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Intervista con Sabrina Schiralli

7 min read
INNAMORATA
2019
 
 
Disco d’esordio autoprodotto della cantante e musicista Sabrina Schiralli, laureata in pianoforte e oboe al Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari e che, oltre ad essere concertista molto attiva in Italia e all’estero, è insegnante di musica nel pubblico e Direttrice de La Dimora dell’Arte Accademia di Formazione Artistica. Oltre a Sabrina Schiralli, al pianoforte e all’oboe, nel disco suonano Gennaro Di Gennaro alle chitarre e Claudio Gala alla batteria.
 
Mi sono innamorata di te (L. Tenco)
Besame mucho (C. Velasquez)
E la luna bussò (M. Lavezzi, D. Pace, O. Avogadro)
Imagine (J. Lennon)
Estate (B. Martino)
Va bene, va bene così (V. Rossi)
Via con me (P. Conte)
Respiro (F. Simone)
Guarda che luna (W. Malgoni)
Io torno qui (S. Schiralli)
 
Intervista
 
Davide
Ciao Sabrina. Visto il tuo percorso conservatoristico con l’oboe presumo tu abbia innanzi tutto una formazione classica. Qual è il tuo repertorio più peculiare come concertista e quali i compositori più amati?
 
Sabrina
Si, mi sono laureata in pianoforte e in oboe col massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Bari. Adoro Chopin, lo considero il mio Dio. Ma suono anche volentieri altri compositori come Beethoven e Mussorgskji. Ho suonato in molti concerti classici Quadri di un’esposizione di Mussorgskji, un brano di particolare difficoltà e molto vicino al mio modo di essere. Sono diversi anni che suono solamente repertorio soft pop.
 
Davide
Com’è avvenuto il tuo incontro con la musica e come è arrivato anche il canto?
 
Sabrina
La mia passione per la musica è nata da bambina.
Ricordo che a sette anni mi chiudevo in camera e cantavo Celine Dion ed Eros Ramazzotti. A dieci anni ai matrimoni di parenti e amici cantavo “Ti lascerò” di Fausto Leali e Anna Oxa, il mio cavallo di battaglia di allora! I miei genitori mi hanno sempre appoggiata in questo percorso, così decisero di iscrivermi ad una scuola di musica.
La passione per il pianoforte è nata perché mio papà desiderava tanto avere un pianoforte a casa, allora mia madre gli chiese: “ma chi suonerà questo piano?” E così, oltre al canto, mi iscrissero anche ad un corso di pianoforte.
Suonare l’oboe è stata, invece, una scelta più lavorativa. Volevo lavorare anche in orchestra. Ho iniziato a 14 anni, durante il mio percorso di studi in conservatorio, quando sono rimasta scioccata ascoltando quel suono così dolce e raffinato.
 
Davide
Perché hai scelto di esordire con un repertorio pop e cantautorale molto noto di canzoni italiane (a parte Imagine e Besame Mucho) che si snoda per altro in un arco di tempo che va dagli anni ’50 agli anni ’80?
 
Sabrina
Perchè sono brani che sento particolarmente miei che ho eseguito live in moltissimi concerti sia in Italia che all’Estero con degli arrangiamenti che uniscono le mie due anime: classica e pop. Desideravo che tutti potessero ascoltare ciò che mi emoziona.
 
Davide
Com’è avvenuta la scelta di questi precisi brani, seguendo quali tuoi personali parametri e per tracciare quale tipo di percorso in particolare? E perché racchiuderli sotto il titolo di “Innamorata”?
 
Sabrina
Sono innamorata dell’Arte, della Musica, della Natura e della Vita. Questi sono i miei “credo”. L’amore è il motore del mondo, è la frase che ho inserito nel booklet e lo penso davvero. Tutti abbiamo bisogno di dare e ricevere amore. Il tema dell’amore unisce tutti i brani contenuti in questo album e li ho scelti perchè più adatti alle mie peculiarità vocali e musicali.
 
Davide
C’è molta eleganza negli arrangiamenti del tuo disco e nel tuo canto. Qual è il tuo approccio alla rilettura di un brano altrui?
 
Sabrina
Il mio approccio è sicuramente di tipo classico. Poi si aggiunge quello pop. Immagino ogni brano vestito su di me, come un abito cucito addosso da un sarto. Ed ecco che avviene la fusione tra i due generi ed un modo personale di rileggere i brani.
 
Davide
E infine una tua composizione, “Torno qui”. Perché soltanto una e perché per ultima dopo le nove di altri autori?
 
Sabrina
Perchè come primo album ho voluto concentrare l’attenzione sulla mia figura di interprete, in seguito produrrò sicuramente un lavoro tutto inedito. Non mi sono mai considerata una gran compositrice, ma sono felicissima del successo che sta ottenendo il mio lavoro inedito, questo mi dà gran forza e sicurezza per comporre nuova musica per il prossimo album. La traccia è inserita per ultima perché la considero una conclusione del lavoro, un punto di arrivo, un regalo di cuore a tutti coloro che ascolteranno questo mio primo lavoro.
 
