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Intervista a Christian Bencivenni

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Intervista a Christian Bencivenni
(secondo classificato)

Ciao e complimenti per la tua rinnovata seconda posizione nel concorso per letteratura minimale A-DNA, indetto dalla nostra rivista. Anche se ci siamo già presentati lo scorso anno, ti chiedo se puoi dire qualcosa di te ai lettori, raccontando chi è Christian Bencivenni e cosa fa nella vita.

Grazie per i complimenti e contraccambio per lo splendido lavoro che tu e Kult avete fatto. Per quanto riguarda Christian Bencivenni, in questo momento sono il responsabile del Centro Elaborazione Dati di una ditta che ha aperto da qualche mese a Ravenna e contemporaneamente sono iscritto alla facoltà di Scienze dell’informazione di Cesena, anche se il lavoro mi impedisce di frequentare. Mi piace leggere, andare al cinema e giocare di ruolo. E scrivere. Già da qualche tempo ho capito che raccontare storie, in qualunque forma, mi gratifica immensamente, e per un amante dei libri come me riempire di parole un foglio bianco è fantastico. Relativamente da poco partecipo occasionalmente a qualche concorso. Il mio primo risultato concreto è stato un terzo posto al premio dello STICCON. Recentemente invece mi sono classificato tra i finalisti del premio Space Truckers, e il mio racconto verrà pubblicato in un libro stampato in collaborazione dalla Editrice Nord a dicembre.

Domanda cattiva: avresti saputo del concorso se non ti avessimo ricontattato come partecipante dell’edizione scorsa?

Sarò sincero. Avendo cambiato lavoro da poco mi sono trovato a dover svolgere una montagna di compiti in poco tempo. Ormai il peggio è passato ma nei mesi scorsi mi sono collegato ad internet pochissimo e di conseguenza è possibile che, senza la tua mail, mi accorgessi del bando troppo tardi. Ma quando ho un po’ di tempo mi aggiorno sempre al sito di Kult. E’ uno dei pochi bookmark sul mio browser.

Cosa ti ha spinto a partecipare anche quest’anno?

Soprattutto la professionalità dell’organizzazione, ma anche il tema di quest’anno: solo il titolo mi ha scatenato tutta una serie di idee. Inoltre ricordo distintamente la difficoltà dell’anno scorso nel mettere insieme un racconto auto conclusivo in poche migliaia di caratteri: mi era piaciuto un sacco e non ho voluto mancare all’appuntamento.

Come è nato In fuga? Quanto tempo di ha portato via la stesura? E "Il progetto" (che si è classificato 13esimo)?

Per quanto riguarda "In fuga" l’idea, come la stesura, sono arrivate per seconde. La prima cosa che mi era venuta in mente (e che infatti si è rivelata forse più banale, a giudicare dagli altri racconti che ho letto) era quello di un progetto genetico che avesse come fine ultimo la creazione della razza umana. "Il progetto" è nato così. "In fuga" invece mi è venuto in mente una domenica mattina dopo una settimana che stavo cercando un’idea che non fosse troppo banale. Avevo già in mente qualcosa ma era ancora un’idea informe senza una vera trama. Il caso a voluto che durante una passeggiata a Milano Marittima in una libreria trovassi un libro su usi e consumi della cocaina. Il resto è venuto da solo. Per entrambi la prima bozza mi ha portato via due o tre ore, mentre le per le rifiniture ho impiegato giorni.

Hai avuto più "difficoltà" per il limite degli 8192 caratteri o per il vincolo sul tema? E come classifichi questo tuo racconto (horror, fantascienza…)?

8192 caratteri sono tremendamente pochi! In realtà quando l’ho scritto la prima volta era lungo il triplo. Tagliare senza togliere niente alla storia e mantenendone invariato il senso è stata davvero dura. Ma è anche il lato più divertente del concorso. Recentemente ho letto "On writing" di Stephen King e in un capitolo racconta che la sua formula magica sia: scrivere un racconto o un libro e poi tagliarne il 30%. Per il mio lavoro ne ho tagliato più della metà! Il tema mi piaceva molto, ma di questi tempi è dura non trovare qualcosa di già visto o già sentito.
Non so come lo definirei… Forse noir, o poliziesco, con una vena pulp lo riconosco. Ma all’italiana. In questo periodo adoro Carlo Lucarelli ed Eraldo Baldini e forse un po’ si nota.


Conosci qualcuno degli altri partecipanti o hai già letto qualcosa di qualcuno di loro?

