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Intervista con Mess Excess

9 min read

I Mess Excess sono una band italiana di progressive rock/metal fondata nel dicembre 2009, di stanza a Firenze. Dopo tre anni di sperimentazioni e numerosi cambi di line-up individuano il loro percorso artistico nella realizzazione di un prog influenzato sia dai grandi maestri degli anni settanta come King Crimson, Yes, Genesis, Pink Floyd e Rush, sia dai capofila della generazione metal del medesimo genere che ha preso corpo negli anni ottanta con band del calibro di Queensryche, Fates Warning e Dream Theater. La line-up trova finalmente una certa stabilità, tant’è che cominciano a prendere forma i brani che finiranno sul primo album. Dopo aver vinto un contest nel 2013 organizzato dal Parsifal di Sesto Fiorentino con la collaborazione di Unicoop Firenze, i Mess Excess entrano in studio per registrare il primo album, Fly Away, che uscirà nel luglio 2015. L’album è caratterizzato da brani che sono la perfetta sintesi delle loro influenze anche se il ridotto budget e la non adeguata produzione non valorizzano adeguatamente il prodotto realizzato. La scelta artistica del gruppo, oltre ad intrecciare sonorità vintage con soluzioni più moderne, è caratterizzata da due elementi fondamentali: la voce femminile, del tutto inusuale nel genere, e la ricerca dei giusti suoni, arrangiamenti, melodie e linee vocali piuttosto che il tecnicismo estremo che spesso contraddistingue le band del genere. Ovvio che nelle composizioni sono ben presenti i capisaldi del prog come l’elevato uso di tempi dispari e una certa libertà nella forma canzone. Contemporaneamente all’uscita del primo album decolla anche l’attività live che vede il gruppo suonare su palchi importanti come il Viper Theatre di Firenze e il The Cage di Livorno, oltre a molti altri locali dell’hinterland fiorentino e toscano in genere. Dopo ulteriori avvicendamenti nella line-up, a ottobre 2015 inizia il lavoro di composizione di nuovo materiale, viene presa la decisione di realizzare un concept album, obiettivo molto ambizioso e difficile, una vera sfida. Il materiale che ne esce fuori, così come la storia narrata, sono più che abbastanza per due album e pertanto, di comune accordo con l’etichetta Qua’Rock Records, con la quale la band ha stipulato un accordo nonché consolidato un rapporto di collaborazione e stima reciproca, viene deciso di adottare proprio questa soluzione: il primo album, From Antoher World Part 1 esce nel 2017, tracciando le coordinate sonore e narrative del concept e il secondo, From Another World Part 2, nel 2020, dove la storia troverà il suo epilogo. Dal punto di vista artistico non ci sono cambi di rotta, la strada intrapresa anni prima continua ad essere il binario preferenziale del gruppo anche se l’evoluzione è comunque evidente e naturale nel processo di maturazione della band. From Another World è un concept che trae origine dall’attuale contesto socio-politico mondiale per narrare la storia di un insegnante trentacinquenne che un giorno, per caso da un notiziario, scopre dell’uccisione di un vecchio compagno di università. L’amico è stato descritto come un terrorista, cosa che appare del tutto inverosimile. I dubbi assalgono il protagonista, che inizia a dubitare e decide di indagare per conto proprio sulla vicenda. La storia trova il suo sviluppo nell’eterna dicotomia interiore che affligge il protagonista, da una parte la ricerca della verità dettata dal dubbio sulla versione ufficiale e dall’altra la necessità culturale di non mettere in dubbio la reputazione del proprio paese. Quale delle due prevarrà?

