: non c’erano algoritmi, non c’era la fretta del contenuto. C’era tempo per provare, sbagliare, costruire un suono fino a farlo vibrare nell’anima. Le chitarre avevano il respiro del legno, le voci non erano corrette, gli album erano viaggi, non raccolte di singoli. E soprattutto, c’era il coraggio di partire da zero — di non sapere dove si sarebbe arrivati, ma di crederci comunque.
Noi non cerchiamo di “riprodurre” quegli anni. Li reinterpretiamo portandone lo spirito nel presente: usando strumenti veri, scrivendo canzoni che raccontano visioni, non trend, e mettendo al centro l’emozione, non l’estetica. Il nostro album, pur parlando di viaggi cosmici e reincarnazione, è figlio di quella stessa ricerca: la ricerca di un suono che non mente.
In un certo senso, per noi gli anni ’70 non sono finiti. Sono un seme. E forse, se lo ascolti con il cuore giusto, continua a germogliare.
Davide
La musica offre uno spazio sicuro per esprimere emozioni, è il linguaggio di tutti e trascende ogni barriera, connette le persone e ha moltissime altre funzioni… Perché avete scelto la musica?
Tantric Love Charmers
Non l’abbiamo scelta. Non si può scegliere il respiro. Non si può scegliere il battito.
La musica non è qualcosa che facciamo: è qualcosa che ci attraversa. Da sempre. Da prima che sapessimo parlare, da prima che sapessimo amare. È il primo linguaggio dell’anima — l’unico che non mente, l’unico che non ha confini, l’unico che ricorda chi siamo davvero, anche quando il mondo ce lo fa dimenticare.
Noi? Noi siamo solo custodi provvisori di un suono che esisteva già prima di noi e continuerà dopo. Forse è nato da un grido d’amore perduto, forse da un sogno di reincarnazione, forse da un silenzio così profondo che solo un violino poteva riempirlo. Ma non importa da dove viene. Importa che ci ha trovati — nei dischi polverosi dei nostri padri, nelle notti insonni, nei momenti in cui il cuore batteva troppo forte per restare dentro il corpo.
Abbiamo scelto la musica? No.
La musica ha scelto di parlare attraverso di noi.
E noi, semplicemente, non abbiamo potuto tacere.”
Davide
Dove possiamo seguire la vostra attività ed esserne aggiornati tra piattaforme social, siti dedicati o canali ufficiali o altro?
Tantric Love Charmers
Certamente, siamo riusciti a sfondare questa resistenza al moderno ( ☺ ) e ci siamo adeguati anche noi:
siamo su
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Davide
Cosa seguirà?
Tantric Love Charmers
“Questo è solo l’inizio. Abbiamo già dentro di noi la forza — e soprattutto l’ispirazione — per cominciare subito a scrivere un nuovo album. Le storie che abbiamo raccontato nel nostro album d’esordio non si esauriscono qui; anzi, aprono porte che non vediamo l’ora di varcare.
Ma prima di tutto, nel prossimo periodo, vorremmo portare questa musica in giro: condividere dal vivo queste canzoni, incontrare chi le ascolta, farle respirare in spazi veri, con persone vere. Speriamo di farlo nel nostro paese, certo, ma sentiamo con chiarezza che questo viaggio non ha confini — e non vuole averne.
Davide
Grazie e à suivre…
Tantric Love Charmers
Grazie a te, Davide. È stato un onore immenso poter dialogare con te ed è stato un privilegio avere l’attenzione dei vostri lettori.