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2006
1
Gen

Star Wars: analisi dell'esalogia

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(Fulvio Gatti - Larcher Editore)

Le astronavi di Guerre Stellari possono aver attraversato solo i margini della nostra vicenda di spettatori in sala. Eppure, che sia a causa dei ricordi d'infanzia, o di una certa abitudine postmoderna alla citazione, molti di noi riconoscono facilmente il casco nero di Darth Vader, Lord Fener che chiamarlo si voglia nella versione italiana, tra le icone pop del cinema americano. Nero, maligno, suggestione cupa e medievale nella corazza e nel mantello, il respiro asmatico della malattia, Darth Vader è il fascino del male, nei nostri ricordi del grande e del piccolo schermo, e nel gioco dei rimandi nostalgici degli anni '80. L'intera saga di Star Wars è parte del nostro immaginario di massa, del nostro cinema di cassetta, del nostro modo di pensare il volo delle astronavi, e i duelli con la spada (laser) tra il bene e il male.

Dunque era il 1977, usciva nella sale americane Star Wars - A New Hope, il primo film della saga di Guerre Stellari. Alcuni distratti, forse, non leggevano con attenzione le parole che scorrevano in prospettiva nello schermo. Era già una magia che scorressero in prospettiva verso il fondo, quel bucare finalmente lo spazio, una terza direzione che il cinema non aveva ancora esplorato. Le parole erano un'anticipazione visiva, dicevano badate, in questo film si vola come non avete mai visto, e infatti le astronavi di Lucas non si sarebbero limitate ad attraversare lo schermo da sinistra a destra, ed eventualmente a ritornare nel senso opposto, loro avrebbero volato dritte e veloci verso il fondo dello spazio.
Di fronte a tanta meraviglia vettoriale, il pubblico distratto forse non badò alla prima riga, diceva episodio IV. Negli anni successivi arrivarono l'episodio V e l'episodio VI, ma i distratti recidivi si limitarono probabilmente a pensare che si trattasse di sequel di successo, nulla a che vedere con un piano fantasmagorico addirittura per un'esalogia. Negli anni successivi molti ignorarono le interviste, dove Lucas dichiarava che si, avrebbe girato presto o tardi gli episodi I, II e III, i prequel dunque, e quello sarebbe stato il vero Star Wars, e per carità, che il pubblico cercasse di dimenticare gli effetti rudimentali degli episodi già girati, in tempi non tecnologicamente maturi. Molti ignorarono quelle interviste, ma altri le ascoltarono avidamente, tenendo alto l'interesse per una storia che ormai già mito.

E così, che ne siamo felici o no, che gli episodi I, II e III ci siano piovuti addosso freddi e rumorosi, oppure che siano stati accolti con grande emozione e aspettativa, Star Wars è oggi una esalogia, secondo le ripetute minacce di Lucas, la sua ostinata volontà nel realizzarle, e i desideri degli appassionati, che per due decenni hanno atteso pazientemente di conoscere la storia prima della storia.

Per orientarsi in questa saga complessa, e la parola esalogia già suggerisce una certa difficoltà di digestione, Fulvio Gatti offre questa sua guida ragionata, che segue principalmente il filo delle vicende cinematografiche, osservando Lucas, le sue motivazioni, il suo approccio produttivo, i rapporto con i suoi collaboratori. Film per film, trama per trama, sceneggiatura su sceneggiatura, vengono ricostruite le forme di una saga che ha accompagnato il pubblico per trent'anni, a volte a sua insaputa, nei suoi aspetti di prodotto cinematografico e di fenomeno popolare e di massa.

Prodigo di aneddoti curiosi, scritto in uno stile che strizza l'occhio al lettore appassionato, il volume propone anche un'analisi dei diversi cast, biografie e filmografie degli attori, interviste ai doppiatori italiani, un glossario semiserio per iniziati, e un'appendice sul fandom, vale a dire il regno dei fan, in particolare sulle attività dei diversi club italiani che negli anni hanno fatto di Star Wars un vero e proprio motivo culto.

Si tratta di una lettura piuttosto interessante, che fornisce una panoramica degli elementi in gioco, e riunisce sotto lo stesso arco una produzione cinematografica che Lucas ha sempre inteso come esalogia, almeno a parole, e che il grande pubblico ha fatto propria episodio su episodio, decretandone il successo commerciale e contribuendo alla diffusione di quella che è diventata una autentica saga del nostro immaginario popolare contemporaneo.

 

 
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