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Intervista con Max Casali

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St3rzo
Music Force

Il 24 dicembre 2021 è la data che sancisce il ritorno discografico del cantautore romano Max Casali, a cinque anni di distanza da “Secondo a… nessuno!” e a dieci da “Per certi versi”. Il nuovo album s’intitola “St3rzo” e già dal titolo si evince una doppia lettura: per l’artista capitolino (ma trapiantato a Reggio Emilia) si tratta del terzo lavoro lungo e che, in esso, si riscontra nei due precedenti lavori. La tracklist di “St3rzo” comprende 13 brani, di cui 11 inediti e 2 “ripescaggi” dal precedente album, ossia: “Arsenio Lupin” e la bonus-track “Popolo di maghi” in versione lunga che, stavolta, chiude anziché aprire l’opera, come era successo in “Secondo… a nessuno!”. Scritto interamente da Max Casali, l’album è stato registrato presso il Music Inside Studios di Rovereto sul Secchia (MO), il “Safe & Sound Studio” di Montecavolo (RE) e al Busker Studio di Rubiera (RE), sotto la supervisione di Andrea “Zanna” Zannoni, Valerio Carboni (“ContenuDi”) e Fabio “Bronski” Ferraboschi (“Arsenio Lupin”). Tante le tematiche sociali trattate dal cantautore, che mette in evidenza i pericoli del Web, la piaga del bullismo, la Giustizia fatiscente, la manipolazione di popolo, la vergogna dei fannulloni, i ponti che crollano, preoccupanti segnali di noi(a) giovanile, l’arte che soffre di contenuDi, ma anche episodi ludici e d’evasione ma sempre esplicati con la giusta ironia che lo identifica. Certamente, un album non a presa rapida ma tendente a far meditare un poco alla volta, con più ascolti, per un cantautore che richiama le sonorità del passato ma con un occhio sempre vigile sulle vicende attuali. Il disco annovera due presenze prestigiose: Valerio Carboni (apprezzato music-maker e polistrumentista già al lavoro con Masini, Amoroso, Finardi, Nek, Studio e tanti altri) che duetta in “ContenuDi” e Andrea “Zanna” Zannoni (qui in veste di produttore artistico e co-arrangiatore) che recita in “Bulle e rupe”. Completa il team lavorativo Daniele Andinetti al banco-mixer.

Music Force

Titoli:

Segnali di noi(a) / Contenudi / Arsenio Lupin / Bulli e rupe / Far-Web / Di-straforo / Il de(re)litto perfetto / Non so perché / Tanto pubblico / Manipo(po)lazione / Il resto manc(i)a / Alla resa dei ponti / Popolo di maghi.

Intervista

Davide

Ciao Max. Giocando con gli aggettivi numerali ordinali, dopo “Secondo… a nessuno!”, arriva ora il tuo terzo album, anzi “St3rzo”. Qual è il suo rapporto con i primi due lavori e verso cosa o quale direzione invece ha sterzato?

Max

Ciao Davide e grazie per questa opportunità. Beh, il rapporto con i due lavori precedenti è quello di una imprescindibile ricerca testuale che non deve mai risultare banale o assomigliare a qualcosa, però nel nuovo disco ho sentito la necessità che una piccola sterzata stilistica stava orbitando in me e quindi, nella parte centrale dell’album si avverte questo mio proponimento e sicuramente lo avvertirà chi, finora, ha seguito il mio percorso completo.

Davide

Quando e come ti sei avvicinato alla musica; e quando hai cominciato a scrivere canzoni? Ho letto da qualche parte che hai iniziato dallo hip-hop, quindi rap, breakdance… Qual è stato il tuo percorso?

