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2007
9
Mag

Pulcinella, il pellegrinaggio dei comici immortali

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Macchina scenica, elementi e costumi: Giorgio De marchi
Maschere, marionetta e burattini: F.lli De Marchi
Narrazione corporea: Giorgio De Marchi, Alessandra Ceccarelli, Federico Gargagliano
Musiche: E. Grieg, Shostakovich, Debussy, Tchaikovskij, Rossigni, Respighi
Rappresentato a Montagnana nella chiesa di S. Benedetto sabato 21 aprile 2007

Timidamente tra gli spettatori si avvicina una maschera bianca: è Pulcinella, che quella sera, dopo tanto vagabondare, ha deciso di fermarsi in questa piccola piazza.
Lentamente viene illuminata la scena con torce e lumini, creando suggestioni oniriche, silenziose, quasi sonnambule. Dietro un grande lenzuolo bianco si nasconde il segreto: altri due Pulcinella appaiono ed entrano piano con la loro casa-valigia…La sensazione è quella di avere davanti due esseri quasi estranianti che però, nello stesso tempo, riconosciamo come parte di un nostro intimo mondo, fatto di sogni, ombre, nuvole. La magia delle loro azioni sta proprio nella semplicità: giocano, giocano come tutti i bambini e magari fantasticano su come raggiungere la luna o come entrare in una bolla di sapone.
Ma Pulcinella è anche una marionetta, coccolata, accarezzata, che osserva gli spettatori nella sua forza immobile.
Ecco, si apre una piccola finestrella del carro...la nostra fantasia arriva a toccare corde sempre più sottili: compaiono altri due Pulcinella, piccoli, piccolissimi, burattini che stanno in un dito.
Ad un certo punto esplodono i colori: il pubblico viene cosparso di pezzettini di carta luccicanti riportando la dimensione del gioco e del divertimento ad un innocenza, un ingenuità che ci ammorbidisce il cuore.
Tutto ha l'aria di essere sospeso, tutti siamo in attesa che accada qualcosa, ma non succede nulla, o forse, è già successo…
Piano, piano, questo viaggio giunge al termine, Pulcinella deve ripartire. Solo la marionetta rimane lì, inerte, a memoria di quell'attimo, a ricordo i quel bianco, di quel tempo lontano fatto di fantasie meravigliose che forse, per un momento, questi comici immortali' ci hanno fatto tornare alla memoria.

 
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:: Giulia Baldassari
Giulia Baldassari comincia il suo apprendistato teatrale presso il Liceo Artistico A. Martini di Schio con l’attore Cesare Bonanno, dedicandosi in particolare all’improvvisazione, il mimo e il grammelot. Durante gli anni del liceo si occupa di percorsi di lettura con le scuole assieme al progetto Lilliput. Nel 2002 collabora con la compagnia Pantakin di Venezia per l’organizzazione del festival estivo. Si iscrive al DAMS Teatro di Bologna dove per tre anni lavora al Gibus Teatro con la regista Vladimira Cantoni affrontando il teatro di ricerca. Nel 2006 conosce il mascheraro Giorgio De Marchi con cui collabora alla realizzazione di spettacoli, laboratori, mostre… Questo incontro le da anche la possibilità di focalizzare la sua tesi di laurea su un argomento a lei caro: la maschera neutra, punto di partenza per una recitazione sentita e sincera. E’ recensionista teatrale per la rivista on-line KULT underground dove collabora con Anita Miotto, con la quale porta avanti un percorso artistico teatrale di sperimentazione rispetto ai nuovi media, alla danza e alla drammaturgia.
MAIL: vai.giulia@libero.it
 
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