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Intervista con Edoardo Baroni

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“Dawn” è il titolo di questo cd prodotto da Clockbeats Srl e Dario Mollo del bresciano Edoardo Baroni, chitarrista acustico di formazione jazz. Nove i brani proposti di autori diversi: Steve Swallow (Ladies in Mercedes), Django Reinhardt (Improvisation 2), Charlie Parker (Yardbird suite), Wes Montgomery (Mi Cosa), Paolo Ugoletti (Sarabanda), Carlos Moscardini (Doña Carmen), Leo Brouwer (Estudios Sencillos No. 6), Peo Alfonsi (Inno). La terza traccia, “Full”, è stata composta da Edoardo Baroni.

Edoardo Baroni nasce a Brescia nel 1991 e a 11 anni inizia a studiare chitarra jazz con Luciano Poli, per poi approfondire il linguaggio jazz con Sandro Gibellini e Roberto Soggetti. A 18 anni è unico ammesso su nove iscritti a chitarra jazz presso il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia. Completa il triennio nel 2014 e il biennio di chitarra jazz diplomandosi nel 2017 col Maestro Peo Alfonsi, per l’anno 2018/19 viene nominato Maestro di chitarra presso il Conservatorio Puccini di Gallarate e attualmente è insegnante presso il Conservatorio Monteverdi di Cremona.

Alterna all’attività di musicista quella didattica.

Intervista

Davide

Ciao Edoardo. “Dawn” è il tuo esordio discografico? Il titolo si riferisce all’alba della tua carriera o a cos’altro?

Edoardo

In parte si, è senza dubbio la mia alba discografica da solista. Ho fatto numerosi dischi in passato, ma per quanto riguarda la mia attività solistica è il mio inizio. Ho deciso di dargli questo nome anche per celebrare un mio idolo, David Bowie, il quale si è firmato, nell’ultima lettera che ha inviato a Brian Eno, come Dawn.

Davide

Come hai scelto gli otto brani non tuoi di “Dawn”? Cosa li accomuna?

Edoardo

Sono tutti brani che amo, che rispecchiano, ognuno in modo differente, i miei gusti musicali. Dal jazz classico al latin jazz, dal manouche al tango, cercando di dare sempre qualcosa di personale a ogni brano.

Davide

Hai riarrangiato e reso omogeneo il materiale prescelto, addattandolo alla chitarra solista, attraverso quali idee musicali tue più personali?

Edoardo

Io cerco sempre di lavorare con l’obiettivo di fare emergere le idee musicali che maggiormente mi colpiscono all’interno di una composizione. Chiaramente devo fare i conti con uno strumento che ha dei pregi ma anche molti limiti come la chitarra, quindi spesso e volentieri si devono fare delle scelte importanti. La musica jazz e la musica classica mi hanno formato e chiaramente quando devo riarrangere una composizione cerco di ispirarmi ai grandi del passato, ponendomi la domanda “come lo avrebbero fatto loro?”

Davide

Tra i brani da te proposti c’è anche una tua creazione, “Full”. Puoi parlarci di questa tua composizione?

Edoardo

È una composizione molto sentita, dedicata al mio cane Full che morì il 23 luglio del 2014. Proprio in quel giorno la registrai per la prima volta per un cortometraggio che vinse un premio al Valdarno Film Festival. Inizialmente non aveva nome, ma quando ci pensai qualche giorno più tardi il nome venne da solo. È un brano solenne al quale tengo moltissimo.

Davide

Nel tuo lavoro emerge una certa contaminazione tra jazz e classica, a volte ricordandomi Ralph Towner. Quali sono stati i chitarristi più importanti nella tua formazione?

Edoardo

Ralph Towner è un chitarrista straordinario, sicuramente per me è una fonte di ispirazione. I miei riferimenti chitarristici sono sempre stati Al Di Meola, Django Reinhardt e Wes Montgomery, ma i miei riferimenti massimi sono Chick Corea, Bill Evans e Claude Debussy. Preferisco maggiormente ascoltare i pianisti rispetto ai chitarristi.

Davide

Quali chitarre usi e prediligi?

Edoardo

Io uso una La Patrie arena flame, una chitarra classica, e una Altamira M10, una chitarra manouche. Utilizzo principalmente queste chitarre, perché hanno un suono acustico che le chitarre elettrificate non hanno.

Davide

Un proverbio spagnolo dice che per suonare bene la chitarra, occorrono dieci anni per corda. A parte questa (mi pare) esagerazione, qual è la prima cosa che insegni nelle vesti di maestro di chitarra, quella a cui tieni maggiormente?

Edoardo

Essere curiosi e sapersi mettere in difficoltà nello studio. La disciplina è fondamentale nello studio, si deve affrontare ogni difficoltà che lo strumento ci pone con molta serietà. È fondamentale al tempo stesso essere curiosi e perdersi un po’ vivendo lo studio come un gioco, una incredibile esperienza che abbiamo di fronte. Riuscire ad avere questi elementi può far nascere cose magiche.

Davide

Pepe Romero disse che la chitarra è uno strumento di meditazione per arrivare a Dio e trovare l’amore dentro se stessi. Cos’è per te?

Edoardo

Mi piace molto come definizione. È una scoperta interna lo studio della chitarra, io ho capito molte cose di me stesso suonando. Permette di entrare in comunione con gli altri tramite questo mezzo incredibile.

Davide

Cosa seguirà?

Edoardo

Il prossimo album avrà al suo interno canzoni italiane e internazionali, riarrangiate seguendo sempre il mio stile e cercando di fare riferimento alle contaminazioni che caratterizzano il mio modo di suonare.

Davide

Grazie à suivre…

 

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