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Kate Bush – (Insolita Musica)

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Non voglio dilungarmi: Kate Bush è abbastanza amata e nota nel mondo da consentirmelo. Forse, però, non tutti hanno veramente presente la sua grandezza, limitandosi il cosiddetto grande pubblico a una manciata di grandi successi radiofonici di ormai parecchi anni orsono. Niente di male (io poi non sono obiettivo, già che fui ragazzo di lei innamorato, lo ammetto, e iscritto al suo Official Fun Club). In ogni caso (de gustibus permettendo) posso davvero consigliare la discografia completa, o quanto meno due tre capolavori assoluti come “Never for ever”, “The dreaming” e “Hounds of love” (farei a mio avviso eccezione solo di  “The Red Shoes”, non proprio all’altezza di tutto il resto… ma soffro comunque nel dirlo). L‘inglesissima e bellissima Kate è un genio poliedrico e singolare, anche se di solito non si usa dire così di una donna (cioè “genio”), e ancora mi chiedo perché, quasi aleggiasse ancora il retaggio inconscio di porcherie storico-sociali maschiliste fino alle forzate e forzose volontà scientifiche del primo Novecento, giunte al colmo insopportabile con Paul Julius Moebius ne “L’inferiorità mentale della donna”, con cui lo psichiatra in questione voleva constatare e riconfermare una reale deficienza fisiologico-mentale della donna… Mio Dio! Ma tant’è… Il discorso si estenderebbe, diventerebbe altro; invece a me basta introdurre Kate Bush dicendo semplicemente che è un genio musicale del nostro tempo. Kate ha fatto una dozzina di album dal 1978 a oggi (non molti… Aerial, l’ultimo, è arrivato dopo dieci anni di silenzio). Artista completa, colta, sensuale cantante dotata di oltre tre ottave di estensione, compositrice e arrangiatrice eccellente, pianista, scrittrice di testi di ottima caratura e grande sensibilità. regista, ballerina, mimo, Kate conobbe il successo nel 1978 all’età di vent’anni con l’hit “Wuthering Heights” e l’album d’esordio “The kick inside”, ma componeva e registrava abilmente già dall’età di quindici anni e, perciò, sicuramente anche da prima. Ed è di quelle composizioni e registrazioni che voglio parlarvi, dandovi la possibilità di scaricarne gratuitamente e lecitamente una bella quantità in formato .mp3 (da farne un paio di cd). Kate Bush fu introdotta nell’ambiente discografico da David Gilmour (Pink Floyd), che scoprì quasi per caso  il suo enorme talento e finanziò le sue prime sessioni demo attirando l’attenzione della propria casa discografica, la EMI. Kate, da allora, ha costruito una carriera che ha guadagnato il rispetto di chiunque (un po’ come David Bowie o Peter Gabriel, altri due fondamentali maestri di Kate), arrivando a influenzare molta musica dopo di lei e ad essere riconosciuta “grande” anche da un punk rocker iconoclasta come John Lydon, alias Johnny Rotten dei Sex Pistols, che dichiarò “il suo lavoro fottutamente brillante”, definendola un’originale vera. Insomma, non volevo dilungarmi ma poi, parlando di “grandi” (e di grandi amori) succede che non si riesca a stare nell’argine. Da alcuni anni esiste un sito dedicato a Kate Bush e realizzato da certo Bryan Dongrays, fan di Kate. In questo sito si possono leggere tutti i testi delle canzoni di Kate Bush e si può linkare al tenero Cathy’s Book per scorrere un album delle sue foto d’infanzia e adolescenza… ma non è questa la cosa del tutto interessante. Alla pagina http://www.dongrays.com/kate-bush/mp3/ si possono appunto ascoltare e scaricare decine di registrazioni dimostrative (i cosiddetti “demos”) di Kate Bush, altrimenti introvabili su supporti discografici, a partire dai suoi quindici anni, ovvero dal 1973 (The early years), prime versioni di futuri successi (The Phoenix recordings, 1976), Studio sessions (1977) e prove di registrazione fino al 1980 (Versions of song while being made). Nonostante Bryan Dongray pensi che Kate non ami particolarmente questi suoi primi lavori (invero impressionanti se considerata l’età di Kate), una domanda che ancora mi assilla è come mai lui possa disporne da anni in questo modo ufficiale, al punto da aver vinto un premio nel 2001 come uno tra i miglior siti dell’anno (forse dovrei chiederglielo). Dovrà pure esserci un qualche straccio di consenso di Kate. Buon ascolto…
 
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