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2019
11
Set

Intervista con Innerload

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Gli INNERLOAD sono una Heavy Metal band veneziana attiva sin dal 2009. "La nostra proposta musicale - scrivono di loro stessi - è un Metal classico e diretto, con sonorità cariche di energia e soluzioni melodiche. In questi anni (2011) abbiamo pubblicato un CD "React", giudicato dalla critica come appartente alla NWOBHM (New Wave of British Heavy Metal, N.d.R.), suonato in molti locali e festival italiani, a volte condividendo il palco con band internazionali. Nel frattempo, abbiamo continuato a scrivere, provare e condividere esperienze che si sono trasformate nelle nuove canzoni racchiuse in "Again".
 
Marco "Cortez" Cortese - Lead vocals
Antonio "Tony" Tavella - Guitars
Alessio "Ale" Novello - Bass and backing vocals
Daniele "Musa" Musaragno - Drums and backing vocals
 
La line-up è stata completata nel 2019 con
Lorenzo “Lory” Giordano - Guitars
 
Tracklist:
The rise of consciousness / Tell me why / 21st Century Rockers / Love ain't justice / The chase / I am the evil / React / The pirates galleon / Together we stand
 
Intervista
Davide
Ciao. "Again" è il vostro secondo capitolo dopo l'esordio con "React" nel 2011? C'è stato altro da allora o perché è passato così tanto tempo per arrivare a questo secondo lavoro?
 
Innerload
Ciao Davide, in effetti è passato molto tempo, ed il motivo principale è che abbiamo dovuto rincorrere diversi cambi di line-up che alla fine hanno rallentato il progetto e quindi anche il rilascio di “Again”.
Ma nel frattempo però abbiamo avuto modo di suonare in diverse occasioni, anche con gruppi di livello internazionale tra cui gli Holy Martir (Italia), i Vulcano (Brasile) e James Rivera degli Helstar e Vicious Rumors (U.S.A.).
Il singolo “The Wizard” è stato incluso in una compilation americana della 272 Records di Los Angeles, ed è stato usato come colonna sonora del book-trailer del libro “Watch me Burn”.
Tra un live a l’altro abbiamo continuato a scrivere i pezzi nuovi, e a rivederli con le influenze dei musicisti che man mano cambiavano, fino ad arrivare nel 2017 a poter registrare l’album.
Nel 2018 abbiamo poi deciso di ripartire avendo finalmente una line-up stabile e all’altezza di quello che riteniamo essere INNERLOAD che per noi è ben oltre un gruppo musicale.
Siamo quindi entrati nel roster della Irukandji Booking Live Promotion, sotto la gestione di Giuliano Zippo e con questo è finalmente tutto tornato a muoversi nel verso giusto con il rilascio dell’album e l’organizzazione della tournee di lancio.
Ad oggi abbiamo già delle date importanti da qui a fine anno, tra cui una data con i Vomitory (gruppo svedese con 8 dischi con la MetalBlade Records) e un release concert con i Crisalide e i Perpetual Fate.
 
Davide
C'è stato un cambiamento nella formazione da "React" ad oggi? "Again" come "let's start again"? Perché ripartire di nuovo?
 
Innerload
Come ti dicevo una delle cose che ha rallentato il rilascio di “Again” è stata proprio la difficoltà a trovare le persone giuste che completassero la band, ed alla fine con l’entrata di Tony prima e di Lorenzo poi abbiamo ritrovato l’energia giusta non solo per supportare l’uscita dell’album e dei live, ma anche per proseguire il progetto.
Quindi, come hai intuito, i titoli dei nostri album riflettono esattamente la nostra storia: di fronte ai problemi, se credi in quello che fai, devi innanzitutto reagire e poi resistere tenacemente per affrontare e superare i problemi. Ed eccoci qui… di nuovo a ricominciare. Vedo che il messaggio è passato molto chiaramente J
Una delle cose più interessanti del nuovo album è che è intriso di contributi e voglia di trasformare le difficoltà in energia, ma soprattutto in energia positiva. E siamo convinti che questo si senta in ogni pezzo dell’album, a prescindere da gusti o preferenze, quello che stiamo vedendo è che sia dal CD che nei live, quello che passa è l’energia che c’è dentro (e che noi chiamiamo inner-load).
 
