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Intervista con Daniele Mammarella

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Nato a Pescara nel 1997, ha iniziato a studiare chitarra alla giovane età di 8 anni con il Maestro Benedetto Conte. Vince molti premi internazionali di musica con brani strumentali di composizione propria all’età di 13, 14 e 15 anni. Sin dall’inizio si appassiona alla chitarra fingerstyle facendone di questo genere la propria vita. All’età di 16 anni ha avuto l’onore di aprire il concerto al grande Maestro Franco Morone. Nel 2016 si diploma al Guitar College of London in Plectrum Guitar. Nel 2017 si diploma al Guitar College of London 8 grade in Guitar Pop&Rock. Ora è docente di chitarra moderna presso APM di Benedetto Conte (PE) e Music and Art International Academy di Giuliano Mazzoccante.

Nel 2019 inizia la sua collaborazione con ValMusic Professional come endorser delle mitiche chitarre Richwood. Daniele attualmente lavora al suo progetto personale come compositore di musica per chitarra fingerstyle, portando la sua musica in vari teatri e presentando al pubblico i suoi brani che spaziano dalla musica celtica al blues al folk. Attualmente vanta un’intensa attività live e collabora come turnista e come session man in varie band. 

Il 4 ottobre 2019, a seguito dell’incontro con Music Force, promosso dalla Maestro Conte, Daniele Mammarella pubblica il suo primo album “Past, present and let’s hope” distribuito fisicamente da Egea.

Dieci tracce strumentali suonate con la tecnica che ormai lo contraddistingue da anni.

Tracklist

Danny’s blues / Donkey’s life / Brisk up / Destiny / Dune Buggy – Grau Grau / Crazy mind / Beyond / Wild / Past, present and let’s hope / Dry road

Intervista

Davide

Ciao Daniele. Iniziamo dalla tua passione per lo strumento e in particolare per la tecnica fingerstyle. Come e quando nasce?

Daniele

Ciao Davide, avevo 8 anni quando decisi di iscrivermi al corso di Chitarra Moderna. La mia passione per la chitarra fingerstyle la devo al mio Maestro Benedetto Conte quando, a soli 10 anni, decise di “torturarmi” facendomi studiare alcuni dei brani di uno dei più grandi chitarristi Fingerstyle al mondo, sto parlando di Tommy Emmanuel. Tu immagina di mettere davanti ad un bambino di quell’età lo spartito di “Tall Fiddler”! Questo per me però fu un grandissimo insegnamento, era una sfida per me ed io la accettai; ciò mi permise, più avanti con l’età, di ritrovarmi a suonare questa tecnica, appunto il fingerstyle, come se fosse qualcosa di totalmente naturale per me e perciò voglio ringraziare il mio Maestro. 

Davide

Da cosa nasce invece il bisogno di comporre la tua musica?

Daniele

Sempre grazie al mio maestro, poiché nel 2012 diede l’opportunità ai noi ragazzini (io avevo 13 o 14 anni) di incidere il nostro primo album con brani del tutto originali. Ecco, secondo me è questa la dote di un grande insegnante, saper tirare fuori da ogni persona, che abbia 10 anni, 40 o 60, qualcosa da raccontare attraverso la musica, il saper esprimere le proprie idee ed emozioni Attraverso uno strumento. Ma il mio bisogno di comporre musica viene anche dal fatto che sono un grandissimo appassionato dai Beatles, ogni volta che ascoltavo un loro pezzo mi dicevo: “Cavolo! Avrei voluto scrivere io questo pezzo!” da qui deriva anche la mia passione per la “melodia”, mi concentro più su di essa che altro. Per il resto ho sempre avuto il bisogno raccontare qualcosa ma senza la parole, lascio che sia la mia chitarra a parlare per me, che siano storie vere o inventate, come ad esempio 2 pezzi del mio disco: la prima traccia “Danny’s Blues” (un racconto autobiografico” o Donkey’s Life la storia della vita di un asino). 

Davide

Qual è il tema sviluppato in “Past, present and let’s hope”, sia esso tecnico o più generale? C’è un tuo peculiare punto di vista sulla chitarra fingerstyle?

