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Intervista con L’impero Delle Ombre

7 min read

Racconti Macabri Vol. III

Black Widow Records

02. Il Cimitero Delle Anime
03. Il Sabba
04. In Morte Di Buono Legnani
05. Incubo A Dunwich
06. Il Villaggio Delle Ombre Assassine
07. Marmo Freddo
08. Verso L’Abisso
09. Sentimento Funereo
10. Finale – Ballata Dell’Uroboro… O Della Speranza

Voce, cori, sussurri: Giovanni “John Goldfinch” Cardellino.
Chitarra solista, elettrica e acustica, tin whistle: Andrea Cardellino.
Chitarre, tastiere, bodhran: Rob Ursino.
Tastiere principali e organo: Davide Cristofoli.
Basso: Vins Ceriotti.
Batteria: Miky “DrumHead” Ercolano.
Special guests: Daniele BUD Ancillotti, Steve Sylvester, Tatyana Planca, Freddy Delirio.

www.blackwidow.it

Intervista con John Goldfinch

Davide

Ciao. “Racconti macabri vol. III” è il vostro terzo album dopo l’esordio omonimo nel 2004 e “I compagni di Baal” del 2010. Perché un lungo lasso di tempo separa questi tre lavori e come quest’ultimo si ricollega o si slega dai predecessori?

L’Impero delle Ombra

John: Siamo un progetto a gestazione lenta, molto lenta, è un dato di fatto soprattutto per quanto riguarda le uscite discografiche fondamentalmente perché non abbiamo più vent’anni ahimè e non campando di musica si fa fatica ad essere prolifici, e questa è una spiegazione pratica e razionale… poi ti potrei parlare di tutto l’apparato esoterico e misterico che gira intorno al progetto e ci fa partorire un lavoro quando è necessariamente il suo momento; ma onestamente preferisco lasciare questi aspetti più intimi alla sensibilità di chi si approccia a più profonda lettura.         
Affinità e divergenze tra i tre lavori io credo siano abbastanza labili perché cerchiamo di essere sempre relativamente fedeli al nostro suono che ho definito “Cemetery Rock” ossia una nostra visione di Hard/Heavy classic, Doom, un tocco di Prog, qualche ambizione cantautorale, spezie psichedeliche e Folk ed il flavour delle colonne sonore dei films di genere. 

Davide

Perché l’orrore, il macabro, il nero, il funereo, le ombre, l’oscurità, l’occulto ecc.? 

L’Impero delle Ombre

John: Beh è  semplice, sono situazioni catartiche, liberatorie, con il rovesciamento degli archetipi, sono metafore delle brutture della vita reale quotidiana che sappiamo essere di gran lunga più  cattiva, impietosa, crudele, brutale di qualsiasi liberatorio racconto del terrore narrato accanto ad un camino acceso (i cunti nel Salento) o davanti ad uno schermo.

Davide

C’è un’idea in particolare che attraversa questi vostri “Racconti Macabri”?

L’Impero delle Ombre

John: La narrazione, il ricordo che si tramanda come in una antica compilazione di un polveroso ed ammuffito tomo di strani racconti insomma La Memoria, le storie di cui ognuno ha la Sua, diciamo. Poi credo alla soggettività come valore alto, sacro ed intoccabile… Qui ho raccontato le mie ed in più in questo disco ho chiesto aiuto al mitico e misterioso Mago di Orciano D.D. di cui ho fortemente voluto il contributo sotto forma di pensieri e suggestioni in calce ad ogni mio testo nel booklet, booklet plasmato e confezionato sul modello di un grimorio che lui stesso, il Magister, mi ha donato. Il bello poi è che, secondo me e per gli scettici, al tutto si può dare una lettura laica e filosofica senza ricorrere a credi magici e preternaturali!

Davide

Non sono molti i gruppi metal italiani che abbiano scelta la lingua madre…

L’Impero delle Ombre

John: Si è vero, è una scelta difficile e magari un po’ coraggiosa ma se hai ad esempio campioni come Strana Officina, Vanexa, Sabotage, Negazione, Abiogenesi, Rosae Crucis, Fiaba, Insidia e tanti, tanti altri… Chi si è preso il rischio ed è stato capace e convinto ha avuto ragione secondo me sulla diffidenza. Amo la nostra lingua, è davvero musicale anche se ostica nelle metriche e negli accenti a volte, ma dà al madrelingua soddisfazioni impareggiabili… e poi io vengo pure dal prog italiano e dai cantautori come De Andrè, quindi…

Davide

“Incubo a Dunwich” è un racconto del ciclo di Cthulhu di H.P. Lovecraft. C’è altro materiale letterario al quale avete attinto?

L’Impero delle Ombre

John: In questo ultimo disco no. Abbiamo in cantiere DAGON, sempre del solitario di Providence, per un tribute album dedicato proprio alle opere di H.P. Lovecraft in uscita nel 2021, ma è ancora troppo presto per i dettagli.

