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Edmond De Deyster – Insolita Musica

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Strano il destino di Edmond De Deyster, che suonava e registrava in segreto le proprie improvvisazioni con i suoi sintetizzatori analogici. Nessuno di quei nastri è mai uscito di casa fino al 2006. Pare ne abbia lasciati in grande quantità, la maggior parte senza titoli, informazioni, date di realizzazione, e soltanto ora sono stati scoperti, dopo la sua morte avvenuta nel 1999 (leggo da qualche parte in tristi circostanze non specificate, perché le informazioni, anche biografiche, su De Deyster sono veramente pochissime, prossime al nulla; anche nel Web ci sono appena un paio di siti che ne parlano ma brevemente). Dennis Tyfus della etichetta Ultra Eczema http://www.ultraeczema.com  ha avuto accesso all’archivio analogico di De Deyster e ha curato la prima pubblicazione postuma dei lavori di questo solitario improvvisatore belga, “Selectie 01” (lo 01 fa pensare a future ulteriori pubblicazioni), 400 copie Long Playing in vinile ormai già esaurite e introvabili. L’album contiene quattro lunghe improvvisazioni del 1975, anno in cui è iniziata l’attività di registrazione solinga di De Deyster, conclusasi nei primi anni ‘90 (si dice che furono i suoi genitori a chiedergli di smetterla e, comunque, non registrò più nulla negli ultimi sei anni di sua vita). Edmond De Deyster manteneva dunque il massimo segreto intorno a questa sua attività solipsistica, non fece mai ascoltare nulla con il proposito di intraprendervi una qualche strada che non fosse quella, evidentemente, di dare sfogo in privato alla sua compressa creatività o di cercarvi magari una qualche proprietà autocurativa. Le sue improvvisazioni della metà degli anni ’70 non hanno quasi nulla a che vedere con l’elettronica sintetica a lui contemporanea. Del resto, stando a quanto poco sappiamo e a quel che se ne può ipotizzare, egli non ebbe la preoccupazione di fare cose che piacessero e si potessero collocare da qualche parte sul mercato né in vita, né mai. Anzi, pare che la sua opinione al riguardo fosse che i suoi suoni sintetici e psichedeleci non avrebbero interessato nessuno. Un’affermazione forse più di scarsa autostima che altro, considerato il grande interesse anche di un più ampio pubblico verso la sperimentazione e verso l’elettronica negli anni ’70. E’ una musica scarna, reiterata, anche un po’ lugubre, una vera e propria dark synth music. Si direbbe il risultato di una trance autoindotta con i suoni, con la psiche e le viscere direttamente collegate  a filtri e oscillatori per cercare sollievo alla propria angoscia come nella vera “outsider art” o nell’art brut.
Qualcuno si è chiesto che senso possa avere pubblicare questo materiale, se ha poi dopo tutto un vero merito artistico che valga la pena di essere finalmente scoperto. La mia personale opinione è che in materiali di questo genere esista una intelligenza emotiva e una spontaneità creativa in cui è utile e piacevole ogni tanto immergersi e rinverginarsi.


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Copertina del disco “Selectie 01” di Edmond de Deyster, seduto al centro tra (si presume) la madre e il padre.
Vista la difficile reperibilità di questo disco, vi posso indicare solo due collegamenti per ascoltare due estratti; il primo (Real Audio) dura oltre 6 minuti ed è alla pagina
Il secondo è in mp3 zippato nel podcast di Blow Up Riesumandi alla pagina
ovvero
 

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