Daniele

Il tema sviluppato in “Past, Present and Let’s Hope” è la voglia di tornare alla semplicità, al folk, la musica delle radici. Quest’album racconta un po’ di me e del mio percorso chitarristico, “Passato” perché contiene brani che ho scritto tra i 13 e 16 anni, “Presente” poiché contiene brani che ho scritto recentemente e “Speriamo” perché insomma, speriamo che questa storia continui… 

Io definisco la musica di noi musicisti fingerstyle, “Musica automunita” poiché bisogna vedere la chitarra acustica come se fosse un orchestra, io contemporaneamente posso suonare basso, percussioni e chitarra. Per quanto riguarda la tecnica, dal mio punto di vista ormai esistono vari modi di suonare questo genere, io mi concentro più sul punto di vista Melodico. 

Davide

Perché una tua interpretazione di “Dune Buggy/Grau Grau” dei fratelli De Angelis?

Daniele

Io sono un grandissimo appassionato dei film di “Bud Spencer & Terence Hill”, cercavo un brano conosciuto da riarrangiare e da inserire nel mio disco e mi sono detto: “Ma come posso non omaggiare i miei due attori preferiti?”. All’inizio l’idea principale era di fare un Medley di “Lo chiamavano Trinità/Banana Joe”, il problema è che già lo avevano fatto in molti, così ho pensato di omaggiare i miei due film preferiti “Altrimenti ci Arrabbiamo e Io sto con gli Ippopotami” appunto “Dune Buggy/Grau Grau” e poi diciamocelo, è in perfetta linea con lo stile del disco! 

Davide

Perché le chitarre Richwood? 

Daniele

3 anni fa ebbi l’occasione di provare una di queste chitarre, in particolare la “A70EVA”, mi sono detto che un giorno avrei dovuto assolutamente comprarne una! Era perfetta! Era tutto ciò che chiedevo da una chitarra acustica. Un anno fa mi trovavo presso Città della Musica, un grande negozio di strumenti musicali a Sambuceto (CH), davanti a me era appesa appunto questa Richwood A70EVA, così chiesi al commesso se la potevo provare, me ne innamorai per la seconda volta. Ad un certo punto mi chiesero se volessi realizzare un video per questa marca di chitarre, ovviamente non potevo rifiutare, qualche giorno dopo mi ritrovo Endorser della marca di chitarre Richwood, grazie a Valmusic e Città della musica. Per quanto riguarda dal punto di vista tecnico, i legni sono di prima classe, design da paura, qualità prezzo eccellente ed un suono da paura. 

Davide

Cosa prima di tutto cerchi di insegnare nelle vesti di docente?

Daniele

La prima cosa è cercare di far innamorare l’allievo allo strumento, fargli capire che studiare non dev’essere un momento noioso della giornata ma un vero e proprio momento di passione per ciò che si sta facendo e che si farà. 

Davide

Passato, presente e speriamo… Tu cosa speri in particolare per il futuro?

Daniele

Ciò che spero per me è di diventare uno dei grandi della chitarra Fingerstyle, è un progetto a cui credo fortemente da quando ero piccolo e voglio arrivare molto lontano, voglio arrivare al punto di equiparare la musica strumentale per chitarra acustica ad un normale progetto Band, voglio fare grandi cose, ho lottato tanto per questo nella mia vita e tutt’ora sto continuando, voglio che la mia musica arrivi oltreoceano e suonare dappertutto. Poi spero di diventare ricco e famoso ahahahah. 

Davide

Cosa seguirà?

Daniele

Intanto inizia la promozione dell’album curata dalla mia etichetta Music Force, poi seguiranno concerti e presentazioni che terrò in vari teatri, librerie e locali sul territorio e non. Piano piano aggiorno le date sul mio profilo Facebook: “Daniele Mammarella Fingerstyle Guitar” o su Instagram: “Daniele Mammarella Fingerstyle”. 

Con sincerità, sono un po’ arrabbiato con me stesso poiché, quando “Past, Present and Let’s Hope” era ormai in stampa, la mia testa mi ha portato a comporre nel giro di poco tempo pezzi nuovi che sarebbero stati benissimo sul disco, però almeno mi ritrovo con la consapevolezza che ho già quasi finito di scrivere il secondo ahahah, quindi seguirà un secondo album. 

Davide

Grazie e à suivre…

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