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2007
1
Ott

Cinema. Festa Internazionale di Roma 2007

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Tutti pronti per il red carpet

 

 

Sala Sinopoli gremita per la presentazione del programma della seconda festa del cinema che si svolgerà a Roma dal 18 al 27 ottobre.

Subito una serie di numeri, tra dati economici e presenza di pubblico, a sottolineare il successo della passata edizione e a prefigurare quello della presente. I dieci premi oscar che sfileranno sul red carpet (elencati con evidente soddisfazione) sembrano essere già una garanzia per fare di Roma il centro del mondo cinematografico per la fine di ottobre, un'edizione che secondo Piera Detassis (curatrice della sezione Première) vuole raggiungere un punto di equilibrio tra glamour e qualità dei film, forse per sottolineare ancora una volta l'eterna ambiguità del prodotto cinematografico, tra esigenze di mercato ed espressività artistica.

Ed è proprio la sezione Première ad avere i nomi più importanti della Festa. Madrina della serata d'apertura sarà Cate Blanchett, protagonista del film Elizabeth: the golden age di Shekhar Kapur. Tra i film più interessanti della sezione da ricordare Youth without youth che segna il ritorno alla regia dopo oltre dieci anni di Francis Ford Coppola e l'ultima opera di Sean penn, Into the Wild.

Evento da non perdere, sempre all'interno della sezione Première, sarà la notte d'argento, una maratona filmica dedicata al regista culto dell'horror italiano Dario Argento. Verranno proiettati Suspiria, Inferno e l'ultimo capitolo di questa trilogia, La terza madre, presentato a Roma in anteprima mondiale. Per l'occasione il red carpet verrà tinto di nero, per la gioia degli amanti del brivido.

Nella sezione Cinema, quella riguardante il concorso vero e proprio, si potranno vedere 14 film che secondo i curatori della sezione Teresa Gavina e Giorgio Gosetti riassumono oltre a "lo spirito e l'identità della Festa di Roma anche il carattere attuale del cinema contemporaneo, segnato dalla localizzazione delle storie e dell'università dei temi, dalla differenza dei linguaggi e dall'insidia dell'omologazione."

Nella sezione Extra (curata da Mario Sesti, l'unico che del glamour non si è proprio preoccupato) si potrà assistere a due incontri decisamente interessanti e stimolanti, quello con Francis Ford Coppola e quello con Terrence Malick. Sempre per gli amanti del cinema americano ci sarà una retrospettiva su alcuni film dei primi anni settanta che hanno segnato la rinascita di Hollywood.

Impressionante la serie di sponsor che hanno partecipato alla realizzazione di questa seconda edizione della festa, segno di un interesse soprattutto dei privati per la portata pubblicitaria di questa manifestazione. Oltre all'auditorium altre luoghi di Roma (compresi cineclub e cinema d'essai) apriranno le loro porte a questa ondata di cinema, con la speranza di riportare le persone nelle sale e di ridare al cinema quella centralità culturale (oltre che economica) che da anni ha ormai perduto.
 
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:: Emiliano Bertocchi
Mi chiamo Emiliano Bertocchi. Sono nato a Roma il 22 giugno 1979. Perchè scrivo? Credo sia questa la domanda a cui debba rispondere. Scrivo perchè ne ho bisogno. Niente di più e niente di meno. Scrivere non è un hobby, o uno svago, o una cosa da fare tanto per fare. Almeno non per me. Io ne Sento il bisogno. Quando sto male, quando mi rode, quando sono incazzato, quando vorrei distruggere qualsiasi cosa ho davanti, quando amo, quando sto fuori, quando vivo. L' altra volta sono andato a un reading di poesie e mi sono accorto che leggere le mie poesie davanti ad altri è stato come andare in giro a raccontare a degli sconosciuti la propria vita. Preferisco stamparle e farle leggere le mie cose, piuttosto che leggerle io stesso. C'è meno intimità. E poi il lettore ritrova sempre se stesso nelle pagine che legge ed è preferibile che non si specchi troppo con chi le ha scritte. Scrivere è la mia libertà, il foglio bianco è la mia Anarchia, perchè lì sono veramente libero di poter dire, essere e fare tutto quello che voglio e come lo voglio. Gli scrittori che mi hanno fatto iniziare sono stati Charles Bukowski e Jack Kerouac. Grazie. E un grazie anche alle parole... le mie dolci amiche... vi prego non lasciatemi... non lasciatemi mai.
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