Davide
Come sono nate queste nuove canzoni e intorno a quale idea primaria?
 
Innerload
In realtà la genesi delle canzoni è molto varia e appunto risente di idee, contributi, riff… di diverso tipo, e la cosa più interessante è stata quella di mettere tutto assieme nel nostro stile. C’è stato anche un passaggio importante da un punto di vista compositivo visto che il primo album era scritto per singola chitarra mentre Again nasce con 2 chitarre che permette delle soluzioni diverse, ma richiede maggiore attenzione negli arrangiamenti.
Per noi è stato un lavoro molto interessante perché ci ha permesso di crescere e maturare anche musicalmente. E’ un po’ come aver fatto un lungo viaggio in paesi diversi dove respiri e assorbi tantissimo, e poi ti trovi a mettere assieme le foto in un album che abbia un senso, che possa raccontare la tua storia e comunicare le emozioni che hai provato. Noi abbiamo cercato di farlo con la musica e dentro a questo album c’è esattamente questo: emozioni, storie, incontri, difficoltà, voglia di reagire, di raccontare e di dire “io sono qui, ancora qui!”.
 
Davide
Cosa sviluppano i testi e che tipo di percorso tracciano da "The rise of consciousness" a "Together we stand"?
 
Innerload
Mi fa molto piacere questa domanda perché in generale nel metal sono un po’ trascurati, o seguono dei filoni “di genere”, mentre per noi sono una parte importante della composizione. Ci hanno spesso associati al NWOBHM quindi ad un genere degli anni 80, ma i testi sono invece sempre la chiave che riporta all’attualità. Sono la voglia di guardare al mondo che ci sta davanti, oggi, con i suoi difetti e bellezze, così come al mondo che abbiamo dentro di emozioni e contraddizioni che appunto cerchiamo con la musica di far uscire.
Quindi “Tell me why” è un pezzo di critica sociale e rivendicazione dell’importanza della nostra Madre Terra, ed è la logica prosecuzione di “Fake Wrold” ed “Eco Criminal” del primo album, e analogamente “React” (che come avrai notato è il titolo di una canzone del nuovo album che fa da “testimone” nella staffetta con l’album precedente) che oltre alla critica si pone il problema di voler reagire e di dire che noi siamo parte di questo mondo e sta anche a noi il compito di cambiarlo.
Abbiamo pezzi più introspettivi come “Love Ain’t Justice” e “I am the Evil” che ad esempio non vogliono parlare del “male” e del “diavolo” come archetipi, ma come elementi che portiamo dentro e che non possiamo nascondere, anzi con cui dobbiamo imparare a convivere. Anche questi sono parte del nostro inner-load, della nostra carica interiore. In qualche modo per noi la musica è un modo proprio per elaborare e comunicare anche questo mondo complesso che ognuno di noi ha dentro.
Anche un pezzo come “Pirates Galleon” che a prima vista segue il tema classico dei pirati che devono partire per imprese gloriose, sfidanti e rischiare la loro vita contro il mare… alla fine è una metafora della nostra vita che si porta dietro sfide, che spesso non possiamo nemmeno scegliere o evitare, e che ogni giorno ci rendono dei combattenti eroici. Che sia attraversare l’oceano, o fare i turni in fabbrica o fare il commesso al supermercato… dobbiamo vincere la nostra lotta quotidiana.
 
Davide
A quali band o rockers vari vi siete da sempre ispirati?
 
Innerload
Come ti dicevo spesso ci accostano al NWOBHM ed in effetti è da li che veniamo… come diciamo noi siamo cresciuti a “pane e Metallica”. I gruppi che più ci hanno ispirato sono probabilmente i Metallica, Iron Maiden, Helloween, Megadeth, Anthrax, Pantera, Disturbed… ma potrei farti una lunga lista, probabilmente perché non è tanto una voglia di farsi ispirare o di imitare, quanto un linguaggio musicale con cui siamo cresciuti e che ora viene fuori da solo.
 
Davide
Prendendo in prestito il titolo di una vostra canzone, cos'è per voi un rocker del ventunesimo secolo e in cosa si differenzia - oppure no - da un rocker del ventesimo?
 
