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2007
5
Giu

Intervista con i Sannidei

media 2.82 dopo 1017 voti
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I Sannidei sono una band di ottima caratura proveniente dalla Valle d'Aosta. Suonano un british hard rock blues periodo 1970/1973 al modo dei Free, dei Cream, dei Mott The Hoople del periodo precedente il glam rock (Wild Life, 1971, per intenderci), Spooky Tooth o dei nostrani Balletto di Bronzo, sebbene questi ultimi due nomi più orientati verso il progressive. I Sannidei (italianizzazione dell'inglese Sunny Day, ovvero "Giorno di sole"), insieme da sei anni, hanno appena licenziato il loro quarto album dal titolo "Frammenti di realtà". Un bel disco, ben suonato e ben cantato, di canzoni originali in lingua italiana, scelta abbastanza insolita per questo genere di musica. Il gruppo è composto da Stefano Trieste al basso, Diego Tuscano alla voce, Giuliano Danieli alla batteria e Giancarlo Ventrice alla chitarra.

 

 

http://www.sannidei.it/

sannidei@sannidei.it

 

Davide

 

Ciao. Anzitutto complimenti per il buon disco. Soprattutto è un disco coraggioso, non perché fatto di sperimentazioni, né per gli argomenti trattati nei testi. L'audacia, in certo senso, sta tutta nell'aver scelto di fare una musica del passato che pochi hanno mai riproposto, specialmente in Italia.

Perché avete scelto di adottare un periodo musicale così particolarmente connotato (lo hard rock inglese periodo 1970/1973) e perché in modo così fedele, adottando tuttavia inaspettatamente la lingua italiana?

 

Sannidei

 

Come prima cosa volevo ringraziarti a nome di tutto il gruppo per averci contattato, per l'intervista e per i complimenti. Grazie davvero, purtroppo non capita spesso di essere presi in considerazione con serietà.

La nostra scelta è dettata soprattutto dalla passione che ci lega a questo genere, abbiamo semplicemente deciso di suonare la musica che amiamo di più. Siamo nati come cover band e ci è venuto naturale riproporre la musica che più ci piaceva, Free, Black Crows, Gov't Mule, Led Zeppelin ecc..

Quando abbiano iniziato a comporre le nostre prime canzoni è stato altrettanto naturale mantenere quelle sonorità e quello stile che ancora oggi suoniamo con piacere ed entusiasmo.

Il nostro obbiettivo principale è sempre stato quello di divertirci, suonando la musica che amiamo senza prestare troppa attenzione alle mode del momento.

Abbiamo deciso per la lingua italiana, nonostante sia più complicato scrivere e incastrare i testi su queste sonorità, perchè vogliamo mantenere vivo il legame con la musica italiana cercando di amalgamare al meglio l'hard rock di matrice inglese o americana con la melodia della canzone italiana.  

 

Davide

 

Rispetto all'ambientazione (sonora nel caso di un disco contro quella dei film, a esempio), la musica rischia più facilmente lo stigma della databilità. Voglio dire, un film o un libro possono raccontare un ambiente passato riproponendo una qualunque epoca senza incorrere in un giudizio relativo alle date. La musica sembra invece essere condannata a guardarsi sempre avanti, meticciando al limite rielaborati del passato. Se una musica ripropone con purezza o schiettezza modi, tecniche e suoni di un qualunque passato invece no. Si possono fare bellissimi dischi al modo di… Penso ai Mood Six di "A difference is…" al modo dei Beatles, Voodoo Lake al modo dei Lynyrd Skynyrd e Southern Rock in generale e avanti, ma il giudizio sbrigativo e spesso ingiusto del prodotto datato è sempre dietro l'angolo con certa accezione negativa. Cosa ne pensate?

 

Sannidei

 

Credo che quello che dici sia vero, ma penso che sia un problema soprattutto in Italia, dove la musica viene vista dalla maggioranza degli "addetti ai lavori" come un bene di consumo e non come una forma d'arte.

Con questo non voglio dire che in Italia non si ascolti buona musica, ma penso che sia più difficile proporre "semplicemente" buona musica, indipendentemente dal genere, perché l'attenzione viene rivolta soprattutto alle mode del momento e non alla qualità dei contenuti.

Di conseguenza le radio, tranne qualche raro caso, trasmettono sempre le stesse cose e la gente si uniforma a quello che sente perdendo la voglia di cercare e riscoprire anche in sonorità più datate canzoni  e musica di ottima qualità.

 

Davide

 

Quali strumenti, effetti, amplificatori usate? Avete studiato le sonorità del vostro periodo musicale preferito per riproporle anche attraverso una scelta mirata della strumentazione?

 

Sannidei

 

La formazione e composta dal classico trio rock chitarra, basso, batteria e ovviamente la voce. Sicuramente col passare del tempo abbiamo lavorato per ottenere un suono che si avvicinasse il più possibile all'hard Rock, ma non usiamo cose molto particolari: basso tipo fender jazz di costruzione artigianale abbinato ad una testata fender valvolare, la diavoletto di Giancarlo abbinata a qualche effetto e al mesa boogie, una batteria Ayotte e tanto sudore!!

 

Davide

 

Quali sono le vostre passate esperienze? Come siete arrivati ai Sannidei?

