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2006
24
Set

Amazzoni - Vanna De Angelis

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Letto oggi, 18/07/2006, in Ceglie Messapica (BR)

 

Ad Ilaria Dazzi, studiosa del Mito

 

Alla Piemme come casa editrice dedita ad una saggistica di divulgazione e, contemporaneamente, non priva di forte tensione emotiva, che la avvicina all'aneddotica, sono abituata da tempo. Mi piace questo scorrere del linguaggio, questo trasformare la nozione in un raccontare – la storia soprattutto – nei dati raccolti con "minuzia" ed analizzati con spirito conoscitivo adolescenziale; che non toglie, anzi consegna ai fatti, integro l'alone di mistero, e li obera di domande semplici multiple infinite.

 

Certo è anche che l'argomento base, la tematica, deve avere già (contenere) il forte dubbio, l'invalicabile evento, le plurime interpretazioni. Soltanto così l'autore può saltare d'ipotesi in ipotesi ed, opinionando, consegnare al lettore un lavoro in struttura finito ed in sostanza conoscitiva aperto.

L'argomento base di questo saggio, sciolto dai dettami accademici, è, naturalmente, di quelli aperti, mai risolti, sospesi tra mito e realtà; eternamente stimolanti.

 

Le Amazzoni non possono non assidersi nell'Olimpo dei misteri più profondi della comunità umana. Sono apotema e memoria, passato e presente, storia-mito. Comunque, argomento scottante, antropologicamente sconcertante, come nascita/morte, amore/violenza.

Le Amazzoni; che siano esistite o meno – ma si è tentati di credere fortemente nella loro storia mistificata – sono citate descritte analizzate attraverso la mitologia che si confonde nella storia, la storia scritta dal maschio patriarcale che tende a creare quella mitologia denigratoria.

Morte amore omosessualità lotta degli opposti: tutta la normalità dell'umanità posta in discussione; la struttura sociale che diventa pigiama per il sopore di scomode credenze "rivoluzionarie", soppiantate, "morfinizzate" da costrutti ordinatori-postegemoni, pangemonie maschili su corpi ed azioni volte a Cibele, dea madre, utero ancestrale, gola di potenza ridotta a subordinata, e vinta infine.

 

Al saggio manca l'amazzone contemporanea, e troppo, in esso, si confonde tra amazzonismo e matriarcati, pur professandone le formali differenze. Ma da esso [saggio] si esce diverse, con alcune conoscenze semplici, dimenticate e finalmente "summatizzate".

La donna-amazzone spesso dal mito scritto dall'artista-centauro (anche se meno eponimo di lei) esce svilita, mutata: non sapremo mai quanto.

Lo sforzo compositio di risistemazione ed attualizzazione della De Angelis è quasi vano, come tutto ciò che riguarda la vita al femminile, dall'antichità sino ad oggi; ma si percepisce il flusso di una ricerca del vero. Trattenuto, però, al guinzaglio da una storia pre-orwelliana, che è riuscita a dare all'uomo tutto il potere del quale ha potuto appropriarsi, compresi matrimonio-discendenza.

In quest'ottica, la matrilinearità, sviluppatasi come unica zona-cuscinetto tra il maschile ed il femminile arcaici, è il punto d'attracco della libertà femminile e la completa sottomissione del sesso forte (il femminile) al debole (il maschile) con un titale capovolgimento nella detenzione del governo del mondo. Il sesso forte diventerà – irrimediabilmente? – il maschile.

 

Le suggestioni le verità le misificazioni (i para-miti) i riti, e la storia, imprigionati in tutto questo, sono argomentazioni da ricerche dell'autrice.

Le molte domande rimangono sospese nel vuoto. O racchiuse in quello che si richiama come uovo-primordiale. Le sue, però, sono espressamente riportate. Le mie si ridurranno ad unità: se le amazzoni sono, come pare, esistite (o almeno questo piace "far" credere), In diverse epoche, in paesi e latitudini differenti (pag. 215), perché hanno permesso all'uomo di conquistare tutte le epoche, i paesi e le latitudini; compresa la loro più stretta libertà?

 

Un libro in più (che non fa mai male) per discutere di noi, della nostra storia assente e delle infinite nostre diversità e complessità, capaci di abbandonare peltra, sistro e cornetta per i soliti davvero troppo "banali" eros e thanatos.

Viva l'amore e la vita, all'ade penseremo dopo.

 

 

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE.

Vanna De Angelis è geologa, saggista, romanziera italiana.

Vanna De Angelis "Amazzoni. Mito e storia delle donne guerriere", Edizioni Piemme s.p.a., Casale Monferrato (Alessandria), 1998.
 
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:: Monica Cito
Monica Cito è nata a Telese Terme (BN) nel 1972. Risiede a Ceglie Messapica (BR). Laureatasi in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bari, ha conseguito l’abilitazione all’avvocatura. Membro del direttivo della sezione “Pinuccio Tatarella” di Alleanza Nazionale a Ceglie Messapica, ivi riveste la qualifica di Responsabile Cultura. Ha pubblicato il romanzo “Venere, io t’amerò” per i tipi della Giulio Perrone editore (Roma, 2005). Sue liriche sono presenti in qualificate antologie. Due e-books (l’antologia poetica “Dea della caccia” e la sua tesi di laurea “Le condotte pedofile”) sono pubblicati su: www.kultvirtualpress.com e scaricabili gratuitamente dall’apposita sezione. Ha prefato sillogi poetiche e romanzi. Collabora come critica letteraria alla rivista “Il Cavallo di Cavalcanti” (Azimut Editore, Roma), nonché su varie riviste on line (www.transfinito.net, www.kultunderground.org e www.kultvirtualpress.com ; www.lucidamente.com ) e cartacee (come il trimestrale “Sud-Est”, dove si occupa di editoria indipendente e cura il premio letterario “Storie a Mezzogiorno”). Non si è sottratta ad interventi di critica letteraria anche su giornali “dell’opposizione”. Suoi interventi di saggistica giuridica si trovano su www.diritto.it
 
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