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Intervista con Simona Armenise

10 min read

Simona Armenise featuring Ares Tavolazzi

Hasu No Chikuseki – Lotus Sedimentations

in CD & Digitale da New Model Label 

dist. Audioglobe – da Novembre 2019

Simona Armenise, chitarrista e sperimentatrice di Bari, rinnova la sua collaborazione con Ares Tavolazzi, storico bassista degli Area a partire dal secondo album, “Caution Radiation Area” ma anche musicista stimato al fianco di Francesco Guccini, Paolo Conte e molti altri.

Questo disco segue “Oru Kami”, un doppio album in Solo Set di chitarra ed elettronica, pubblicato nel 2016 da Verterecords. La collaborazione è tuttora attiva e si è concretizzata con la registrazione di “Lotus Sedimentations – concept album ispirato alla cultura giapponese con doppia titolazione Inglese – Giapponese, dedicato alla filosofia del Fiore di Loto nella cultura orientale. Il fiore di loto è un simbolo molto antico, la cui caratteristica principale associata, è la purezza, insieme alla capacità di mantenere la propria bellezza in mezzo al fango, dove il fiore di loto nasce e vive. In Giappone e in generale in Oriente, il fiore di loto è legato a chi sta approfondendo la conoscenza di se stesso attraverso un viaggio nel proprio mondo interiore, un percorso che si dipana attraverso le tracks, unitamente al concetto di stratificazione musicale sempre presente grazie all’utilizzo di loop e sequenze elettroniche, che si fonde con il concetto Buddista di Karma e Reincarnazione, in cui tutto ciò che accade nella vite presenti e passate contribuiscono a determinare l’evoluzione dell’esistenza di ogni giorno, nonché futura.

L’album è un lavoro eterogeneo, in cui troviamo brani in solo di chitarra e loop machine, brani in duo (chitarra & elettronica, basso), brani in trio (chitarra & elettronica, basso e percussioni/batteria).

L’elettronica e la sperimentazione che permeano tutte le tracks, sono intese come un’operazione condotta a 360° dove si alternano sia sequenze realizzate con vari software, synth, che campioni di suoni ripresi ed elaborati, loop machine, ma anche chitarre con accordature non standard suonate con archetto, chitarra baritona, ed elaborazioni varie con l’effettistica a disposizione per gli strumenti. Si spazia da momenti molto lirici strutturati e non, in cui l’interplay fra i musicisti guida l’evoluzione del discorso, a momenti molto strutturati e legati a sequenze elettroniche che conducono il dialogo musicale, tra post-rock, psichedelia, ambient ma anche a sonorità del cosiddetto nu-jazz tipico nordeuropeo.

HASU NO CHIKUSEKI蓮の蓄積(Lotus Sedimentations)

1. HINODE (日の出 – alba):

– I: UCHI DE (家で– nella propria casa/ focolare);

– II: MICHI (道みち– passaggio/apertura);

– III: SENSUI (潜水– immersione);

2. KIMODAMESHI (肝試し– “prova di coraggio” – per misurare forza e resistenza  d’animo);

3. KOKORO (心 – anima/ mente/cuore/ spirito);

4. KIMOCHI DE (気持ちで – in/con sentimento);

5. AME NO KANE’ (雨の鐘– campane nella pioggia);

6. FUSHIGI (不思議 idea di qualcosa di misterioso);

7. YORU (夜 – notte, oscurità).

Biografia:

Nata a Bari nel 1977, Simona Armenise, ha conseguito, con il massimo dei voti e la lode, il “Diploma Accademico di II livello in Discipline Musicali – indirizzo solistico-interpretativo strumento chitarra” presso il conservatorio “N. Rota” di Monopoli (Ba) sotto la guida del M.° Felici e del M.° Grandinetti. Al termine del percorso di studi ha anche presentato una tesi sulla musica elettroacustica dedicata al compositore Eric Chasalow.

È titolare di cattedra presso la Scuola media ad indirizzo musicale di Tuturano (Br).

