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2008
11
Mag

Suoni Metallurgici - (Insolita Musica)

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I suoni e i ritmi dei macchinari nelle fabbriche hanno ispirato la cosiddetta musica industriale. Definita sul nascere un sottogenere della musica New Wave, la musica industriale, che esprime il disagio dell'uomo nei confronti della società industriale, ha avuto tuttavia alcuni precursori seminali e lungimiranti quali Pierre Schaeffer con la sua musica concreta, Jean Tinguely con le sue installazioni sonore e con le sue macchine o Pol Bury con le sue sculture autosonanti, Edgar Varese con i suoi idiofoni, membranofoni, cluster, sirene e altre percussioni minimali (Ionisation) o il futurista Luigi Russòlo con i suoi intonarumori. La data di nascita ufficiale della Industrial Music, che oggi racchiude un ampio spettro di generi e sottogeneri, dalla dance music al dark, dal post punk  al kraut rock robotico, dall'heavy metal al nichilismo noise di formazioni come i Fckn Bstrds, coincide con quella di gruppi quali Throbbing Gristle, Clock DVA, gli Human League di "Reproduction", Cabaret Voltaire, SPK, D.A.F., Coil. Forse il massimo gruppo industrial, il più rappresentativo, può essere  considerato quello dei tedeschi Einsturzende Neubauten. La loro musica alterna un raffinato e decadente gusto teatrale e cantautorale tedesco all'uso di tubi flessibili, trapani, compressori, lamiere, martelli pneumatici, carrelli della spesa e quant'altro. In Italia vanno menzionati i CCC CNC NCN http://www.ccccncncn.cc, un duo che ha poi riunito un grande numero di performers, musicisti, tecnici fino a raggiungere oggi una trentina di elementi per realizzare eventi di fortissimo e spettacolare impatto acustico, emotivo e politico nondimeno. In vita da oltre vent'anni con incrollabile coerenza all'autoproduzione no profit, si tratta di un collettivo poco dedito alle registrazioni o, quanto meno, alla diffusione di materiale riproducibile. La dimensione ideale dei CCC CNC NCN è quella delle performance dal vivo, che comprendono movimenti in mezzo al pubblico per sollecitarne il diretto coinvolgimento, tutti insieme artefici della unicità di ogni evento. Alla performance a cui ho assistito nel 2006 i CCC CNC NCN, con le loro installazioni visive e le loro percussioni, spesso autocostruite con fusti metallici e simili e altra strumentazioni non convenzionale, erano sparsi in un parco tra il pubblico in diverse distanti postazioni.

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A tutta questa musica industriale di non facile ascolto si è aggiunto nel 2006 un esperimento insolito  e interessante: è il progetto "Metallurgic sounds" ideato da Enzo Umbaca, che si contraddistingue per l'uso programmato, ritmico ed effettistico, delle presse degli stampaggi a caldo, dell'aria compressa, delle billette, delle sirene ed altre macchine, e per la musica lineare e tradizionale eseguita da strumenti acustici (chitarra acustica, banda, la tromba solista di Ramon Moro). Enzo Umbaca, su invito del Comune di Forno Canavese e del LAP (Laboratorio Artistico Permanente – Provincia di Torino), ha sviluppato il progetto "Metallurgic sounds" per valorizzare la storia industriale di Forno, paese non lontano da Torino tra i principali poli d'attività siderurgica in Italia e, per questo, definito una "piccola Ruhr". Il suono delle fabbriche è sicuramente molto familiare ai cittadini di Forno Canavese e dintorni, una locale forma di identità sonora ("Paese che vai, rumori che trovi" si legge tra le note di copertina). Le musiche sui rumori di fabbrica selezionati, registrati e programmati, altri eseguiti dal vivo con compressore, movimento di carrelli e altro sono state composte da Cesare Malfatti (La Crus) e Igor Sciavolino, quindi eseguite dalla Filarmonica e dal Coro Monte Soglio di Forno Canavese diretti dal M. Mario Bertod in un concerto il 23 settembre del 2006 sotto la mole di una grande pressa in un capannone industriale divenuto per l'occasione l'ideale sala da concerto.  Nel disco, che testimonia di quell'evento, dall'ouverture al conclusivo inno fornese, spiccano tuttavia due momenti, proprio quelli meno "lineari": un lacerante asolo di tromba del già citato Ramon Moro, tra liquidi di una pressa e lancio di pesanti metalli dentro cassoni, e un coro che riproduce in modo onomatopeico suoni di fabbrica (Pss 54). Il cd include anche una traccia video per pc con tre momenti del concerto-evento.
 
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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