 

 

 

Sannidei

 

Prima dei SanniDei Diego cantava con gli Autodistruzione Blues, band di Ivrea con molta esperienza alle spalle, io e Stefano suonavamo nei Barfly da qualche anno e Giancarlo è arrivato nel gruppo dopo esperienze con Losbastardos e 9 cl. di assenzio.

 

 

Davide

 

In chiusura del vostro cd c'è una traccia lunga venticinque minuti circa, un brano dal vivo, sembra  in gran parte improvvisato (al modo dei primi '70, Made in Japan dei Deep Purple e dintorni). Lo avete messo perché è stato detto che dal vivo date il vostro meglio? E' vero che avete ricevuto complimenti da Robert Plant (beh, una gran bella soddisfazione)? Com'è successo?

 

Sannidei

 

L'improvvisazione ci piace molto e fa parte del nostro modo di suonare e di comporre, è per questo che abbiamo deciso di inserire un brano registrato in sala prove.

La registrazione in presa diretta (in questo caso ripresa da una radio portatile) conserva la freschezza e la spontaneità che molte volte è difficile riprodurre in studio di registrazione.

Grazie ad un contatto avuto tramite internet siamo finiti a suonare in Inghilterra ed una amica della figlia di Robert Plant gli ha consegnato il nostro CD, gli è piaciuto e ci ha fatto avere una copia del primo lavoro dei Led Zeppelin autografata con tanto di dedica ai SanniDei!!!!!

E' stata una soddisfazione grandissima. 

 

 

Davide

 

Quali sono le prossime date per venirvi a sentire dal vivo?

 

Sannidei

 

Il 28-07-07 al chico loco di Borgaro Torinese.

Dal 9 al 13-08 UK TOUR!!!!

SANNIDEI AT TAPESTRY FESTIVAL 10/11th AUGUST, PORT TALBOT, WALES UK

 

Davide

 

Quali sono state ad oggi le vostre altre più grandi soddisfazioni?

 

Sannidei

 

Il nostro ultimo CD è stato recensito da Gianni Della Cioppa del Mucchio Selvaggio e da Claudio Sorge di Rumore con riscontri positivi. Questo ci rende orgogliosi e ci ripaga in parte dei sacrifici fatti.

 

Davide

 

Che sensazione principale vi piacerebbe lasciare con la vostra musica e i vostri testi? Se doveste riassumere il vostro lavoro in questi termini, cosa volete e sperate di trasmettere, di trasferire da voi  all'ascoltatore?

 

Sannidei

 

Come detto in precedenza il nostro obbiettivo principale e divertirci suonando la nostra musica, credo che ascoltandoci dal vivo questo si percepisca; la speranza è quella di far divertire chi ci ascolta, di trasmettere sensazioni positive.

Come hai detto tu all'inizio dell'intervista i nostri testi sono molto diretti, parlano di situazioni e sensazioni che si vivono ogni giorno in modo semplice, speriamo che venga trasmessa  la semplicità e l'energia che sentiamo tutte le volte che saliamo su un palco.

 

Davide

 

Volete segnalare le persone che vi sono state d'aiuto nella realizzazione del disco? E cosa potete dire della scena locale da cui provenite? Vi sono autori o gruppi amici che volete indicarci? Quali artisti italiani seguite?

 

Sannidei

 

Per la registrazione ringraziamo lo studio Arianna di Gressan, Jjona per il supporto artistico e gli stimoli continui, tutti gli amici che ci sostengono e ovviamente le nostre famiglie che ci sopportano.

Mi sento di segnalarti i Re di Maggio, gruppo di Courmayeur che ha appena terminato la registrazione del nuovo disco e che secondo noi merita particolare attenzione.

 

Davide

 

Nella precedente domanda ho utilizzato la parola artista. Molti di coloro che ho intervistato spesso mi hanno rimandato il fastido provato per l'uso della parola "artista". Secondo voi, perché oggi è diffusa questa avversione alla parola "arte" e, ancor più, al termine "artista"?

 

Sannidei

 

Noi crediamo che la musica sia una forma d'arte, dunque nessun fastidio verso la definizione artista, anzi, è un motivo di orgoglio essere definito tale.

 

Davide

 

Rimpianti per il vinile?

 

Sannidei

 

Soprattutto per quanto riguarda la parte grafica, con tutto lo spazio per foto disegni e copertine che sul CD risultano molto più sacrificate.

Per il resto credo che la musica in formato digitale sia molto più comoda, offre la possibilità di registrare a costi molto più contenuti rispetto al passato senza l'utilizzo di studi ultra professionali.

 

Davide

 

Boris Vian scrisse: Tutto è stato detto cento volte / E molto meglio che da me / Sicché quando scrivo versi / E' ciò che mi diverte…

 

Sannidei

 

Anche la musica che proponiamo noi è stata suonata da molte persone e sicuramente anche da gente molto più brava di noi, ma penso che ognuno abbia il proprio modo di esprimere e comunicare i sentimenti e le emozioni che prova. Almeno in questo siamo tutti originali e diversi. Questo ci stimola e ci dà la possibilità di confrontarci con tutto quello che ci circonda, anche con il Rock.

 

 

DISCOGRAFIA

 

Dove nasce il sole - 2001

Liberamente - 2003

Andare via - 2005

Bleu Musique – Live - 2005

Frammenti di Realtà - 2006

 

 

 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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