Nel 2008 si è esibita al Festival di Musica Contemporanea “URTICANTI”che ha avuto come ospite Luis De Pablo e nel 2009 al Festival “5 Giornate di Milano 2009”. Nello stesso anno, ha partecipato all’esecuzione collettiva di “In C” di Terry Riley all’interno della manifestazione “Milano suona in Do” presso la Biennale di Milano. Poi: allo Squinzano Jazz Festival suonando con Franco Cerri e il quintetto Oberon.

Ha fatto parte del gruppo progressive-rock Floating State (che si trasformavano in Folletti di Vetro quando interpretavano De André) in qualità di bassista e chitarrista.

Nel 2011 ha partecipato alla rassegna “Notti trasfigurate” a Villa Simonetta – Milano, esibendosi con repertorio contemporaneo dedicato alla chitarra elettrica, e a Phonetica Jazz Festival Maratea, all’interno dell’ensemble Mediterraneo Radicale, con ospite Boris Savoldelli.

In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani, nello stesso anno, ha suonato in trio con Richard Sinclair per “Emergency”.

Ha collaborato con l’Annarita Romito Jazz Ensemble nella realizzazione di musiche ispirate alla figura dell’artista “Frida Khalo” e pubblicate in “Tina e Frida: Creaciòn y Vida”, libro + cd, per la FaLvision Editore, nel settembre 2013.

È membro dell’Accademia Mandolinistica pugliese e con questo ensemble nel 2011 ha pubblicato il cd doppio “I suoni del barbiere” per l’etichetta Disgressione Contemplattiva.

Ha fondato il gruppo Ten Meters Underground in cui l’esperienza di musicisti di diversa estrazione si coniuga nell’intento di creare musica che sia una fusione di jazz, rock, elettronica lasciando libero sfogo alla creatività estemporanea.

La sua nuova proposta concertistica da solista è tesa a una fusione tra il repertorio tradizionale, con un occhio particolare verso la musica contemporanea, pezzi di propria composizione, e l’uso delle nuove tecnologie a disposizione del mondo chitarristico (chitarra elettrica ed uso di effettistica).

Tutto questo percorso ha poi portato alla nascita nel 2016 del Soloset di Simona Armenise concretizzato con la release del doppio cd ORU KAMI, con il featuring di Ares Tavolazzi al contrabbasso.

Discografia

  • Accademia Mandolinistica Pugliese, 2011, doppio cd “I SUONI DEL BARBIERE” per l’etichetta Digressione Contemplattiva.
  • Annarita Romito , 2013, “Tina e Frida: Creaciòn y Vida”, libro + cd, per la FaLvision Editore
  • Breznev Fun Club, “Il misantropo felice”, AltrOk Productions – 2015
  • Accademia Mandolinistica Pugliese, 2016, “AVISON: CONCERTI GROSSI AFTER SCARLATTI”, per Digressione Contemplattiva
  • “ORU KAMI”, Verterecords 2016, feat. Ares Tavolazzi
  • Timeless, “Cinematic Tales”, 2017 Faro Records

Intervista

Davide

Ciao Simona. Devo in prima battuta dirti che il tuo lavoro è tra le cose migliori mai capitatemi da sempre e ritengo debba considerarsi di levatura internazionale. La mente mi è andata subito a musicisti come David Torn, Robert Fripp, Fred Frith, Ralph Towner e negli ultimi brani anche a Steve Hillage… Partiamo dunque da qui. Quali chitarristi hanno significativamente preparato e tracciato il tuo percorso eplorativo dello strumento?

Simona

Ciao Davide, ti ringrazio innanzitutto per le tue parole di apprezzamento. Sicuramente i nomi che hai citato sono tra i miei ascolti, devo dire in particolar modo Robert Fripp, ma molto devo all’esperienza di David Gilmour, e dei Pink Floyd a 360°, ma anche una serie di chitarristi appartenenti alla scena nordeuropea, come Eivind Aarset.

Trovo comunque determinante anche l’approccio liberatorio del Rock, in realtà la base della mia “vita “musicale, e le costruzioni del Progressive, e la formazione accademica classica sono stati molto importante.

