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Musica Per Motori – (Insolita Musica)

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Il rombo dei motori, il borbottio dei bassi regimi o l’urlo agli alti, la progressione dei giri, aspirazione e scarico, il sibilo aerodinamico dell’aria, le gomme sull’asfalto che stridono in curva o in frenata, il ritmo dei tergicristalli, il clacson o la antica trombetta di una Torpedo Blu (Giorgio Gaber), il chiudersi delle porte e l’accensione di un vecchio Maggiolone Volkswagen in Autobahn dei Kraftwerk e perfino il crash di un incidente, a volte con risvolti ironici più che drammatici, come in “Sono solo e sto guidando” della Banda Osiris… L’automobile è sempre stata ispiratrice di musica e canzoni (ricordo un capolavoro tra gli altri, un concept ad essa interamente dedicato, “Automobili” di Lucio Dalla e Roberto Roversi, e talvolta effetto sonoro o strumento musicale essa stessa tra gli altri. La Y10 bordeaux di Daniele Silvestri, la Fiat Cinquecento di Eugenio Finardi, la Topolino amaranto di Paolo Conte, la popolare Balilla ripresa da Maria Monti e dai Gufi, la mai misteriosamente prodotta Fiat 129, gap incolmato tra la 124 e la 132, di Stefano Nosei  sono solo alcune delle canzoni a noi più note. Una forma di pubblicità indiretta e senza costi per i produttori di automobili, perfino quando sono state concepite sarcasticamente, come accadde con la canzone Mercedes Benz di Janis Joplin e che, nonostante ciò, a metà degli anni Novanta fu scelta per reclamizzare il prestigioso marchio con la stella a tre punte in uno spot… Un po’ come se da noi lo avessero mai fatto con la Skoda sotto il cielo di Croda dei Gemelli Ruggero o con la Duna bianca delle Trombe di Falloppio (Duna bianca, so benissimo che è stretta e lunga / Duna bianca, quando dormo sento che mi manca / Questo gioiellino vola sulle buche e sui tombini
Con il motore del 2000 e il ruotino alla Lentini
…)
Alcune automobili sono state invece vere e proprie muse per centinaia di canzoni, specialmente in America e soprattutto per marchi ormai mitici, tutt’uno con il culto della strada e del viaggio fin dai tempi della Beat Generation,  quali Cadillac e Chevrolet, nota anche con il diminutivo Chevy. La Chevy è stata citata in oltre 600 canzoni (v. i cd “Chevrolet Legends” vol. 1 e 2 della campagna pubblicitaria Chevrolet Dream Garage).
Ogni automobile ha un motore con un proprio suono peculiare e alcuni di essi sono apprezzati e considerati una fonte di vera “musica” in ogni sua sfumatura. La Ferrari è anche nota (e talvolta comprata) per questo, al punto che la casa di Maranello possiede un vero e proprio accordatore dei motori, studiati nel timbro e nella qualità del suono con l’analizzatore di spettro o a orecchio, con la fasatura degli scoppi, la regolazione dei volumi delle scatole del filtro dell’aria e altri mirati interventi per eliminare i cattivi rumori, innanzitutto quelli della meccanica, ed enfatizzare quelli considerati belli. Questo accordatore si chiama Andrea Cordani, ma nello staff Ferrari opera anche un musicista professionista, Francesco Carosone http://www.carosone.eu/  Interessante l’intervista fatta a Cordani all’indirizzo    
 
 
Anche i motori di certe motociclette sono stati elevati al rango di vera musica. Un esempio su tutti è quello del motore classico della Harley-Davidson, il noto biciclindrico a V inclinato a 45° e delle sue bielle vincolate a un’unica manovella dell’albero motore, motivo del particolare suono o rumore di scarico “potato-potato”. Un suono che la Harley-Davidson ha cercato di brevettare in anni di controversie, finché gli altri costruttori riuscirono a dimostrare che quel suono era tipico di un qualunque bicilindrico e la Harley-Davidson ritirò la sua richiesta.
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I motori sono fonte di ispirazione e musica fin dalla loro comparsa, se ricordiamo  che furono uno degli oggetti-emblema del Futurismo. Rumori, velocità, motori, ingranaggi, l’uomo moltiplicato dalla macchina, non si traducevano soltanto in concetti da manifesto programmatico e in onomatopee poetiche e calligrammi arditi. Il compositore Luigi Russòlo, per esempio, inventò nel 1913 una serie di strumenti che chiamò gli intonarumori. Erano generatori di suoni acustici in forma di scatola con davanti un altoparlante a tromba di cartone o metallo. Il suonatore (o intonatore) premeva bottoni, azionava leve e manovelle per mettere in funzione e controllare lastre di metallo, corde metalliche ingranaggi e meccanismi vari contenuti all’interno della macchina. Russòlo ne costruì diversi tipi a seconda del rumore che producevano: crepitatori, gorgogliatori, rombatori, ronzatori, scoppiatori, sibilatori, gracidatori, stropicciatori, ululatori in differenziati registri (soprano, contralto, tenore e basso). Gli intonarumori furono molto apprezzati dai massimi compositori delle avanguardie dell’epoca (Milhaud, De Falla, Stravinsky, Honegger, Ravel fino a Edgar Varèse, che presentò l’ultima esibizione dal vivo di Russòlo e i suoi intonarumori nel 1929). Di Russòlo per intonarumori purtroppo non si trovano nemmeno più le partiture appositamente concepite, tutto è andato disperso. Rimangono solo sette battute de Il risveglio di una città pubblicate sulla  rivista fiorentina “Lacerba”. Dalla loro prima apparizione fino al 1930 furono costruiti circa una cinquantina di intonarumori, ma nessuno è sopravvissuto. Se oggi possiamo ancora ascoltare degli intonarumori, lo si deve all’opera dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia. In occasione di una importante mostra dedicata a Russòlo a cura di Gian Franco Maffina, quando si rese possibile la ricostruzione di almeno cinque intonarumori sui progetti originali. Mario Abate e Pietro Verardo hanno quindi realizzato crepitatore, ululatore, gracidatore, gorgogliatore e ronzatore oltre all’Arco enarmonico, altro ingegnoso strumento cordofono di Russòlo. Una importante opera dedicata al Futurismo è il cd quadruplo antologico “Futurismo” a cura di Daniele Lombardi e Antonio Lattanza (Fonoteca, Roma). Qui sono raccolti gli esempi sonori degli intonarumori ricostruiti e le poche battute sopravvissute de Il Risveglio di una città per orchestra di intonarumori.
Infine voglio indicarvi un sito belga di Christophe Macours. Questo appassionato di rumori di motori raccoglie nel suo sito registrazioni di motori in corsa per ora sui circuiti di Spa-Francorchamps e Le Mans nei diversi punti e alle diverse velocità, dalle chicane ai rettilinei: McLaren, Porsche, Ferrari, Mercedes, BMW, Lotus, Lamborghini Diablo, Chrysler Viper, Audi e molto altro…

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