Tracklist
1. Deceiver’s Stare (7:55)
2. Brainstorm II (6:00)
3. Moments Of Growth (9:58)
4. Escape From The Moon Madness: The Final Warning (12:03)
5. The Scheming (6:57)
6. Spaces (3:24)
7. Showdown (5:52)

Total Time 52:09

Line-up
Martina Barreca – Vocals
Helene Costa – Vocals
Fulvio Carraro – Synths & Keyboards
Andrea Giarracco – Bass
Michel Agostini – Drums
Lorenzo Meoni – Guitars

Precedente intervista: http://kultunderground.org/art/18503/

Intervista

Davide

Ciao e ben ritrovati. Parliamo dunque di questa seconda e ultima parte di “From Another World”. Intanto ci sono stati dei cambiamenti nella line up subito dopo l’uscita del cd, mi pare…

Mess Excess 

Rispetto alla line-up che ha registrato il primo capitolo di From Another World nel 2017 è uscito il nostro chitarrista storico, Alessandro Santi. Le parti di chitarra nel secondo capitolo del concept le ha realizzate Giovanni Pedoto in veste di turnista. Successivamente sono entrati nella line-up ufficiale la nuova cantante, Martina Barreca, ed il nuovo chitarrista, Lorenzo Meoni.

Davide

Mantenete dunque la peculiarità di una voce femminile. Renaissance, Curved Air, Amon Düül, Magenta, Quasar… i primi nomi che mi vengono in mente. Non molti, invero. Di band progressive con una voce femminile ce ne sono, ma sicuramente è un fatto piuttosto raro. Perché secondo voi? Quali amate più di altre, e quindi quali cantanti, da questo punto di vista, oltre alle vostre, per altro bravissime?

Mess Excess

Nell’immaginario collettivo le band che operano in ambito metal con una frontwoman vengono immediatamente collegate al filone “symphonic” che, pur essendo un genere di sicuro valore, non ha nulla a che vedere con il progressive. Credo che questo sia l’elemento principale che scoraggia le varie band progressive a proporre voci femminili. Le cantanti delle band che hai citato sono tutte eccezionali, non saprei quale scegliere.

Davide

Con questi avvicendamenti si è dunque ricostituita la band che, suppongo ora che si dovrebbe tornare a poter fare concerti, si potrà tornare a seguire dal vivo. Sono previste delle date? Come avete vissuto questo lunghissimo anno e mezzo in cui il mondo si è quasi fermato e rinchiuso?

Mess Excess

La line-up attuale è solida e collaudata quindi sarà quella che proporrà dal vivo la nostra musica. Per adesso abbiamo potuto realizzare una sola data lo scorso ottobre, proprio il release party di From Another World Part 2, una settimana prima del nuovo blocco. Parlare di nuove date in questa situazione non è facile, il nostro management ci sta lavorando e probabilmente qualcosa verrà fuori verso settembre. Abbiamo vissuto questi 18 mesi affinando l’intesa con i due nuovi elementi e, soprattutto, abbiamo realizzato nuova musica che non vediamo l’ora di farvi ascoltare.

Davide

Come dunque procede il racconto in questo secondo volume e come si conclude, sempre che si possa dire senza incorrere nel terribile nuovo vocabolo “spoilerare”…?

Mess Excess 

Il primo capitolo si concludeva con un cellulare che squillava a vuoto…. Il secondo inizia allo stesso modo, solo che questa volta c’è qualcuno che risponde…… La seconda parte di questo concept entra nel vivo della sua storyline precipitando nella drammaticità della società distopica che caratterizza lo scenario in cui si muovono il protagonista ed i suoi compagni di viaggio. Vengono introdotti elementi fantascientifici che aggiungono ulteriore imprevedibilità a tutto il contesto, fino a giungere alla svolta finale di cui non anticipo nulla, neanche sotto tortura…..

Davide

La vostra storia si muove all’interno di quale contesto socio-politico mondiale che, complottismi o anti-complottismi confusivi a parte, voi ritenete essere reale? C’è un preciso messaggio, c’è una più o meno sottintesa o manifesta denuncia sociale o storica dell’epoca che stiamo vivendo?