Davide

Nel simbolismo buddista il fiore del loto ha diversi significati, ma il principale potrebbe essere sintetizzato come la purezza o la ricerca di purezza del corpo e dell’anima. Esiste anche una purezza della musica?

Simona 

Intenderei questo concetto, come riferito all’Intento. Mi spiego; parlerei di Purezza come la ricerca dell’Arte in sé, nel voler trasmettere Bellezza, nel voler trasmettere qualcosa di proprio, nella ricerca dell’emozione, nell’essere scevri anche da logiche di mercato.

Davide

Queste nove composizioni sono da considerarsi delle sedimentazioni e perché? Ha a che fare con un tuo peculiare metodo di lavoro?

Simona

 “Lotus sedimentations” è un lavoro che si è dipanato nel tempo, sono una serie di “brani” che ad un certo punto hanno magicamente costituito un percorso sonoro che vuole raccontare tre anni di importanti cambiamenti. 
Cambiamenti e riflessioni che dai tre anni però possono rimandare ad una o più esistenze intere. 
È nato con diversi set-up strumentali, diversi approcci compositivi, è ricco anche di improvvisazioni, è ricco di tutte le “sedimentazioni esperienziali” accadute… è ricco di ciò che accade ogni giorno..
Si, posso dire che la mia Musica si modifica ogni giorno, perché ogni giorno cambiamo.

Davide 

Il tuo lavoro precedente (“Oru Kami”, da cui la parola “origami) e questo (Hasu No Chikuseki) indicano una tua predilezione per il mondo giapponese. Perché?

Simona

Il tutto è nato dalla passione per i Manga ed Anime giapponesi (particolare attenzione ad Hayao Miyazaki) nell’età adolescenziale, passione ripresa in età adulta. In seguito la lingua (ho studiato 2 anni giapponese), la cultura, la poesia (la forma breve dell’haiku), le stampe, i loro paesaggi naturali… direi l’estetica e l’attenzione per le piccole cose che in generale troviamo nel mondo nipponico.

Davide

Scorrendo i titoli, che tipo di viaggio hai fatto dalla prima traccia “Hi No De (sunrise)” all’ultima  “Yoru” (night), dal sorgere del sole dunque alla notte di quale giorno ideale?

Simona

Il giorno in cui il Fiore di Loto ha piena coscienza di sé, ossia si rende conto di essere un Fiore di Loto, e con coraggio affronta tutte le prove, anche le più oscure.

Davide

Lo spazio musicale e sonoro in cui viviamo è oramai saturo di materia proveniente da ogni angolo della storia e della geografia. Verso quali nuovi territori si muove la tua ricerca e lottando contro quali eredità in particolare? 

Simona

Il web è in overload, a mio avviso e per riuscire ad emergere bisogna lavorare molto sulla Comunicazione e Marketing , ma credo che nel lungo periodo la coerenza e la fedeltà a se stessi e a ciò che si vuole trasmettere verranno ripagati.  
Di certo il mio tipo di ricerca porta più a riflettere su aspetti artistici piuttosto che su aspetti attinenti il mercato; ciò cambia molto l’approccio sia alla proposta che al tipo di diffusione.
A me interessa essere collegata a musicisti affini e a un pubblico che sia attento a particolari sonorità. Non è importante arrivare a tutti, ma a chi realmente ascolta determinata musica e ne condivide i contenuti.

Davide

Ha scritto Giorgio Battistelli sulla “ricerca musicale”… Karlheinz Stockhausen ha parlato della bellezza in musica paragonandola a uno straniero che si presenta a noi parlando magari una lingua incomprensibile, ma chiedendo di essere accolto e ascoltato. Di qui discende, per un verso, l’idea che la musica di ricerca sia un incontro con una forma di estraneità radicale, inattesa; per un altro, quella che la musica sia essenzialmente un’esperienza, l’ascolto di un pensiero che trasforma se  stesso e chi vi si affida. Cos’è per te la bellezza in musica?

