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2007
5
Nov

Canti Celtici - Renzo Montagnoli

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Prefazione di Patrizia Garofalo

Immagine di copertina e fotografie
all'interno di Renzo Montagnoli
Elaborazione Grafica di Elena Migliorini
Edizioni Il Foglio
Collana Autori Contemporanei Poesia
Diretta da Fabrizio Manini
Poesia – poema
Pagg. 90
ISBN: 978-88-7606-162-2
 
Il ritmo dei grigi
 
 
   Scalpitio di cavalli.
Colpi di zoccoli che si perdono.
Lontano.
Fra nebbie e vapori.
Svanite le eco, niente più rimane.
Solo grigi indistinti, silenzio e quella pausa dei sensi prossima alla morte. Prossima anche alla vita.
Nuova, segreta vita.
 Leggere un libro di poesie non è come leggere un romanzo.
No.
Prendere in mano un libro di poesie non è come prendere in mano un romanzo.
Niente a che vedere.
Per leggere un libro di poesie c'è bisogno di tempo. O meglio, c'è bisogno di "rarefare" il Tempo. Trovare quel momento magico in cui la realtà – intorno a noi, dentro di noi – possa iniziare a sciogliersi. Fondere come neve che l'invisibile calore della primavera trasforma in acqua.
Con lentezza, divina lentezza.
Con la stessa lentezza, dobbiamo trovare il tempo noi per sgretolare il Tempo. Sgretolarlo. Rarefarlo. Farlo sciogliere. E, in quel luogo spazio–temporale, tuffarsi.
Tutto, allora – se tutto è stato creato da un poeta – diventa vero, presente. Anche un passato ormai morto, fatto rivivere su una delle materie più fragili e sensibili che esistono: la carta. Carta che incorpora e trattiene le tracce nere dell'inchiostro, come tatuaggi indelebili. Carta che sa trattenere riproduzioni di foto in bianco e nero: riflessi. Riflessi di reali paesaggi.
E se tutto intorno a noi, finanche nella nostra memoria, non fosse che un magico e potentissimo gioco di riflessi?
Questo sembra dirsi a ogni riga, a ogni scatto il poeta–fotografo Renzo Montagnoli.
Gioco di riflessi e d'illusioni.
Divine illusioni in cui il Tutto si fa fluido, amniotico, lontano e presente allo stesso tempo. Quel Tempo che, inesorabilmente, ad ogni istante ci sfugge.
Le tracce nere delle parole possono render vivo un passato che ci è sfuggito fra le dita, come la chioma bella d'una ninfa. Una ninfa che ancora ci sorride.
Ancora e sempre.
Anche dietro quel velo di grigie trasparenze che mai riusciranno a cancellare ciò che è stato.
L'eterna casa della realtà è il ricordo.
E se la realtà può sbiadire, i ricordi non sbiadiscono mai.
Con l'andare del tempo diventano sempre più vivi e veri.
Più veri di ciò che ci circonda.
Ciò che ci circonda è fuori di noi, i ricordi sono mescolati al nostro sangue, alla carne. Vivono, respirano con noi.
E se, uno dei segreti dello scrivere, soprattutto scrivere poesie, fosse dar voce alle risonanze sempre vive dei ricordi?
E se, avvicinarsi alla poesia – alla bella poesia, quella che ci riscalda il cuore – non fosse nient'altro che il tentativo di glissarsi, senza far rumore, in quel magico gioco di chiaroscuri e trasparenze?
Chiudo il libro di Renzo e, in caratteri bianchi su nero "Canti Celtici" mi balza allo sguardo poi, in un'aerea, aperta prospettiva, un cielo luminoso di bianchi, grigi, celeste e sospetti di viola mi conducono lontano.
Intanto, come per magia, ancora, distintamente sento, vivi, presenti, colpi di zoccoli che s'allontanano e svaniscono in un agitarsi d'ombre.
Ma io so che non sono immaginari cavalli e cavalieri che s'allontanano fra castelli di blocchi di pietra e sterminate paludi.
No.
Questo pulsare è il riecheggiare in me del ritmo dei versi di questi "Canti Celtici" che hanno saputo dar vita, battito, cardiaco a ciò che non è più. Ciò che mai più sarà.
Eppure resta.

Renzo Montagnoli nasce a Mantova l'8 maggio 1947. Laureato in economia e commercio, dopo aver lavorato per lungo tempo presso un'azienda di credito ora è in pensione e vive con la moglie Svetlana a Virgilio (MN).
Ha vinto con la poesia Senza tempo il premio Alois Braga edizione 2006 e con il racconto I silenzi sospesi il Concorso Les Nouvelles edizione 2006.
Sue poesie e racconti sono pubblicati sulle riviste Isola Nera, Prospektiva e Writers Magazine Italia, oltre a essere presenti in antologie collettive e in e-book.
Ha pubblicato la silloge poetica Canti celtici (Il Foglio, 2007)
E' il dominus del sito culturale Arteinsieme    (www.arteinsieme.net)
Blog: armoniadelleparole.splinder.com/
 
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:: Giovanni Buzi
Giovanni Buzi nato a Vignanello (VT) nel 1961, insegna lingua e cultura italiana al Parlamento Europeo di Bruxelles. Tra le sue pubblicazioni: i romanzi: Faemines, Libreria Croce, 1999, Il Giardino dei Principi, Massari, 2000, Agnese, (prefazione Giuliana Cutore), Tabula Fati, 2005, la raccolta di novelle: Fluorescenze, (prefazione Alda Teodorani), Il Filo, 2004, Sesso, orrore e fantasia, (prefazione Alda Teodorani, Olivier Duquenne), Massari, 2005, Alchimie d’amore e di morte, (prefazione Gianfranco Nerozzi), Tabula Fati, 2007. Un saggio di storia dell’arte W. Turner in Etruria, Massari, 2004 e un Manuale di storia dell’arte per i licei, Multimedia, 1993. Ha pubblicato vari racconti in raccolte antologiche. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti letterari tra i quali il primo posto al concorso letterario Profondo Giallo 2005 con il racconto La collana di perle celesti pubblicato nel n. 2896 del Giallo Mondadori. Nel mese di settembre 2007 all’ISTI, Institut Supérieur de Traducteurs et Interprètes, di Bruxelles, è stata sostenuta la tesi: «Il Giardino dei Principi: gli anni Cinquanta e il rinnovamento dell’Italia», tesi che comprende la traduzione del romanzo «Il Giardino dei Principi».
WEB: www.giovannibuzi.net
 
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