KULT Underground

una della più "antiche" e-zine italiane – attiva dal 1994

I misteri di Praga – Ben Pastor

3 min read

Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.

Narrativa

Pagg. 286

ISBN 9788804655107 

Prezzo Euro 11,00

Delitti e misteri

Abituato alla presenza dell’ufficiale dell’Abwehr Martin von Bora, il personaggio di una riuscita serie di romanzi che ho letto quasi tutti, sono stato incuriosito da questo libro, in cui la quarta di copertina parla di due investigatori a Praga nei primi mesi dell’estate del 1914, uniti nella ricerca della soluzione di cinque casi molto enigmatici. Questa città in cui si dipana quasi per intero la trama ha di per sé un senso del misterioso, con un’atmosfera opprimente nell’imminenza della guerra, elementi  che la rendono affascinante, ma anche non poco intrigante. Già l’opera è impostata in un modo diverso dalle altre che vedono protagonista von Bora, perché a tutti gli effetti è divisa in cinque parti, in ognuna delle quali si narra un’indagine completamente autonoma dalle altre, tanto che si potrebbe pensare a una raccolta di racconti, se non ci fossero non solo la presenza di due investigatori, ma anche una consecutio temporis che finiscono con legarli strettamente, come cinque capitoli. L’accoppiata di Solomon Meisl, un medico ginecologo ebreo, e di Karel von Heida, un conte Primo tenente dei Lancieri, presenta aspetti positivi, ma anche qualche risvolto negativo, perché se è vero che esiste una complementarietà fra i due, entrambi non hanno una personalità così particolare da costituire un’evidente caratteristica di attrazione (e qui è inevitabile in confronto con il tormentato von Bora, sempre in preda a un conflitto interno fra il senso del dovere e la propria coscienza). Non sono protagonisti antipatici, anzi, per quanto stereotipati, destano una certa simpatia, ma non interessano più di tanto, soprattutto von Heida che, a fronte di delitti che rasentano il soprannaturale giunge a soluzioni sì non scontate, ma non rientranti in assoluto nella logica. Si può obiettare che a fronte di fenomeni inspiegabili la loro spiegazione non possa avere un senso logico concreto, ma allora ci si chiede quali siano i pregi di un giallo (o meglio cinque gialli) completamente al di fuori dei consueti canoni. In effetti, a ben guardare, delitti e loro soluzioni non proprio logici, i personaggi principali che non sono in grado di provocare una forte attrazione sono tutti elementi che lascerebbero presupporre un’opera di scarso o nullo interesse, e invece l’autore è riuscito a coinvolgere il lettore con una ambientazione e, soprattutto, un’atmosfera   veramente riuscite. E’ una cappa di mistero che incombe sulle pagine e che poco a poco si trasferisce a chi le legge, desideroso di arrivare quanto prima ad aprire uno squarcio in quella sorta di sudario che tutto avvolge. Poco importa se il caso viene risolto in modo non del tutto convincente, perché quel che conta è di trovare una via d’uscita nel labirinto magico predisposto da Ben Pastor. 

E quindi è questo il pregio del romanzo, che si legge con piacere, sorretti dal desiderio di sapere come e perché un normale delitto diventi poco a poco un enigma complesso e difficile da risolvere se non con soluzioni altrettanto enigmatiche.  

Ben Pastor, nata a Roma, docente di scienze sociali nelle università americane, ha scritto narrativa di generi diversi con particolare impegno nel poliziesco storico. Della serie di Martin Bora Sellerio ha già pubblicato Il Signore delle cento ossa (2011), Lumen (2012), Il cielo di stagno (2013), Luna bugiarda (2013), La strada per Itaca (2014), Kaputt Mundi(2015), I piccoli fuochi (2016), Il morto in piazza (2017) e La notte delle stelle cadenti (2018).
Premio Flaiano 2018

Commenta