Davide

C’è anche un brano dedicato “In morte” di Buono Legnani, personaggio del cult movie di Pupi Avati ne “La casa dalle finestre che ridono”, il folle pittore di agonie morto suicida autore di un macabro affresco che raffigura il martirio di San Sebastiano. Come è nata l’idea di fare un brano così particolare, dedicato appunto a un personaggio inventato dal cinema e quello di Buono Legnani in particolare?

L’Impero delle Ombre

John: È il nostro tributo e la nostra visione musicale della pellicola di debutto del capolavoro del maestro Pupi Avati ed è stata intitolata così perché, nel testo del pezzo, tratto in soggettiva i macabri turbamenti omicidi ed incestuosi del disturbato pittore delle agonie… non svelo altro per chi magari non ha ancora visto il film. 
Che dire? Davvero un bel soggetto, sceneggiatura, interpretazione, fotografia, il film in questione si è meritato lo status di Culto che ha!
io dal canto mio erano decenni che avevo in mente di rendergli omaggio con L’Impero, ed ecco il momento giusto, racconto più macabro di così?!!

Davide

Pare che Federico II di Svevia disse evidente che il Dio degli ebrei non aveva conosciuto l’Apulia e la Capitanata, altrimenti non avrebbe dato al suo popolo la Palestina come Terra Promessa.In genere si ha l’idea che certo più cupo metal possa originarsi in luoghi e città del nord, tra cieli più grigi e freddi e non in terre del sud come la Puglia, dallo storico dell’arte Cesare Brandi definita “empireo di sole, dal cielo azzurro che lambisce il mare senza staccarsene”. Elementi di luce che emergono  nel “Finale, Ballata dell’Uroburo… o della Speranza”, evocando alcune sonorità acustiche folk e mantriche che mi hanno ricordato i Popol Vuh. Perché dunque questa “apertura” in “chiusura”?

L’Impero delle Ombre

John: Gli stati d’animo, le sensazioni, gli interessi non hanno confini geografici evidentemente! Ovviamente bisogna conservare le radici che sono dentro di noi volenti o nolenti, non facendo tarante e tarantelle per forza naturalmente, ma mi viene da sorridere degli scimmiottamenti di tanti sbarbi metallers fratelli del meridione che narravano nei loro demotape dei freddi del Nord e di Odino con ferma convinzione e con quaranta gradi all’ombra! 
Certo che studiare, conoscere, rispettare e farsi influenzare da altre culture in una sorta di melting pot è cosa positva, a patto che si conoscano e si mantengano le proprie radici, e proprio in merito a questo discorso di arricchimento ti ringrazio e sono davvero onorato dell’accostamento ai Popol Vuh, uno dei miei gruppi preferiti! 
La “Ballata dell’Uroboro…  o della Speranza” è una sorta di amuleto protettivo posto in chiusura del disco, un mantra di rinascita. Il disco parte con la Morte, narra di storie nere, drammatiche e si chiude con la nenia canticchiata da mio figlio Eric di 5 anni, registrata nelle scale di casa mia con un telefonino e montata ad arte dal nostro tecnico di studio Freddy Delirio sul pezzo in questione che, come nel ciclico moto della vita e della Morte archetipo della figura dell’Uroboro, rinasce col vagito del nascituro!

Davide

Cosa rappresentano per voi gli antichi universi ermetici e alchemici?

L’Impero delle Ombre

John: Sono argomenti davvero interessanti quanto intimi legati allo studio personale che consiglio di approcciare con spirito critico e curioso, ricordo e conservo tante letture in merito da ragazzo,. Oggi più che altro siamo invasi da meme su facebook sull’argomento che fanno davvero sorridere! Il sopracitato Magister D.D., che ha collaborato attivamente al disco, è da sempre uno stimato studioso alchimista ed esoterista, discipline Thelemiche, tarocchi… nonche'”Fratello dell’Ombra”!

Davide

Lars Ulrich ha detto che se non ci fossero stati i Black Sabbath non ci sarebbero stati i Metallica e lui sarebbe rimasto un distributore di giornali. Voi senza chi in particolare non sareste mai stati “L’Impero delle Ombre”?

L’Impero delle Ombre

John: Ahahaha domanda fantastica, complimenti!! Uno solo? non ci riesco!
Black Sabbath, Black Widow, Death ss/Paul Chain, Pink Floyd, Fabrizio De Andrè… ed ho fatto una fatica enorme lasciandone fuori altri fondamentali!!

Davide

Cosa seguirà?

L’Impero delle Ombre

John: Vivere e vedere un nuovo giorno innanzitutto! Dunque Vivere, Lavorare, Lottare e Sperare, poi ritornare ad una normalità pre-pandemia, Suonare, impegnarsi per migliorare individualmente e collettivamente… poi il Destino Ci Rivelerà!  
Grazie infinite per l’interesse e la pazienza!
LONG LIVE CEMETERY ROCK!!!   

Davide

Grazie e à suivre…

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