
gioco per 1-5 persone
Autore: Donald X. Vaccarino
Editore: Rio Grande Games (www.riograndegames.com)
A metà del secolo scorso, grazie alle numerose missioni spaziali, era sentore comune che nell’immediato futuro sarebbero esistite basi permanenti sulla Luna, dove in tanti avrebbero condotto una vita molto simile a quella sulla Terra, tra abitazioni, veicoli e robot tuttofare, il tutto realizzato in uno stile retro-futuristico, ricco di plastica, cromature e tubi fluorescenti. Questa è l’ambientazione del gioco ideato da Donald X. Vaccarino, autore noto per aver creato la tipologia deckbuilding dei giochi da tavolo (ovvero l’inventore di Dominion, e delle tante sue espansioni).
Ma il titolo (“Bagno di sangue nella colonia lunare”) fa intuire che non tutto funzioni a dovere, e quello presentato sulle riviste patinate come un paradiso si rivelerà ben presto una trappola infernale dove in un crescendo di incidenti sempre più letali (causati anche da una serie ben nutrita di robot sfuggiti al controllo dell’uomo) il livello della popolazione subirà un drastico declino; riusciranno gli scienziati (dall’aspetto comunque non molto rassicurante), nei panni dei quali i giocatori si troveranno, a garantire la sopravvivenza della colonia? Lo potremo scoprire solo con una partita (ma scoprirete ben presto che alla prima ne seguirà una seconda, poi una terza, e così via), nel frattempo, vediamo nel dettaglio come è stato realizzato il tutto…
La scatola è di formato standard (quadrata, come quella de “I Coloni di Catan”) e contiene:
– cinque plance per i giocatori,
– vari mazzi di carte,
– segnalini di cartoncino,
– il regolamento (in inglese).
I materiali sono nella norma, i segnalini di cartoncino sono spessi e facili da maneggiare, le carte sono ben illustrate (con colori vivaci, in uno stile pulp retro-futuristico) e robuste, ma conviene imbustare almeno quelle che verranno mischiate più spesso (quindi le sei di partenza, poi tutte le altre che verranno aggiunte nel corso della partita) mentre si può evitare di farlo per gli edifici (che verranno manipolati poco). Oltre a simboli e numeri ci sono diverse scritte in lingua sulle carte, per cui conviene che i giocatori conoscano l’inglese per non rallentare troppo lo svolgimento della partita (e ad oggi non ci sono notizie di una edizione in italiano). Notare che la scatola è un po’ sovradimensionata, ma almeno c’è un inserto di plastica che contiene comodamente tutti i materiali senza bisogno di usare ziplock.
La preparazione è molto rapida, ogni giocatore sceglie un personaggio, ne prende la plancia (gli effetti sono uguali per tutti) e le relative carte Vantaggio (Perk, anche queste sono uguali per tutte), oltre a 30 Persone, 4 Monete, 4 Cibi e 4 segnalini azioni (tutti da mettere sulla propria plancia). Si mischiano le carte Edificio e se ne danno quattro a testa, dopodiché si mischia il mazzo Twist e se ne scelgono due (la prima partita conviene sceglierli tra quelli più semplici, con il nome “Twist” in bianco) da mischiare assieme alle quattro carte Lavoro (Work) e due Problema (Trouble), queste carte comporranno il mazzo Progresso. Si separano quindi i mazzi Twist e Robot (a faccia in giù, sui quali piazzare il relativo segnalino per distinguerli) mentre i mazzi Development (Sviluppo) e Eventi vanno a faccia in su (rispettivamente in ordine alfabetico e numerico); e si può iniziare (si gioca contemporaneamente; quindi, non c’è bisogno di stabilire un primo giocatore).
Ad ogni turno di gioco si gira una carta del mazzo Progresso e si esegue quanto scritto; potremo trovare:
– Lavoro: ogni giocatore spende uno dei propri segnalini Azione per svolgere una delle azioni principali, ovvero Rifornimento (si ottengono due casse), Costruzione (si può piazzare una carta edificio dalla mano nella propria area, pagando in monete il suo costo), Estrazione (si guadagnano quattro monete), Coltivazione (si guadagnano quattro cibi), Ricerca (si pescano due carte edificio). Durante la partita queste azioni verranno potenziate dagli edifici che vengono costruiti, i quali riporteranno l’indicazione di quali effetti hanno in base all’azione che verrà svolta (per ricordarlo gli edifici hanno il colore dell’azione relativa).
– Problema: si aggiunge al mazzo Progresso una carta dal mazzo Eventi, mettendola in cima (in questo modo sarà la prossima ad essere pescata ed eseguita).
