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2006
16
Dic

Il risultato - Sacha Naspini

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Mi dissi che una città ti può ingoiare: avevo sempre pensato a quel locale, ma non ci ero più tornato. Più facilmente ero stato altrove, nel mondo, se ricordavo di quel posto lo sentivo come la vita di qualcuno che racconta un diario perso nei secoli. Ora stavo con un gomito al banco, la vertigine della congiunzione, una figlia.

Sacha Naspini è un autore dotato di una scrittura fresca, rapida e senza fronzoli, utilizza periodi brevi e spezzati che danno ritmo alla narrazione e padroneggia a dovere il dialogo che scandisce l'incedere del racconto. Naspini riesce a caratterizzare i personaggi in modo articolato e fa scaturire la loro personalità dalle cose che dicono e dai ricordi. Il risultato descrive l'incontro tra due vecchi compagni di scuola che decidono di vedere insieme un'importante partita di calcio. Ma l'avvenimento sportivo passa in secondo piano e di fronte alla vecchia complicità che riaffiora sono i ricordi a prendere il sopravvento. Il risultato è un racconto sul tempo che passa e le persone che cambiano ed è emblematica la frase pronunciata da uno dei protagonisti: "Comincia con i calciatori. Non te ne accorgi neanche. Un giorno ti accorgi che il nuovo centravanti della tua squadra ha l'età che potrebbe essere tuo figlio". L'incontro tra i due amici di un tempo riapre vecchie ferite e scava in un passato che ha fatto vivere troppi fallimenti. Naspini è bravo a non dare giudizi, ma si limita a costruire un clima realisticamente malinconico, un suggestivo scenario dove fa muovere i suoi personaggi come perfetti ingranaggi della storia. Il risultato è un racconto minimalista che è uno spaccato credibile di vita quotidiana nel quale il lettore si immedesima con piacere e a tratti ritrova parte della sua vita. Il finale è permeato di un'atmosfera agrodolce con i due amici che lasciano perdere la partita e finiscono in un locale, come ai bei tempi dell'università. Purtroppo niente è come prima, persino la bella cameriera è ingrassata e il suo fisco non fa più sognare, così come i due amici non sono più gli studenti sempre a caccia di avventure. Alla fine uno dei due si ritrova ubriaco per mano a una ventenne e l'altro esce con la cameriera, sogno erotico del passato. La loro vita è cambiata, come cambia la vita di tutti, tra divorzi, figli perduti e un lavoro che distrugge le illusioni. I due vecchi amici si salutano e l'autore lascia intendere che forse non si vedranno mai più, perché non c'è più niente a tenerli unti. Il risultato è un racconto che si legge con rapidità e che è permeato di buona tensione narrativa. Al tempo stesso è un racconto che scava nella psicologia dei personaggi che costruisce come due prototipi di sconfitti, due giovani insoddisfatti prodotti dalla società contemporanea. Bene ha fatto il giovane editore Magnetica a metterlo nel suo interessante catalogo. Naspini è un giovane scrittore che merita attenzione.

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:: Gordiano Lupi
Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta (Stampa Alternativa, 2003), La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2003), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005), Cuba particular – Sesso all’Avana (Stampa Alternativa, 2007), Adiós Fidel (A.Car., 2008) e Il mio nome è Che Guevara (Il Foglio, 2008). I suoi lavori più recenti di argomento cubano sono: Nero Tropicale (Terzo Millennio, 2003), Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Orrori tropicali – storie di vudu, santeria e palo mayombe (Il Foglio, 2006), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Avana Killing (Sered, 2008), Mi Cuba (Mediane, 2008) e Fellini - A cinema greatmaster (Mediane, 2009). Cura la versione italiana del blog Generación Y della scrittrice cubana Yoani Sánchez e ha tradotto per Rizzoli il suo primo libro italiano: Cuba libre – Vivere e scrivere all’Avana (2009).
MAIL: lupi@infol.it
WEB:
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