Max

In fase adolescenziale, ero stregato dalla magia della chitarra acustica che suonava mio fratello Fabio e da lì mi imposi di imparare a suonarla e nacquero, cosi, le prime canzoni rudimentali che poi ho affinato nel tempo. Si, la break-dance mi ha accompagnato per circa 15 anni ballando nelle piazze e strade di Roma, culminata poi col titolo di campione italiano nel 1987 e , nello stesso anno incisi uno dei primi brani di rap in italiano “U.K.Mania” poiché intuii che , da li a poco, quest’ondata stilistica avrebbe invaso anche l’Italia. Però, all’epoca, nessun discografico credeva che il Rap avrebbe funzionato anche in Italia!!

Davide

Per Wordsworth la creazione era un flusso di emozioni “recollected in tranquillity” raccolte in tranquillità. Cos’è invece per te la creazione, l’atto stesso del creare una canzone?

Max

È principalmente un mettere nero su bianco, ossia scrivere per delineare una situazione che trovo pericolosa o fuorviante in campo sociale, tentando quindi di togliere alla gente il torpore intellettivo che gli ha imposto la società senza rendersene conto più di tanto: un pensiero passivo che fa solo l’interesse dei nostri governanti che gongolano nel vedere un popolo dormiente, rassegnato e diviso. Chiaramente non è un discorso che riguarda tutti ma, ahimè, sta diventando sempre più una maggioranza preoccupante. Inoltre, comporre canzoni è un’introspezione personale nella quale cerco anche delle risposte per me stesso.

Davide

Come nascono le canzoni di “St3rzo”, il cui filo di Arianna mi è parso farci addentrare e uscire dal complicato e sempre più difficle labirinto della società contemporanea, definita società dell’incertezza da Zygmunt Bauman o modernità liquida, dalle sue nuove forme di malessere? Quale “minotauro” mostruoso vi sta al centro?

Max

Il minotauro è quelle della manipolazione di popolo, riscontrabile nel mio brano “Manipo(po)lazione”. C’è una precisa strategia in questa velata dittatura che ci impongono, ma non una di quelle arroganti e prevaricante, bensì una di quelle sottili, astute, nella quale ti fan credere che puoi far tutto ed invece la libertà è una chimera reale ma, purtroppo, non consapevole ai più. Poi, gli altri mostri che aleggiano tra noi come il dark-web, le fake-news, ricatti, estorsioni, femminicidi ecc…

Davide

La copertina mi ha ricordato il “viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich. Nell’opera di Caspar David, icona del romanticismo, il pellegrino si perde di fronte al baratro nebbioso indagando nella sua nuda anima. Nella tua immagine il baratro è invece una strada deserta che curva verso una fuga lontana. Cosa volevi comunicare da subito attraverso questa copertina?

Max

Che anche in mezzo al freddo che calpestiamo sotto le scarpe va trovato quel calore umano che va ristabilito al più presto per ritrovare il senso di umanità e comunità ormai disperso nell’egoismo personale. La ritengo un’operazione che dovrebbe uscire spontanea per stemperare le tensioni di vita ed invece è diventata la cosa più complicata da attuare, forte dei messaggi devianti che serpeggiano nel nuovo ordine mentale di far credere che essere ignoranti è figo e che conti solo se fai incetta di “mi piace. Niente di più assurdo! È triste vedere la gente spersonalizzarsi cosi in una becera omologazione.

Davide

Perché i due repêchage dal precedente tuo lavoro, “Arsenio Lupin” e “Popolo di maghi”?

Max

Perché “Arsenio Lupin” era collocata in fondo al disco precedente come “ghost track” (traccia fantasma) e non tutti, magari , se ne erano accorti e ho ritenuto che, stavolta, doveva apparire in chiaro anche su esortazione di alcuni amici . Invece, “Popolo di maghi” perché ora, più di allora, un popolo come il nostro merita ancora una dedica aperta, (nonostante tutto…) e poi con tutto quello che abbiam passato (e stiamo ancora passando) la vedo come un incitamento a non mollare mai e a non disperdere quella preziosa fantasia che possediamo per sbarcare il lunario, però la coperta sta diventando corta e, credo, che inevitabilmente a un po’ di illecito qualcuno dovrà attingere.