– Evento e Robot: tutti i giocatori eseguono quanto scritto sulla carta, solitamente si perdono persone (del resto che Bloodbath sarebbe?), scartandole dalla propria plancia nella riserva; se non si hanno abbastanza persone da scartare si deve scartare un edificio, convertendolo nelle persone riportate sulla carta.
– Vantaggio: sono le carte relative ai cinque personaggi, che verranno aggiunte al mazzo Progresso come effetto di determinate azioni, contengono effetti che influenzano solo il personaggio a cui fanno riferimento.
– Sviluppo: vengono aggiunte al mazzo Progresso come effetto di determinate azioni, e danno ai giocatori la possibilità di eseguire un’azione speciale (di solito spendendo determinate risorse).
La partita prosegue in questo modo, turno dopo turno, carta Progresso dopo carta Progresso (quando si esaurisce il mazzo si rimischia e si ricomincia, riattivando i propri segnalini Azione), fino a quando non si riesce ad eseguire il tredicesimo ed ultimo evento, oppure uno dei giocatori non perde l’ultima persona (dopo aver perso tutti gli edifici). Il vincitore è il giocatore che ha più persone, sia contando i segnalini che il numero di persone riportato sugli edifici.
Come potete notare in questo gioco non c’è molta interazione, il mazzo Progresso viene eseguito da tutti, e le azioni di un giocatore non influenzano gli altri; per questo, le regole per il gioco in solitario sono praticamente uguali, l’unica differenza è che viene aggiunta una carta “Solitudine” (Loneliness) al mazzo Progresso, che, quando viene pescata, fa aggiungere o togliere persone in base ai simboli presenti negli edifici del giocatore.
Nella partita in solitario si vince se si riesce ad arrivare all’ultimo Evento, ed una volta che si vince con regolarità si può proseguire la partita aggiungendo Robot al posto degli Eventi (si potrà calcolare un punteggio in base ai Robot aggiunti quando si arriva a perdere, e tentare di superare il proprio record nelle partite successive).
Lo svolgimento di una partita è abbastanza lineare: inizialmente è abbastanza semplice far fronte ai pochi problemi che funestano la nostra base, per cui possiamo fare scorta di risorse e costruire diversi edifici, cosa che ci permetterà di potenziare le azioni future e prepararci meglio a ciò che arriverà, successivamente i problemi cominceranno a farsi più frequenti, e più letali, e vedremo le scorte accumulate (e soprattutto la popolazione) erodersi sempre più rapidamente, fino all’esaurimento degli edifici e quindi delle persone e quindi al termine della partita, cosa che, per almeno qualche partita, sarà l’epilogo che si verificherà quasi immancabilmente. Con l’esperienza si riuscirà a creare e migliorare la sinergia tra gli edifici per arrivare sempre più avanti nel mazzo degli eventi, fino alla fatidica tredicesima carta e quindi alla conclusione naturale della partita (e non dovuta al fallimento di una base di un giocatore).
I pregi di questo gioco sono dati dalla semplicità delle regole e dalla rapidità di svolgimento: difficilmente una partita supera i novanta minuti, grazie ai turni simultanei (infatti basta girare una carta e leggerla a tutti, e spesso molti turni si risolvono in una manciata di secondi); e le catastrofi che si susseguono lo rendono un gioco estremamente divertente, immaginando le situazioni che si vengono a creare da una semplice dicitura o illustrazione (come ad esempio l’introduzione di un robot medico, che causa la diminuzione di cinque unità nella popolazione). La variabilità delle partite (che potrebbe sembrare non molta, visto che gli Eventi arrivano sempre nello stesso ordine) è garantita sia dalla quantità di carte edificio, che propongono ai giocatori scelte sempre differenti, che da quella delle carte Twist (delle quali ne vengono usate soltanto due), che introducono sin dall’inizio delle variazioni nel mazzo Progresso. Difetti? Non c’è interazione tra i giocatori, né diretta, né indiretta; quindi, è impossibile influenzare o cercare di contrastare un avversario, un aspetto che i giocatori competitivi devono tenere in considerazione nella loro valutazione.
In conclusione, se cercate un gioco rapido da preparare e da giocare, che funziona altrettanto bene sia in solitario che in cinque giocatori (e con tempi di gioco che non si dilatano in modo proporzionale), dal tema evocativo (e ottimistico) e dallo svolgimento demenziale, questo è un titolo sicuramente consigliato. Che dire: un piccolo passo per Donald X, un grande passo per tutti i giocatori.