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Aglio, menta e basilico – Jean Claude Izzo

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“Izzo era prima di tutto una bella persona. Impossibile non provare un’immediata simpatia per quell’uomo minuto, dallo sguardo perennemente attento e curioso e con l’eterna sigaretta fra le labbra” Massimo Carlotto scrive note affettuose su Izzo nell’introduzione a un libretto molto breve. La sua è una nota intensa e interessante dal punto di vista umano e letterario. C’è malinconia, dolcezza, il senso della fragilità della vita e degli incontri, il sapore della nostalgia, quel grumo denso di vita e letteratura che a volte fatichiamo a dipanare, c’è questo nella sua nota introduttiva

Il libro merita: so che qualcuno potrà pensare ma come, poco più di 90 pagine a 9 euro, testi in parte già noti. Ma come. Merita, ve lo assicuro. Non solo perché alcuni testi erano già noti a me che seguo in maniera ravvicinata e particolare la letteratura marsigliese ma per molti possono essere delle novità. Non solo per quello che viene scritto nella quarta di copertina:” Questo libro nasce per cercare una piccola consolazione alla nostalgia dei lettori che tanto hanno amato e amano Jean- Claude Izzo…” Non credo che il lettore vada “consolato”. Il lettore deve trovare le sue strade, attraverso e intorno alle parole e alle storie degli scrittori che legge, che venera, che rilegge. Questo libro ha un senso per come Izzo intreccia  al “Mediterraneo” le sue conoscenze, la sua visione del mondo. Fondamentale per questo il testo: “Mediterraneo delle felicità possibili”, dove scrive: “Nelle città del Mediterraneo è spesso così. Non trovi mai davvero quello che eri venuto a cercare. Forse perché questo mare, i porti che ha generato, le isole che culla, le linee e le forme delle sue rive, rendono la verità inseparabile dalla felicità. L’ebbrezza stessa della luce non fa che esaltare lo spirito di contemplazione.” E’ talmente vero e chiunque a Marsiglia, ma anche a Napoli, a Genova, lo prova, lo sente, si lascia oltrepassare la sottile membrana della pelle da questa ebbrezza. Solo questo vale il libro, ma c’è molto di più: “Marsiglia è un mito… andare a zonzo nel Panier significa sentire palpitare il cuore vecchio di Marsiglia. Un cuore che parla le lingue del mondo, le lingue dell’esilio.” Ogni parola di Izzo, oltre a continuare la vertigine d’esaltazione amorosa per la sua città è un insegnamento. Di tolleranza. E’ un modo per scostare un velo e dare un’occhiata, fugace e breve, certo, a una possibile diversa considerazione del mondo e delle differenze. E questo è il grande valore di questo piccolo, indispensabile libricino.

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