Simona

Quando rimango colpita ed estasiata da ciò che mi piace, accade perché ciò che ascolto mi porta ad una esperienza direi quasi sinestetica, mi porta ad immaginare… ma non solo; la Bellezza della musica in sé credo che sia inesprimibile con le parole, è quando senti quel brivido che ti attraversa,  e rimani fermo così colpito… dall’inesprimibile.
L’arte dei suoni è quella più astratta, il dipinto rimane sulla tela, una poesia sulla carta, etc. la Musica prende “forma” nell’aria e attraverso essa giunge alle orecchie;  come possiamo esprimere a parole qualcosa di così indefinito che può colpirci così nel profondo?

Davide

Tornando al Giappone, l’estetica giapponese è un lungo insieme di valori e ideali tradizionali che ricercano la bellezza in ogni ambito fin dalla più minuta quotidianità, dal mono no aware (il pathos delle cose) al wabi-sabi (imperfezione, impermanenza e molto altro), dal shibusa (naturalezza, semplicità) al yūgen (profondità misteriosa), dal kintsugi (che valorizza le ferite e le fragilità) allo yohaku-no-bi (la bellezza di ciò che manca) ecc. la maggior parte dei quali accomunati dalla nozione buddhista (in particolare Zen) della transitorietà e della evanescenza della vita. Quali ideali o canoni dell’estetica giapponese, se presenti, hanno guidato in particolare la creazione di “Lotus sedimentations”?

Simona

Di tutti i concetti che hai citato, che rientrano nella personale scoperta continua di questa cultura per me tanto ricca di fascino e contenuti, sicuramente “Lotus sedimentations” pone l’accento sul  Kintsugi che può diventare la grande molla per affrontare l’esistenza con coraggio e voglia di cambiamento.

Davide

Come è nata ed è cresciuta la collaborazione con Ares Tavolazzi e chi è presente in questo tuo lavoro oltre a lui?

Simona

La collaborazione è nata come accadeva un tempo… Gli Area fecero la reunion nel 2008 e vennero in concerto a Bari. Alla fine del live mi avvicinai a loro… e non li ho più mollati! Ogni volta che erano in Puglia io c’ero, anche alle masterclass. 
Ad Ares, che è stato da sempre gentile e disponibile nei miei confronti, inviavo le registrazioni del gruppo Jazz-rock di inediti che avevo all’epoca, i Ten Meters Underground, e lui si espresse in maniera positiva.
Quando ho iniziato a lavorare alla produzione di Oru Kami si è posto il dilemma di poter avere una featuring importante ed ho pensato di chiedere a lui, per la sua grande esperienza nella musica di ricerca e ovviamente per la sua preparazione musicale a 360°.
Fortunatamente, ha accettato!!
Da allora, comunque si è instaurato un sincero rapporto di stima e affetto, e quando gli ho proposto la nuova collaborazione, è stato nuovamente disponibile. Devo dire che il suo apporto, musicale e sonoro, è stato davvero determinante nella riuscita di “Lotus sedimentations”… penso tu possa confermarlo come ascoltatore …

Davide

Certo. Platone disse che la musica è per l’anima quello che la ginnastica è per il corpo. Come titolare di cattedra presso una Scuola media ad indirizzo musicale, cosa ti preme prima di tutto di insegnare della musica e attraverso la musica?

Simona

Il mio primo obiettivo è cercare di formare persone migliori, grazie proprio alla maggiore sensibilità e lavoro di autocritica che ti offre l’insegnamento della pratica strumentale, ma non solo… Attraverso lo studio musicale si può lavorare molto sul concetto di disciplina e sul rispetto del prossimo, perché i ragazzi devono imparare ad ascoltare i compagni quando suonano e collaborare nelle ore di musica d’insieme. Ovviamente mai perdere di vista l’aspetto ludico che ti offre al Musica!

Davide

Cosa seguirà?

Simona

Le idee musicali non mi mancano mai, spero di poter pubblicare ancora tanta musica e sperimentare, sono sempre alla ricerca di  Paesaggi sonori.

Davide

Grazie e à suivre…

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