KULT Underground

una della più "antiche" e-zine italiane – attiva dal 1994

Scrittori non si nasce. Il linguaggio della narrativa – Giuseppe Pontiggia

4 min read

introduzione di Daniela Marcheschi, Bibliotheka Edizioni (Roma, 2025), pag. 88, euro 14.00.

Salta all’occhio di sicuro innanzitutto il saggio introduttivo all’opera, firmato da Marcheschi. Che sintetizza in special modo perché secondo Giuseppe Pontiggia si “scrittori si diventa nascendo”; con le argomentazioni contenute nei due testi raccolti in “Scrittori si nasce. Il linguaggio della narrativa”, recentemente pubblicato. Un ragionamento che Daniela Marcheschi apre chiedendo, certo, che un domani davvero nasca un dibattitto intorno alle scuole di scrittura. Già, aggiungendo, quando sappiamo bene che l’editoria attuale vede ‘grandi’ scuole di scrittura che formano autori che sforneranno libri per loro, e viceversa diciamo: con tanto di spese notevoli per parteciparvi, poi buone come investimenti per la pubblicazione: accade a volte che l’autore paga un corso e di seguito fa un libro come vuole l’editore che è proprietario della scuola di scrittura, il quale a sua volta lo pubblicherà (insomma ogni elemento ha una funzione all’interno di un mercato tanto grande quanto ampiamente occupato dalle major). “C’è un momento decisivo dello scrivere, quello in cui gli strumenti messi a fuoco attraverso il lavoro di anni producono, con il concorso della cosiddetta ispirazione, l’evento nuovo che è il linguaggio narrativo”, dice in un passaggio altamente rappresentativo Pontiggia, nella seconda delle sue lezioni-corsi riportati in scritti del volumetto. Prima dopo e durante aver spiegato che la parola scritta ha bisogno di maggiore strada da compiere per realizzarsi in linguaggio narrativo. Differentemente, dunque, dalla parola orale, contrariamente alla parola orale in qualche misura; quest’ultima supportata da una corona di dettagli intorno utili a renderla più che precisa, a cominciare dalla gestualità che la accompagna. Nella prima parte del libricino ecco che Giuseppe Pontiggia scomoderà Morselli come Salinger. Per farci capire quando, come e perché si arriva al compimento di un percorso. Abbiamo letto queste lezioni nel mentre stiamo rivivendo alcuni libri del cuore: Nino Pedretti, Carver – le poesie -, il Nori (Pancetta). E sentiamo quanto Pontiggia ha ragione. In fondo: “Le parole devono interagire e produrre certi effetti: o li producono oppure il testo è mancato”. A questo traguardo si arriva con esercizio, studio e dedizione. Non basta il talento. Altrimenti nulla proprio, si raggiunge.

 

Commenta

Il materiale presente, se originale e salvo diverse indicazioni, è rilasciato come CC BY 4.0 | Newsphere by AF themes.