Bè, di Federico Mori e di tuo naturalmente avevo già letto. Tra l’altro mi sono piaciuti molto i vostri racconti. Quello di Federico aveva una trama simile al mio "Progetto" ma la sua versione mi è piaciuta di più, specie nel colpo di scena finale. "La bellezza è negli occhi…" invece mi ha fatto sinceramente rabbrividire. Come avevo avuto già modo di dirti il tuo stile mi ricorda molto Robert Bloch, autore che apprezzo molto. Se non sbaglio poi (casi di omonimia si verificano!) c’è anche Gordiano Lupi il fondatore del "Foglio Letterario" di cui ho già letto molto e che apprezzo molto.

Hai dato una scorsa alle altre opere e se sì quali ti hanno colpito in qualche modo? Se hai letto "Blue Grass" (racconto classificatosi primo) avrai notato che anche quello parla di droghe alterate geneticamente, anche se il taglio alla fine è molto diverso…

"Blue Grass" l’ho letto con piacere (come tutti i racconti) ed effettivamente mi ha ricordato molto il "Black Dog" di Alex Garland. L’unica cosa che mi dispiace è che pensavo (speravo) di aver avuto un’idea originale…
Inoltre mi ha sinceramente (e favorevolmente) sorpreso "Soggetto Fhg" di Fabrizio Guicciardi.


Cosa ne pensi dei giudizi dei giurati e del loro "stile" assolutamente variegato? E cosa ne pensi del fatto che essi abbiano ricevuto tutti i racconti insieme e SENZA nessuna indicazione sugli autori?

L’insieme di giudizi per i racconti è, secondo me, fondamentale. Indipendentemente dalla valutazione credo che l’opinione espressa da persone diverse e non provenienti tutte dallo stesso ambiente dia una prospettiva migliore. Inoltre il non sapere l’identità dell’autore è senz’altro più equo.

C’è qualche commento sul tuo racconto che ti è piaciuto particolarmente?

Beh… Mi sono piaciuti tutti perché tutti mi hanno dato qualcosa su cui pensare. In particolare quello di Veronica Villa che giustamente fa notare lo stacco del finale (ma ottomila caratteri sono veramente pochi!) e quello di Enrico Miglino. Come dicevo prima in origine il racconto era più lungo e stavo pensando di tornarci su e riarrangiarlo un poco dandogli un po’ più di respiro.

E ce n’è uno che invece ti ha messo in difficoltà?

Non mi è molto chiaro il commento di Marco Varone e vorrei approfittare dell’occasione per spronare quei giurati che se la sono cavata con una riga. Accetto ogni tipo di commento, ma è veramente raro trovarne di validi. Per chi ama scrivere sono l’unico vero metro per il proprio lavoro.

Hai qualche consiglio su come potremmo migliorare l’organizzazione della prossima edizione del nostro concorso?

Come dicevo prima una delle costanti di questo concorso è stata la professionalità dimostrata, quindi non avrei molto da aggiungere.

Che tema vorresti fosse trattato?

Non so. Credo che il TEMA invece del GENERE come è stato quest’anno sia meglio perché obbliga un autore a sforzarsi di più. Visto il periodo forse si potrebbe pensare a qualcosa sul terrorismo ma chissà da qui a un anno cosa cambierà… Mi piacerebbe anche qualcosa che implicasse un giallo nella meccanica narrativa, oppure un sentimento come "rabbia" o "odio".

Domanda già fatta: cosa ne pensi dell’editoria elettronica e delle produzioni come quella di KULT Underground?

Adoro entrambe. In particolare ritengo che al giorno d’oggi, con un massiccio utilizzo del PC, un libro elettronico dia la possibilità di un attimo di svago in qualunque momento. Ma senza sostituire la carta però! Kult Underground in questo senso sta facendo molto e a livello italiano è una delle produzioni più interessanti.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato… e speriamo di rivederti anche il prossimo anno (e magari alla festa di KULT)…

Quest’anno avevo deciso di partecipare ma poi il lavoro mi ha fregato (quella sera sono uscito dall’ufficio alle 8). Vedrò senz’altro di esserci l’hanno prossimo. Grazie a te per tutto e quello che hai fatto. Se possibile ti rubo solo un altro minuto per ringraziare anche tutti gli altri concorrenti, i giurati e lo staff di KULT Underground. E per salutare Silvia, la Doom Squad il mio gruppo di GDR (Lorenzo, Filippo, Federico e Lorenzo) tutti i miei amici di S.Lorenzo e i miei nonni.
Ciao e grazie ancora.


Marco Giorgini

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