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2007
2
Dic

Il tacere del pendolo - Antonello Bianchi

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Introduzione di Daniela Caracappa
Edizioni Il Foglio
http://www.ilfoglioletterario.it/
ilfoglio@infol.it
Poesia – silloge
Pagg. 70
ISBN: 978 - 88 - 7606 - 165 – 3

 
Il tacere del pendolo è certamente un titolo strano per una silloge poetica e può far immediatamente pensare a un tempo finito, cioè terminato per individuo che sia venuto meno.
Invece, non è niente di tutto questo, ma è un concetto particolare secondo cui per l'autore il tacere del pendolo è l'istante in cui un essere umano, totalmente preso dall'arte, dalla filosofia o dalla natura, riesce ad estraniarsi da ogni cosa che lo circonda e che non gli interessa, finendo per non avvertire nemmeno la realtà propria del tempo, e quindi del pendolo, lo strumento che lo misura per eccellenza.
Pertanto, poter idealmente bloccare lo scorrere del tempo finirebbe con il portare non tanto all'immortalità dell'individuo, ma del suo operato.
Concetto affascinante che porta come logica conseguenza al tema affrontato e svolto nella silloge, tutta imperniata sulla cognizione del tempo.
L'opera, costituita da 27 poesie a tema, è divisa in 5 sezioni con il preciso intento di agevolarne la lettura.
La prima di queste sezioni è dedicata al tempo breve, la seconda al tempo del conflitto, la terza al tempo dell'amore, la quarta al tempo della ragione e la quinta e ultima al tempo infinito.
Lo stile è del tutto personale ed è caratterizzato anche da una particolarità, cioè da richiami a piè di pagina per quei termini usati nei versi e che potrebbero risultare al lettore non del tutto chiari o comunque dubbi.
Devo dire, però, che il ricorso a questa interpretazione autentica è spesso superfluo, perché la lettura, oltre che gradevole, è anche sostanzialmente facile.
In questo senso non si può dire che Antonello Bianchi abbia voluto perseguire a tutti i costi una simbologia ermetica, preferendo, giustamente, lasciare la possibilità di meglio procedere a ponderate riflessioni sui concetti esposti.
E' una scrittura sul tempo, ma che stilisticamente procede a balzi, con un fluire contemporaneo, ma con affondi ogni tanto nel passato, con un evidente compiacimento a ripensare ai versi dei grandi aedi dell'antichità, che qui trovano giusta collocazione per quelle poesie dove la solennità del tema richiede una struttura più consona, senza tuttavia che venga mai meno la relativa semplicità della lettura.
Il tacere del pendolo è l'opera di esordio di Antonello Bianchi e, francamente, sono dell'opinione che questa silloge evidenzi una maturità letteraria da poeta  vissuto, con quella capacità di destreggiarsi con i versi senza mai perdere di vista l'obiettivo prefissato, anzi nulla è lasciato al caso o a divagazione, ma tutto è funzionale allo scopo. 
 
Antonello Bianchi nasce a Roma il 21 giugno 1974. I suoi primi approcci col mondo dell'arte risalgono al 1986, quando ascolta musica sinfonica e legge Rimbaud. Il 27 agosto 1990 scrive il suo primo componimento poetico titolandolo proprio con quella data che diverrà da allora in poi il suo nuovo genetliaco. Dal settembre 1992 prende parte a incontri di poesia. Qualche mese più tardi recita per la prima volta in pubblico alcuni suoi componimenti. Subito dopo è avvicinato da una giornalista del Corriere della Sera che riporterà poi l'intervista in un articolo pubblicato il 27 marzo 1993. A tutt'oggi vanta una produzione di quasi 300 componimenti lirici divisi in nove raccolte (di cui una in lingua inglese), due racconti brevi e un libello di filosofia che viene inserito nella sua tesi di laurea in Scienze della Formazione dal titolo "Allegoria dell'io e tripartizione della natura umana nell'antroposofia e nell'arte dell'educazione di Rudolf Steiner". Le sue raccolte hanno una determinata forma: ogni silloge contiene 27 poesie a tema divise in 5 sezioni, con note a piè di pagina. Egli crede, infatti, che una tale architettura possa assicurare una struttura organica e omogenea senza annoiare o risultare incomprensibile. I temi maggiormente trattati sono il rapporto tra il sé e l'altro-da-sé , la solitudine e la spiritualità, il pensiero e l'arte.
Il tacere del pendolo è la sua prima pubblicazione.
 
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:: Renzo Montagnoli
Nasce a Mantova l’8 maggio 1947. Laureato in economia e commercio, dopo aver lavorato per lungo tempo presso un’azienda di credito ora è in pensione e vive con la moglie Svetlana a Virgilio (MN). Ha vinto con la poesia Senza tempo il premio Alois Braga edizione 2006 e con il racconto I silenzi sospesi il Concorso Les Nouvelles edizione 2006. Sue poesie e racconti sono pubblicati sulle riviste Carmina, Isola Nera, Prospektiva e Writers Magazine Italia, oltre a essere presenti in antologie collettive e in e-book. Ha pubblicato le sillogi poetiche Canti celtici (Il Foglio, 2007) e Il cerchio infinito (Il Foglio, 2008). E’ il dominus del sito culturale Arteinsieme (www.arteinsieme.net)
MAIL: rmontagnoli@alice.it
WEB:
http://larmoniadelleparole.blogspot.com/
 
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