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Cento per cento – Sacha Naspini

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“Sonodi quelli che sono nati nella miseria che ti spezza le ossa e che ti manda aletto senza cena” dice Dino Carrisi rivolto alla telecamera. L’ex campione delmondo di pugilato ha ormai superato la metà dell’intervista televisiva che,dopo venti anni di carcere e dieci anni di isolamento autoimposto, porterà ilsuo viso e la sua voce agli sportivi di tutto il mondo.
L’occasioneè di quelle da non farsi scappare. Con un linguaggio schietto e privo dimediazione, Dino parla della sua vita, dalle botte che il padre gli rifilava aogni occasione alle notti passate a prendere a pugni il muro per cercare didimenticare la fame, dalla scoperta della boxe ai combattimenti clandestini, dalrapporto con il suo allenatore a quello con la moglie. E poi la via delsuccesso che gli si apre davanti, preludio di un’ascesa che, quasiinevitabilmente, si trasformerà in tragedia e in decadenza.
“Cisentivo battere il cuore, in cima alle mani. Sapete, da piccolo ero convintoche la gente il cuore ce lo avesse lì, nei pugni”. Sembra essere questo ilcredo di Carrisi, una vecchia gloria che il pubblico non ha dimenticato e chesarà disposto ad ascoltare mentre si toglie dalle scarpe molti dei sassolinicon cui, da anni, si è costretto a convivere.
“Centoper cento” di Sacha Naspini (Perdisa Pop 2011 – Collana Arrembaggi) è ilrisultato, o meglio il resoconto, di quella confessione. Nella copertina dellanuova edizione di questo romanzo breve sopravvive l’indicazione “documentointegrale”, ripresa poche pagine più tardi nell’avviso “adattato e trasmesso inesclusiva mondiale il 7 aprile 2003”, che sembra mettere in guardia il lettoresul contenuto del volume: non un’opera nata dalla fantasia di un ottimo autore maun documento giornalistico che affonda le sue radici nella realtà.
Questaaspettativa ingenerata ancor prima che la lettura abbia inizio trovacorrispondenza nel contenuto del romanzo: la caratterizzazione di Dino Carrisi,costretto a parlare “come se  avesse una patata in bocca” a causa di unamenomazione riportata in un incontro, nonché gli aneddoti che costellano la suavita e le espressioni a cui ricorre tra una sigaretta e un sorso di grappa,sono assolutamente realistici. Naspini dimostra una grande abilità neltrasformare il verosimile in (letterariamente) vero, due aspetti che in “Centoper cento” sono legati da un’evidente coerenza e che finiscono per confondersiin un’azzeccata costruzione del personaggio, vero fulcro della narrazione.
Definire”Cento per cento” un piccolo gioiello non è per nulla esagerato. La sua sintesie l’assenza di fronzoli sono due ulteriori elementi che contribuiscono a trarredalla lettura un giudizio nettamente positivo. Esse consentono infatti allettore di assaporare la storia con maggiore intensità, tutta d’un fiato, finoal colpo di scena finale svelato nell’ultima riga del testo, quando la storiadi Carrisi, un pugile “al cento per cento. Non al settanta. O al novantanove.Al cento per cento, signori miei”, infligge l’ultimo scossone al lettore,quello da knock out, lasciandolo letteralmente al tappeto.
 
Centoper cento – Sacha Naspini
PerdisaPop 2011
ISBN978 88 8372 538 8
€9,00 – pag. 112
Sitodell’autore: http://www.sachanaspini.eu
Sitodell’editore:  http://www.gruppoperdisaeditore.it

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