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Pentagramma di Parole – Tiziana Celano

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Scheda tecnica
Editore: Aletti Editore
Autrice: Tiziana Celano
Numero di pagine: 53

Titolo: Pentagramma di parole
Pagina del libro: http://www.alettieditore.it/Diamanti/2025/celano.html

Nel pentagramma del cuore: le poesie di Tiziana Celano come musica dell’essere

In un tempo che spesso tace l’ascolto, la poesia di Tiziana Celano torna a ricordarci che la parola, come la musica, può ancora farsi presenza viva, risonanza emotiva, corpo del sentire. Con la silloge “Pentagramma di parole” (Aletti Editore, aprile 2025), l’autrice — novarese di nascita e oggi docente di Lettere a Venezia — compone una partitura lirica fatta di emozioni, battiti e tensioni interiori che si traducono in versi asciutti, ma pulsanti, sempre in equilibrio tra delicatezza e densità. È una poesia che cammina sulla soglia tra suono e silenzio, tra gesto e sussurro.

Celano si ispira profondamente al mondo musicale, e lo dichiara sin dal titolo. Ma il legame con la musica è tutt’altro che accessorio: è strutturale, vitale. Le sue poesie si lasciano attraversare dall’eco di artisti come Andrea VanzoDavid GarrettTony AnnDawid Nowaczyk, musicisti capaci di unire rigore tecnico e trasporto emotivo, lirismo e verità. Allo stesso modo, i suoi versi sembrano voler suonare più che parlare, danzare più che dichiarare. Ogni poesia è un movimento, un frammento di spartito da interpretare con attenzione: non per decifrarlo, ma per sentirlo.

La prefazione del poeta e accademico Hafez Haidar illumina il testo di Celano con grande sensibilità, evidenziando come l’autrice, partendo da esperienze personali e osservazioni sul quotidiano, riesca a spaziare su temi universali: il dolore e la tenacia dell’essere donna, il rifiuto della violenza, l’urgenza della pace, il rapporto madre-figlia come trasmissione d’amore e di forza. Celano sogna “di sganciare bombe di pace e pezzi di pane”, e in questo ossimoro potentissimo c’è tutta la cifra del suo stile: opposizione e speranza, fragilità e coraggio.

Non esiste una vera e propria ambientazione esterna nella silloge: è l’interiorità dell’autrice a farsi spazio narrativo, un paesaggio astrale e simbolico popolato da lune, pianeti, albe e maree. È una geografia emotiva che sa farsi corpo e carne nei versi, accarezzando e talvolta graffiando chi legge. Il narratore è sempre interno, intimamente legato all’esperienza vissuta e osservata, ma mai chiuso: si offre, piuttosto, come un ponte verso l’altro. In un verso particolarmente significativo, Celano scrive: “Sono note di testa e di cuore. / Mille lucciole d’estate.”
Una dichiarazione d’intenti che rivela il desiderio non solo di scrivere, ma di illuminare, anche per poco, il cammino altrui.

Lo stile della poetessa è essenziale, levigato, a tratti aforistico: usa periodi brevi, versi asciutti, ma carichi di immagini simboliche e talvolta visionarie. Il lessico è semplice ma mai semplificato; la musicalità interna domina il ritmo. È una poesia accessibile ma non banale, emotiva ma mai sentimentale. L’io lirico, costante ma mai ingombrante, si alterna a un tu implicito che chiama in causa chi legge, lo coinvolge, lo responsabilizza.

Il lettore ideale di questa silloge è chi ama lasciarsi attraversare dalle parole senza volerle dominare, chi cerca nella poesia una complicità silenziosa più che un significato univoco. È una raccolta per chi crede che l’intimità possa essere condivisa e che il canto personale possa avere un’eco collettiva.

“Pentagramma di parole” è un inno all’integrità del sentire, una partitura che non richiede strumenti per essere suonata, ma solo attenzione, cura, e tempo. Alla fine della lettura, non resta il ricordo di una voce, ma la sensazione di aver ascoltato un suono: quello della vita, nuda e piena, che batte nei versi come su un tamburo discreto.

E come ogni musica ben composta, anche questa poesia non chiede applausi, ma silenzio. Quello necessario per lasciarla risuonare.

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