Davide
Da esecutrice  e interprete, come sei arrivata al desiderio di comporre qualcosa di tuo?
 
Sabrina
Volevo trasmettere ciò che avevo nella mia anima, volevo dire qualcosa… e così, per caso, ho iniziato a comporre.
 
Davide
Due parole su Gennaro Di Gennaro e Claudio Gala o su chiunque altro t’abbia aiutato a realizzare questo tuo debutto?
 
Sabrina
Il M° Gennaro Di Gennaro che ha registrato le chitarre, è laureato presso il Conservatorio di Bari ed è docente in diverse accademie e scuole di musica private. Il M° Claudio Gala ha registrato la batteria, si è laureato in batteria in Scozia ed è insegnante in diverse realtà pugliesi.
Sono entrambi docenti dell’accademia di formazione artistica che dirigo: La Dimora dell’Arte di Modugno (BA).
Li ringrazio per la loro pazienza, per avermi supportata e sopportata!
Ho dedicato questo disco a mia madre, sempre dolce e presente, la mia roccia, a mio padre, scomparso sette anni fa, mi chiamava l’Artista e adesso sarebbe sicuramente fiero di me e alla mia migliore amica Carmela Panebianco, una donna lottatrice.
 
Davide
Come insegnante di musica, cosa pensi dell’insegnamento musicale in Italia?
 
Sabrina
Penso che l’insegnamento musicale dovrebbe essere una disciplina fondamentale nella crescita dei bambini e dei ragazzi. Invece, ahimè, in Italia questo non accade. Di fatti nelle scuole elementari non esiste nemmeno una figura specializzata in musica e spesso i dirigenti scolastici sono costretti a contattare degli esperti esterni per poter offrire un’offerta formativa completa ai propri alunni. Credo che questo sia una grossa lacuna italiana.
 
Davide
Ho letto che sei anche pittrice e ho visto qualche tuo bel quadro. Com’è nata questa tua altra passione? Secondo Kandinsky, musicista che infine si dedicò alla sola pittura, nella quale infuse tuttavia la sua passione musicale, “Il colore è un mezzo per esercitare un influsso diretto sull’Anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’Anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che con questo o quel tasto porta l’anima a vibrare”. Come si completano queste tue due attività, la musica e la pittura?
 
Sabrina
Dico spesso che sono nata dipingendo… è una passione nata ancor prima di iniziare a cantare e suonare. A tre anni ricordo che disegnavo continuamente a casa della nonna, poi a sei anni mia madre mi fece trovare sotto l’albero di Natale la prima tavolozza e i primi colori ad olio e pennelli. Ricordo benissimo quel giorno, ero felicissima di poter finalmente coronare il sogno di poter dipingere!
In realtà ho sempre dipinto per me stessa, non ho mai avuto grandi aspettative, ritengo che sia un hobby e una passione che mi permette di liberarmi. Invece poi sono arrivate le prime mostre collettive, poi le personali. Prima in Puglia, poi in tutta Italia. Ho studiato in bottega per qualche tempo col maestro Besnik Sopoti, ma ho smesso ben presto, non appena apprese le basi in quanto mi sentivo costretta e ingabbiata in congetture didattiche, per me la pittura invece è soltanto libertà di espressione e massima creatività senza limite tecnico. Kandinsky aveva perfettamente ragione e mentre dipingo ho sempre in sottofondo la musica. Si completano e mi fanno vivere in un’altra dimensione.
 
Davide
Parafrasando Van Gogh sogni prima i tuoi dipinti e la tua musica o dipingi e suoni prima i tuoi sogni?
 
Sabrina
La notte per me è ispiratrice. Sono una grande sognatrice per cui sogno prima i dipinti e la musica.
 
Davide
Definire il “bello” è facile: è ciò che fa disperare, scrisse Paul Valéry. Cos’è per te la bellezza, cosa il “bello musicale” o “artistico” più in generale. Può esserci poi bellezza senza contraddizioni e contrari?
 
Sabrina
Ritengo di essere una privilegiata a vivere di Arte e nell’Arte e lo auguro a tutti. Questo perché l’Arte è assolutamente bellezza, è disciplina che eleva l’animo umano e che rende ipersensibili. La bellezza è essere ipersensibili, vedere ciò che gli altri non vedono. Sono del segno della bilancia, dunque, sono un’esteta. E amare il bello è nella mia indole.
Può esistere il bello oggettivo, ma è mera superficialità.
 
Davide
Cosa seguirà?
 
Sabrina
Un videoclip dell’inedito Torno qui e prossimi concerti, per restare in aggiornamento seguitemi sui social. Grazie.
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
 
 
 
 

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