
Naima Quartet nasce dall’incontro tra il pianista Claudio D’Amato e la cantante Maria Donata Candeloro, durante il loro percorso accademico. Successivamente il gruppo viene consolidato con l’aggiunta di altri musicisti e troviamo al contrabbasso Vincenzo Quirico e alla batteria Giuseppe Venditti. Questo disco di jazz moderno è il risultato di un mix unico di influenze e culture, che si fondono in un sound fresco, innovativo e ricco di emozioni.
Gli artisti, con le loro radici profonde e la loro passione per la musica, portano avanti un jazz contemporaneo che sa essere sia sofisticato che accessibile, capace di emozionare e coinvolgere ascoltatori di ogni età. È un viaggio sonoro che celebra la creatività, l’amicizia e la voglia di sperimentare, portando il jazz a nuovi orizzonti. La loro esperienza di vita tra le montagne dell’Abruzzo, le colline del Molise e l’energia vibrante di Roma si riflette in ogni nota, creando un ponte tra tradizione e innovazione. In questo disco sono presenti 7 tracce delle quali 5 sono di standard jazz celebri in tutto il mondo e le altre due sono composizioni originali di Claudio e Maria Donata.
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Track-list:
Smile / Sono quella che sono / September in the rain / Skylark / You’d be so nice to come home to / M’ha fatta l’amopre / Centerpiece
Intervista
Davide
Ciao. “M’ha fatta l’amore” è il vostro disco d’esordio. Come nasce “M’ha fatta l’amore”?
Naima Quartet
Ciao Davide, il nostro progetto musicale nasce diversi anni fa durante gli studi accademici in ambito classico (Claudio e Maria Donata) per poi scoprire una sintonia inaspettata e profonda verso la musica jazz. E così tra un brano e l’altro inizia il nostro progetto che prende il nome di Naima Duet.
Successivamente tra una jam e vari concerti, conosciamo Vincenzo Quirico e Giuseppe Venditti, ottimi musicisti che hanno accolto la nostra proposta artistica e partecipato al disco dal nome Naima Quartet, M’ha fatta l’amore, primo progetto discografico.
Davide
Naïma è un nome femminile di origine araba e che significa “dolcezza, piacevolezza”… Ma “Naima” è anche il titolo di una celebre composizione di John Coltrane? C’è di solito sempre qualcosa di programmatico o rappresentativo nella scelta di un nome a un gruppo o a un progetto musicali. Perché, dunque, “Naima”?
Naima Quartet
Per quanto riguarda la scelta del nome del quartetto non c’è un rapporto profondo, siamo stati affascinati dal titolo di quel brano, Naima di John Coltrane e lo abbiamo adottato come nostro, e sentivamo descrivesse perfettamente l’atmosfera che volevamo creare.
Davide
L’album è composto da due vostre composizioni originali (Claudio Amato e Maria Donata Candeloro) e da cinque standard di Charlie Chaplin, Harry Warren, Hoagy Carmichael, Cole Porter e del vocalese trio Lambert, Hendricks & Ross. Come avete scelto le cinque composizioni di questi autori, mi pare tutti in qualche modo legati al jazz dell’epoca d’oro di Broadway? E in che modo le avete rivisitate?
Naima Quartet
Volevamo che i cinque standard dialogassero in modo naturale con le nostre due composizioni originali. Abbiamo scelto i brani i cui testi rispecchiassero i temi trattati nei nostri pezzi: M’ha fatta l’amore e Sono quella che sono.
La selezione è stata quindi un esercizio di equilibrio tra l’omaggio ai maestri e la necessità di creare un album coeso e non una semplice raccolta di cover e che avessero anche una forte identità melodica e armonica.
In sintesi, abbiamo cercato di far incontrare due mondi e due epoche, lasciando che la nostra sensibilità di musicisti contemporanei fosse il ponte tra il passato di Broadway e il presente della nostra musica originale.
Davide
Come sono invece nate le vostre due composizioni e come creano un intreccio con il resto, tracciando quale percorso ideale tra riletture personali del passato e nuova musica originale?
Naima Quartet
Le nostre composizioni sono nate in un piccolo studiolo di una casa in affitto, e in quel momento avevo appena finito di leggere il libro di poesie, per l’appunto di Prévert, quando ad un tratto mi iniziò a suonare in testa un motivo e quindi ci mettemmo al pianoforte cercando di immaginare una semplice melodia che poteva dare massima espressione poetica anche da un punto di vista musicale.
Quei brani (ancora in fase embrionale), sono stati per molti anni chiusi in un cassetto. Solo dopo aver acquisito esperienza artistica, ci siamo resi conto che era giunto il momento di riportarli alla luce.
Davide
Il disegno in copertina, realizzato da “the beautiful little girl named Ilaria”, rimanda alla calligrafia giapponese zen o zenga, che rappresenta una pratica esperienziale e una forma di distacco dalle rigide regole tecniche tramandate dalle tradizioni, ma pensata per essere essenziale e indefinibile espressione o evocazione di esperienze spirituali intime, ispirata dai propri sensi e dalle proprie emozioni, specialmente liberando la mente dai pensieri ostruttivi. Insomma, perché questo disegno?
Naima Quartet
La copertina del disco presenta un’illustrazione originale realizzata da nostra figlia Ilaria (5 anni), il cui contributo artistico conferisce al progetto un carattere autentico e distintivo.
Davide
“M’ha fatta l’amore” rievoca una poesia di Jacques Prévert, “C’est l’amour qui m’a fait”. La poesia e la musica sono intrinsecamente legate, condividendo ritmo, musicalità ed espressività emotiva. Quando e in che modo note e poesia per voi si incontrano idealmente?
Naima Quartet
Le due composizioni originali sono state proprio ispirate da due poesie di questo autore; chiaramente sono solo una piccola parte e riadattate per la musica. Abbiamo voluto lasciare quell’autenticità senza creare troppe linee armoniche e creare una melodia che si sposasse con il testo.
Vogliamo lasciare che l’ascoltatore riesca a percepire questo dialogo unico e riesca a comprendere le varie emozioni che possono suscitare i brani.
Hoagy Carmichael consigliò di “non suonare mai nulla che non suoni bene. Potresti non guadagnare soldi, ma almeno non diventerai ostile verso te stesso”. Quando per voi una musica suona bene , quando invece no?
Naima Quartet
Possiamo dire che una musica suona bene quando ci sono tutte le giuste caratteristiche, ovvero quando è armoniosa e le note suonano bene insieme, è equilibrata e quindi gli strumenti e la voce sono ben distribuiti, nessun elemento copre gli altri senza motivo. Deve comunicare qualcosa, suscita emozioni, l’intonazione corretta e l’interpretazione sentita. Invece quando suona male chiaramente si percepisce l’esatto contrario e, quindi, se non c’è connessione perde il senso e anche l’interplay tra i musicisti e l’autore non ha la giusta finalità artistica.
Davide
Cosa seguirà?
Naima Quartet
Ci auguriamo sicuramente la promozione di questo disco in primis e poi siamo già al lavoro per i nuovi brani.
Davide
Grazie e à suivre…