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2011
7
Set

Educare il bambino con disabilità - Luisa Coduri

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Vol.1
Sviluppo cognitivo e apprendimento scolastico
 
Educare il bambino con disabilità si presenta come un manuale di pedagogia e didattica speciale. Esso vuole essere uno strumento rivolto non tanto alla formazione universitaria, quanto piuttosto un sussidio per operatori, insegnanti, genitori che si interrogano quotidianamente nel loro percorso di vita su come aiutare al meglio i bambini che presentano disabilità cognitive o di altro tipo per un pieno inserimento nel mondo della scuola.
Usando la metafora del viaggio e dell'agenzia di viaggio che deve organizzare un percorso per un gruppo di turisti, tra i quali sono presenti anche persone che non hanno le stesse capacità motorie degli altri, l'autrice presenta il lavoro didattico con gli alunni con bisogni educativi speciali come il tentativo di agevolare un itinerario che, lontano da essere uguale per tutti, deve comunque condurre tutti alla stessa meta; non si tratta, come presenta in modo molto acuto l'autrice, né del "cambiare ad ogni costo", investendo energie eccessive per compensare le aree che presentano menomazioni rispetto a quello degli altri alunni (e qui verrebbero in mente tutti quegli inutili sforzi di pianificare obiettivi didattici esagerati e inutili in caso di ritardi mentali molto gravi), né di "lasciare vivere"", cioè adeguarsi a un livello minimo di adattamento su semplici consegne che soddisfino le poche pretese e le poche aspettative di tutti nei confronti di chi presenta un certo tipo di disabilità. Si tratta piuttosto di un atteggiamento educativo che, intraprendendo un percorso specifico di conoscenza del singolo alunno, formulando mete generali e obiettivi intermedi specifici, scegliendo risorse e materiali adatti, abbia come scopo il raggiungimento di una situazione di normalizzazione quanto più adatta possibile.
In questo senso la "normalità", nell'intenzioni dell'autrice,  consiste nel raggiungimento della felicità adatta a me, cioè quella felicità che io come singolo, con le mie capacità, ma anche con i miei limiti, posso raggiungere insieme agli altri. Non  si tratta di una "normalità" uguale a quella degli altri, ma il mio modo di essere felice, di raggiungere quegli obiettivi specifici di apprendimento che io posso raggiungere  e che mi consentono di vivere in questo senso una vita "normale".
All'interno di queste idee di fondo, l'autrice sviluppa un testo molto concreto, che offre spunti e riflessioni pratiche su cosa voglia dire concretamente formulare un progetto educativo individualizzato per alunni in situazioni di disabilità. Lo stile di scrittura è semplice e fruibile anche da coloro che non abbiano studi specialistici; i concetti espressi, le metafore prese dalla vita concreta, il continuo riferimento a casi realistici, presentati al termine di ogni capitolo in modo evidenziato e comunque presenti in modo costante in ogni pagina del libro, rendono questo volume della Erickson un manuale adatto a un vasto pubblico. La stessa autrice, Luisa Coduri, pedagogista e psicologa, fa spesso riferimento alla sua esperienza di formatrice con bambini con bisogni speciali, ma anche come formatrice di insegnanti, dando molti suggerimenti per la stesura di programmi scolastici che favoriscano il benessere e l'integrazione dei ragazzi che presentano maggiori difficoltà.
Il libro è diviso in dieci capitoli: dopo il primo che presenta le caratteristiche dei bambini disabili e del loro modo di ragionare, di relazionarsi, di essere attenti e motivati all'apprendimento, il testo sviluppa tutta una serie di riflessioni che riguardano la costruzione di un progetto educativo adeguato che sia adatto ai bisogni speciali che i ragazzi presentano. Questo primo volume della collana sviluppa soprattutto i riferimenti all'area cognitiva, cioè a quell'area che attiene all'ambito del sapere e del saper fare (lasciando ad ulteriori volumi ambiti altrettanto importanti come l'educazione emotiva, affettiva e relazionale); la prospettiva è quella di presentare i ragazzi con difficoltà cognitiva  come ragazzi che presentano non tanto un modo di ragionare sbagliato, quanto piuttosto un modo di pensare diverso, rispetto a quello logico- razionale su cui si basa una buona parte degli apprendimenti; in questo senso l'educatore può partire da esperienze che stimolino il pensiero intuitivo, la capacità di fare collegamenti, l'attenzione alle cose e ai fatti, piuttosto che alle semplici idee e concetti astratti.
Il capitolo 8 e il capitolo 9 presentano due storie di vita, che lasciano intravedere buone prassi di didattica speciale: si tratta della storia di Dario, in ambiente pre-scolare, e quella di Angelo, nella scuola primaria.
L'attenzione all'alunno nella sua singolarità e nella sua esperienza concreta, da cui emergono suggerimenti pratici su come impostare il lavoro scolastico, si evince non solo da questi due capitoli, ma anche dalla scelta narrativa, fatta dall'autrice, di chiamare i bambini con bisogni educativi speciali raggruppandoli sempre sotto il nome generale e fittizio di Andrea. Il manuale quindi adotta uno stile  estremamente colloquiale nei confronti del lettore: il ragazzo con problemi cognitivi diventa una persona concreta, un bimbo con un nome specifico da aiutare nel suo percorso di vita e nei suoi progressi scolastici.
L'ultimo capitolo chiude con una griglia di domande che facilitano l'insegnante e l'operatore nella prima fase di conoscenza dell'alunno; sappiamo bene come la raccolta di informazioni sia fondamentale per l'impostazione di un corretto piano individualizzato, a cui sono chiamati a collaborare, secondo anche le  più recenti indicazioni del MIUR, anche famigliari e operatori del mondo extra-scolastico, proprio per questa necessità di avere un quadro il più possibile concreto del ragazzo.
In conclusione, il libro della Coduri si presenta come un testo originale per avere un manuale di didattica speciale scritto in modo estremamente fruibile anche da un pubblico più vasto di quello degli specialisti e degli addetti ai lavori; insegnanti, operatori e genitori potranno trovare nei numerosi suggerimenti rivolti al lavoro quotidiano stimoli e consigli preziosi per aiutare Andrea, cioè la persona concreta che, con i suoi bisogni speciali, le sue caratteristiche uniche e irripetibili, i suoi limiti, ma anche le sue potenzialità, si presenta nel nostro lavoro educativo quotidiano.
 
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:: Luca Giorgini

Luca Giorgini lavora come educatore in ambito scolastico e territoriale con ragazzi della scuola secondaria di primo e secondo grado. Nel suo percorso formativo ha conseguito la laurea Specialistica in “Antropologia Culturale ed Etnologia”, il Baccellierato in Teologia e ha frequentato un corso annuale di “Handicap e Svantaggio nell’apprendimento”. Ama il suo lavoro, leggere e fare due chiacchiere con gli amici.


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