Davide

I titoli di quei tuoi nuovi brani sono spesso dei calembour, puns direbbero gli inglesi, giochi linguistici dunque (Far-Web, Alla resa dei ponti, Bulli e rupe, Mani-po-polazione etc.). Stemperati ironicamente solo da questi titoli, gli argomenti da te trattati sono di fatto critici e quello che dici, come lo dici, ha spesso toni invece seri e, talvolta, denunciatori. Perché la scelta di questi titoli invece più giocosi?

Max

Proprio perché le tematiche sono cosi incisive e declamatorie, in qualche modo le cose andavano stemperate: non so se i titoli hanno questo potere però nei miei testi, se hai la volontà di analizzarli a fondo, c’è sempre un suggerimento per gettare un’ancora di salvezza nel fondale della speranza inabissata ma vogliosa di riemergere.

Davide

Al di là della sincrasi di cantante e autore, che varrebbe per qualunque epoca, il termine cantautore in Italia è particolarmente associato a un preciso periodo storico e a svariate “scuole cantautorali”, e a qualcosa di più impegnato. Qual è il tuo proposito o impegno, anche sociale e politico (nella migliore accezione), estroverso attraverso la canzone?

Max

Il mio scrivere tende, spesso, al tentativo di ridestare la riflessione ma non ho certo la presunzione di riuscirci, però se non lo farei non potrei lamentarmi delle cose che non vanno senza lanciare una speranza. Non mi piace fare chiacchiere al bar in cui la lamentela è dilagante ma poi, in quanti son capaci di rimboccarsi le maniche per impegnarsi di più? Ultimamente, l’unico impegno di scendere in piazza è dei no-vax, invece di manifestare per tutte le iniquità sociale che imperversano nella nostra epoca, nella quale ci sarebbe bisogno di una redistribuzione economica ed invece ci sono sempre più ricchi e più gente in fila alla Caritas per un piatto caldo, perché a tanti della classe media è crollato un mondo, a cominciare dalla perdita di lavoro.

Davide

Ho colto qua e là qualche eco della coppia Battisti-Panella. Quali cantautori sono stati importanti per te?

Max

Guarda, io stranamente sono cresciuto a pane e Bennato, però mi accordo che inevitabilmente, i nomi che hai citato fanno parte della mia crescita. Qualche recensore mi accosta anche a Rino Gaetano per il graffio ironico, però senz’altro non posso esimermi dal non citare grandi come Dalla e de Gregori. Di Battisti ammiro smisuratamente la genialità con la quale sapeva essere sempre “avanti” ed anticipare i stili che da li a poco sarebbe arrivati in Italia. Cito su tutti il funky-disco di “Ancora tu” che anticipò l’ondata della disco-music anni ’70. Lui intui’ tutto questo e sfidò il mercato con i risultati che tutti conosciamo.

Davide

Cosa seguirà?

Max

Sai, la gestazione di un nuovo album per me è molto lunga, però mi impegno ad accorciare almeno di un anno l’uscita di altre canzoni. Quindi, 4 anni invece di cinque. Attualmente, insieme alla Music-Force di Alessandro Carletti Orsini stiamo approntando un piano promozionale che toccherà radio e stampa e, finora, noto con piacere che “St3rzo” sta ottenendo buoni riscontri. Se il buongiorno si vede dal mattino…però specifico che non ambisco a grandi numeri ma a una nicchia di menti non passive, che ancora danno importanza ai testi ed hanno voglia di ritrovare un cantautorato schietto e spontaneo.

Nel frattempo potete trovare il mio album ovunque, sia fisicamente che digitalmente, oppure cercare le notizie che mi riguardano su www.musicforce.it/catalogo-produzioni/2761-max-casali-st3rzo

Davide

Grazie e à suivre…

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