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Al via i nuovi Fondi Strutturali Europei 2021-2027

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Nessuno sa quali effetti abbiano i progetti finanziati con i fondi strutturali. Nonostante questo, in cinque anni si sono finanziati oltre 500.000 progetti di formazione, e innumerevoli altri progetti. Tutti cercano di massimizzare la somma che l’Italia riceve e spende su questi progetti; nessuno sembra chiedersi se ne valga la pena, e non convenga invece lasciare questi soldi nelle tasche del contribuente
(Roberto Perotti e Filippo Teoldi, Il disastro dei fondi strutturali europei, 2014)

370 miliardi di euro di cui 42 per l’Italia!

Sono entrati in vigore il 1° luglio i Regolamenti definitivi per i Fondi Strutturali europei 2021-2027 pubblicati il 30 giugno, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

Li aspettavamo da 6 mesi ma l’emergenza da pandemia ha fatto sì che molte delle attività delle istituzioni europee si siano focalizzate sulla gestione dei Meccanismi di Ripresa e Resilienza e la valutazione dei Piani Nazionali di attuazione, ritardando le altre attività.

La politica europea di coesione

Dal 1986 l’obiettivo della politica di coesione dell’Unione Europea è rafforzare la coesione economica e sociale al suo interno, tra i differenti Stati membri e tra le regioni degli stessi Stati.

Il trattato di Lisbona e la nuova strategia ad alto livello dell’UE (Europa 2020)[1] hanno introdotto una terza dimensione: la coesione territoriale, rilanciata e rafforzata nell’attuale periodo di programmazione 2021-2027[2].

Per questo settennato le priorità individuate sono declinate in 5 obiettivi politici tendenti a sostenere:

  1. un’Europa più competitiva e più intelligente;
  2. una transizione più verde ea basse emissioni di carbonio verso un’economia netta a zero emissioni di carbonio;
  3. un’Europa più connessa potenziando la mobilità;
  4. un’Europa più sociale e inclusiva;
  5. un’Europa più vicina ai cittadini favorendo lo sviluppo sostenibile e integrato di tutte le tipologie di territorio.

I fondi strutturali sosterranno i vari obiettivi in maniera differenziata.

Nello specifico, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale sosterrà gli investimenti in tutti e 5 gli obiettivi politici, ma 1 e 2 vedranno un impegno più importante.

Il Fondo Sociale Europeo sarà il fondo a sostegno dell’obiettivo 4

Il Fondo di Coesione si concentrerà sugli obiettivi 2 e 3.

Il nuovo Fondo per una Transizione Giusta fornirà supporto ad altri obiettivi previsti dallo specifico Regolamento.

Analogalmente, i fondi Interreg hanno a loro disposizione 2 obiettivi politici aggiuntivi: “Una migliore governance della cooperazione” e “Un’Europa più sicura e più sicura”.

Il quadro normativo

Ora, finalmente, abbiamo anche il nuovo quadro normativo per la politica di coesione economica e sociale che distribuirà oltre 370 miliardi di euro ai 27 Stati membri dell’Unione. E di questi ben 42 arriveranno in Italia!

Abbiamo dunque un ricco pacchetto normativo così composto:

  • il Regolamento 2021/1056[3] per il Fondo per una transizione giusta;
  • il Regolamento 2021/1057[4] per il Fondo sociale europeo Plus (FSE+);
  • il Regolamento 2021/1058[5] relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e al Fondo di coesione (FC);
  • il Regolamento 2021/1059[6] recante disposizioni specifiche per l’obiettivo «Cooperazione territoriale europea» (Interreg);
  • il Regolamento 2021/1060[7] con disposizioni comuni applicabili a più fondi e le regole finanziarie applicabili.

L’ultimo strumento rappresenta una importante novità dal momento che offre una cornice comune a otto diversi strumenti a gestione concorrenteFESR, FC, FSE+, Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA), Fondo per una transizione giusta, Fondo Asilo, migrazione e integrazione, Strumento per la gestione delle frontiere e i visti e Fondo per la Sicurezza interna.

La politica di coesione, che rappresenta la principale politica di investimenti dell’UE e una delle più concrete espressioni di solidarietà tra i paesi membri, ha come obiettivo il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale e, per questo, l’Unione deve ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e il ritardo di quelle meno favorite o insulari.

Le nuove norme completano il quadro giuridico di riferimento che già dallo scorso marzo conta degli specifici Regolamenti di esecuzione:

  • il Regolamento 2021/435[8] che introduce novità per i Programmi operativi nell’ambito dei diversi obiettivi;
  • il Regolamento 2021/438[9] che introduce il nuovo obiettivo tematico connesso all’emergenza pandemica tra le categorie di intervento della Cooperazione territoriale europea;
  • il Regolamento 2021/439[10] che fa lo stesso per il FESR, il FSE e il Fondo di Coesione in favore della crescita e dell’occupazione.

La dotazione dei fondi

Mi piace ricordare che il FESR ha una disponibilità di 220 miliardi di euro da impiegare in interventi di aggiustamento degli squilibri regionali, realizzando le priorità politiche dell’Unione e rafforzando la coesione economica e sociale.

I quasi 50 miliardi di euro del Fondo di Coesione, invece, sosterranno progetti in materia di ambiente e di reti transeuropee nel settore delle infrastrutture dei trasporti.

I progetti sulle persone, d’altra parte, saranno finanziati dai circa 100 miliardi del Fondo sociale europeo Plus (FSE+), strumento cardine per la costruzione di una società europea più equa e inclusiva.

Novità nel panorama degli strumenti finanziari strutturali è il Fondo per una transizione giusta (Just transition Fund). Con poco meno di 20 miliardi di euro ha l’obiettivo di accompagnare il Green Deal attenuando i costi della transizione verso un’economia climaticamente neutra con investimenti sulla diversificazione delle attività economiche e l’adattamento delle persone al nuovo mercato del lavoro.

Ultime ma non meno rilevanti risorse sono rappresentate dagli 8 miliardi di euro di Interreg, lo strumento che dal 1990 contribuisce a plasmare la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale in Europa. Il regolamento si arricchisce degli apporti di altri meccanismi (strumento di assistenza preadesione, IPA, e strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale, NDICI) e di una nuova componente finalizzata al rafforzamento della cooperazione regionale delle regioni ultraperiferiche.

Quindi, tutti al lavoro per nuovi progetti!

[1] Cfr. Caocci D., Strategia Europa 2020: per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, Kultunderground, n.178, 2010, in http://kultunderground.org/art/1594/.

[2] Cfr. Commissione Europea, Territorial Agenda 2030 – A future for all places, 1 dicembre 2020, in https://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docgener/brochure/territorial_agenda_2030_en.pdf.

[3] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32021R1056

[4] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32021R1057

[5] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32021R1058

[6] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32021R1059

[7] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32021R1060

[8] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32021R0435

[9] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32021R0438

[10] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32021R0439

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