Innerload
Il mondo della musica è profondamente cambiato, così come tutta l’industria musicale, e secondo me siamo passati al “consumo” di musica ed il rock è quello che ne ha forse subito di più le conseguenze, essendo la spontaneità, l’energia, l’essere “diretto” le sue caratteristiche fondanti.
Ma il “metallaro” non è sparito, esiste ancora… è solo nascosto o travestito in modo diverso. Probabilmente si vedono meno ragazzi con il giubbino di jeans e le toppe di tutti i gruppi, o con un vinile sotto il braccio, ma conosco manager in giacca e cravatta, che sotto hanno tatuaggi e in cuffia ascoltano il metal più “cattivo”.
In qualche modo negli ultimi 20 anni il rock è stato un po’ “normalizzato” e mancano i personaggi dirompenti delle origini, ma il “rocker” ha la stessa voglia di reagire, di protestare, di divertirsi con una birra e una chitarra. Probabilmente sembra rimbambito a guardare il suo smartphone, ma in cuffia in realtà sta ascoltando i Metallica o i Testament.
 
Davide
Ozzy Osbourne, al New Zealand Herald nel 2008, disse: "Devo dire che odio questa fottuta espressione heavy metal. Non ha alcuna connotazione musicale." Che significato ha per voi questa espressione prelevata da "La Macchina Morbida" di Burroughs e da quel personaggio che fu Uranian Willy the Heavy Metal Kid?
 
Innerload
In effetti vuol dire tutto e niente, e concordo con Ozzy che non sia particolarmente musicale… mi basta pensarla tradotta in italiano e quasi mi viene da ridere. Probabilmente se chiedi a 10 persone di farti un esempio di cosa intendono per heavy metal… ti diranno 10 cose completamente diverse, perché secondo me è appunto miente più di una ”etichetta”. A me piace riferirmi allo spirito che c’è dietro, ben descritto paradossalmente da una band non “metal” ma che per prima ha usato l’espressione “heavy metal”: gli Steppenwolf in “Born to be wild”, che ne descrive il senso di libertà, di abbraccio del mondo, di voglia di vivere la vita appieno, tirando fuori tutte le nostre energie.
 
Davide
Quali i benefici dell'energia del suono, tanto più se "energico"?
 
Innerload
Il suono è energia! E l’energia conservata non serve a nulla, l’energia serve per muoversi, per comunicare, per accendere una luce,… insomma è la base della vita! E per noi l’energia è quello che abbiamo dentro (il nostro inner-load), le nostre storie ed emozioni, che vogliamo elaborare, trasformare e comunicare, perché solo qui trova un senso. Solo quando esce può essere ricevuto, e la cosa più bella, ritornato. Questo è quello che succede nei live, quando si riesce a trovare il feeling giusto: si crea uno scambio di energia trasportato dalla musica. E questo è quello che vorrebbe essere la nostra musica.
 
Davide
Ci date dei link per approfondire e seguire la vostra attività?
 
Innerload
In generale il punto di riferimento è il nostro sito ufficiale (appena rilasciato completamente nuovo per l’uscita di Again), dove trovate tutte le news, concerti, release, e dove è possibile acquistare i CD ed il merchandising ufficiale: www.innerload.com.
 
E’ anche molto attiva la nostra pagina Facebook cui suggeriamo sempre di fare riferimento.
 
Ecco comunque una lista completa

Website: www.innerload.com Facebook: https://www.facebook.com/INNERLOAD Twitter: https://twitter.com/INNERLOAD Instagram: https://www.instagram.com/innerload Reverbnation: https://www.reverbnation.com/metalinnerload Soundcloud: https://soundcloud.com/innerload Bandcamp: https://innerload.bandcamp.com/releases MySpace: https://myspace.com/innerload 

Davide
Cosa seguirà
 
Innerload
Al momento gli eventi più importanti confermati sono
·        27/09/2019 Innerload come spalla ai Vomitory e Crisalide
·        26/10/2019 Album Release Concert con i Crisalide e Perpetual Fate
 
Ma stiamo lavorando per la tournee di inizio 2020, quindi… stay tuned! 
 
Davide
Grazie e à suivre... 
 
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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