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2006
21
Ott

Il segreto delle fragole

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«Le poesie che ho vissuto tacendo sul tuo corpo/ mi chiederanno la loro voce un giorno, quando andrai» (G. Ritsos, Parola carnale, IV).

Le parole accompagnano i mesi come giovani danzatori conducono le proprie ballerine al centro della sala affinchè ognuno dei presenti possa scorgerne grazia, bellezza, sensualità: poesia e tempo fusi nella reciproca indefinibilità, stagioni segnate da immagini che il verso talora lascia riaffiorare e, tal'altra, plasma per evocare nuove e arcane sensazioni. Questo è, in sintesi, Il Segreto delle Fragole, a cura di Stefani Crema e Salvatore Contessini, pubblicato dalla casa editrice LietoColle, da sempre profondamente attenta alla sperimentazione poetica, alle nuove frontiere della versificazione e, di conseguenza, abitualmente alla ricerca di nuovi talenti.
Il diario-antologia in questione è infatti l'espressione della partecipazione di una schiera di debuttanti' nel mondo della poesia, accompagnata da alcune autorevolissime voci certamente note ai frequentatori del mondo poetico ma anche ai lettori occasionali.
Ho parlato di diario: infatti la struttura del volume è studiata in modo da permettere la consultazione (nonché l'utilizzo) del calendario che scandisce le fragole' mensili. Struttura efficace a facilitare un rapporto realmente personale tra il lettore e il testo: come se il tempo poetico e il tempo individuale potessero coincidere secondo una sorta di canone della singolarità', come se ogni verso contenesse un frammento da estrarre e percepire sulla base della propria esperienza.
Idea interessante, manifestazione di una fecondità creativa, di una passione crescente per la poesia come veicolo di comunicazione e forma d'arte allo stesso tempo: operazione che unisce sensibilità e intelletto, che apre uno squarcio sulla poesia come luogo di esercizio del talento alla scrittura all'interno di un mercato editoriale che affronta talora con difficoltà terre inesplorate'.
Il posto delle fragole' è dunque il luogo della singolarità, l'anima individuale alle prese con la vita, con un codice da decifrare per scoprire insenature, valli, grotte, giorni di sole e folate di vento, nuvole cariche di pioggia e cime imbiancate di neve.
Stili diversi non a confronto ma in continuità, alla ricerca - oserei - delle nuove possibilità espressive della poesia, umanamente prima ancora che culturalmente.
Lettura consigliata anche a chi volesse conoscere LietoColle e scoprire nuovi volti poetici che torneranno a far parlare di sé.

 
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:: Ilaria Dazzi
È nata a Montecchio Emilia (RE) nel 1980, ma risiede da sempre in provincia di Parma. Laureata in lettere classiche presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia del Teatro e dello Spettacolo dedicata alle riscritture del mito di Antigone, è attualmente dottoranda in discipline teatrali e cinematografiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Collabora con alcuni siti internet dedicati a letteratura e teatro, con un’agenzia letteraria e con un mensile locale. Da sempre interessata all’universo della scrittura e all’editoria, si è recentemente qualificata al primo posto nel concorso Storie a Mezzogiorno (sezione narrativa). Autrice della post-fazione al libro di Fortuna Della Porta IO CONFESSO, sta attendendo l’uscita del suo primo racconto nell’antologia dal titolo Piccole Storie, edizioni La Chiave.
 
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