Mess Excess 

Innanzi tutto è necessario evidenziare che la storia è stata scritta per intero nel 2015. Francamente salterei in toto la questione dei “complottismi” in quanto al giorno d’oggi li si affronta esclusivamente con un’accezione negativa, un mero pregiudizio. Preferisco rimanere saldamente ancorato alla storia che ci dice in modo incontrovertibile che i complotti sono sempre esistiti, basterebbe fare l’elenco di ciò che è successo nel nostro paese dal secondo dopoguerra ad oggi. Il preciso messaggio, se così lo vogliamo chiamare, è che esiste una élite finanziaria che, ponendosi al di sopra di ogni governo del pianeta, controlla in modo pervasivo e sempre più penetrante ogni ambito della quotidianità di tutti noi. Chi capisce qualcosa di finanza ha sicuramente contezza di questa realtà. C’è un altro aspetto che non sfuggirà ai più attenti: i nomi del protagonista e di tutti gli altri personaggi sono tutti di origine non anglosassone (la storia si svolge negli USA) e, come ebbero a dire i sociologi della scuola di Chicago degli anni venti del XX secolo, il cambiamento si genera sempre dagli ultimi che spesso coincidono con gli immigrati.

Davide

Musicalmente invece? Voglio dire: scegliere di suonare un preciso genere musicale è già un atto con cui si dichiara o si sostiene un certo modo di vedere, fare e pensare la musica e, forse anche, la vita, il mondo. Qual è dunque la vostra visione della musica, ma anche della vita e del mondo attraverso il progressive rock?

Mess Excess

Sono molto d’accordo. La musica che facciamo, che in ambito progressive si colloca a metà strada fra rock e metal, ci calza a pennello perché le nostre esperienze individuali sono molto eterogenee ed il fatto di poterle esprimere in un genere che di per se è sinonimo di libertà assoluta (libertà nella forma canzone, libertà nella durata ecc…..) rappresenta la sublimazione totale di ciò che siamo, degli sperimentatori. Per noi sarebbe impossibile incanalare le nostre visioni all’interno di paletti ed ortodossie varie e questo è innegabilmente anche il nostro modo di vivere, così diverso per certi aspetti, così uguale per certi altri.

Davide

Che significato date ai tempi dispari e in generale ad una metrica musicale composta e composita? Perché uscire dai tempi musicali più comuni e uniformanti, specialmente di questi… tempi? Come scegliete la misura delle battute musicali, seguendo quali idee e modus operandi? 

Mess Excess

Ricollegandomi alla domanda precedente ti posso dire che esce tutto in modo molto naturale, non ci sono percorsi già stabiliti, semplicemente suoniamo e scegliamo la versione migliore di ogni singola parte secondo la nostra visione. I tempi dispari, in linea generale, aiutano a rafforzare il “groove”, il senso di “smarrimento” che comunicano si tramuta inevitabilmente in un highlight. Ti posso fare un esempio contenuto proprio in From Another World Part 2, il brano di apertura Deceiver’s Stare ha una strofa dispari con la linea vocale che alterna battere/levare rispetto al tempo…. Il risultato è ansia, smarrimento, sensazioni che sono esattamente quelle comunicate dal testo. Quindi, oltre alla questione meramente tecnica del groove, spesso sono funzionali ai contenuti lirici perché aiutano a plasmare la musica in funzione delle tematiche del testo. 

Davide

Eric Clapton una volta disse che Chuck Berry ha dettato le tavole della legge per suonare il rock’n’roll. Chi secondo voi ha invece dettate le tavole della legge per suonare il progressive rock?

Mess Excess

È una domanda difficile, di solito non amo gli assolutismi (peggio ancora le classifiche…). Dal punto di vista cronologico credo che i primi album progressive rock che possano cogliere il senso della della tua domanda sono quelli di fine anni Sessanta come In The Court Of The Crimson King dei King Crimson. 

Davide

Cosa seguirà? Ci sono dei link per chi voglia approfondire con ascolti, video e altre notizie?

Mess Excess

Come accennato stiamo lavorando a nuovo materiale, ovviamente fino a quando questa emergenza non sarà superata non sarà facile fare programmi a medio/lungo termine, si vivrà alla giornata in base a ciò che ci riserverà il futuro prossimo.

Davide

Grazie e à suivre…

Links utili:

https://www.youtube.com/watch?v=dlO2sax9Flk
https://www.youtube.com/watch?v=6viSMUan2S4
https://www.facebook.com/messexcess
https://www.instagram.com/mess_excess/


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