KULT Underground

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Intervista con Ex Novo

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A tre anni di distanza dal debut album “Segnala come spam”, Ex Novo (al secolo Gian Luca Biasini) pubblica il suo nuovo “Pegaso”.
Fra sette tracce inedite e tre rivisitazioni dal precedente album, trova posto anche un personale e interessante remake della canzone “Di fretta” di Fabri Fibra. Il sound che attraversa tutte le canzoni evidenzia, soprattutto nelle ritmiche, il background da batterista punk/hcm Gian Luca, qui ben fuso con melodie e suoni indie/pop contemporanei. Nei testi sono molteplici i riferimenti e le citazioni: da Paolo Sorrentino a Oscar Farinetti, da Fabio Concato a Charles Bukovski, da Marco Travaglio a Matteo Renzi, da Fabri Fibra a Maurizio Crozza e a Cosmo. Ex Novo affronta perlopiù temi di attualità, utilizzando spesso l’ironia come strumento di lettura e interpretazione della realtà, immedesimandosi nei suoi personaggi che fa parlare sempre in prima persona, come ad esempio il politico di turno (Gattophard), l’imprenditore opportunista (La flotta degli Oscar), il polemico leone da tastiera (Napalm 51). Da “Vapori di tè” a “Settembre”, passando da “Domenikea bestiale”, non mancano parentesi più riflessive e attinenti alla sfera privata dell’autore che in questo nuovo album, a differenza del precedente, sceglie di usare unicamente l’italiano come lingua per i suoi testi.
 
Vapori di tè / Vent’anni 2.0 / La flotta degli oscar / Domenikea bestiale / Pegaso / Noia / Gattophard / Di fretta / Napalm 51 / Festa privata / Settembre
 
DeepOut Records
Una precedente intervista
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao e ben tornato sulle pagine di Kult Underground. Intanto, com’è andata al precedente “Segnala come Spam” e cosa è successo nei tre anni trascorsi dal tuo debut album?
 
Gian Luca
Ciao. Dopo qualche mese di promozione al mio precedente album uscito nel 2016 mi sono rimesso subito al lavoro su quello che poi è diventato “Pegaso”. Purtroppo il tempo che posso dedicare alla musica è sempre molto limitato e ci sono voluti quasi 3 anni per registrarlo e pubblicarlo.
 
Davide
Pegaso come il cavallo alato, come la costellazione o come cosa e perché?
 
Gian Luca
Pegaso è un omaggio alla band che più di ogni altra mi ha influenzato fin dalla mia infanzia. Si tratta dei “Pugnalata nella palude”, di cui mio padre è il chitarrista fin dal 1978. Fra i loro pezzi il mio preferito è sempre stato “Pegaso”, il cui testo dovrebbe essere la traduzione italiana di una poesia di Charles Bukowski, anche se su Internet non ho trovato nessun riferimento. L’amore per la musica l’ho ereditato da mio padre, dunque dai “Pugnalata nella palude”, dunque “Pegaso”.
 
Davide
Come riassumeresti i vari temi affrontati nei testi, a fotografare quale particolare momento della tua vita e della nostra contemporaneità?
 
Gian Luca
“Pegaso” non è un concept album, dunque non c’è un filo conduttore che leghi i vari pezzi del disco. L’unico filo conduttore sono io, sia quando scrivo di me stesso, sia quando scrivo d’altro, infatti uso sempre la prima persona singolare, perché ciò di cui parlo è comunque filtrato dai miei occhi. E gli spunti sono vari: scrivo in base a ciò che vedo, a ciò che attira la mia attenzione, a ciò che mi succede.
 
Davide
Chi ha suonato con te in questo lavoro, chi vi ha collaborato?
 
Gian Luca
Il disco è completamente autoprodotto. Ho suonato ogni singolo strumento e ho registrato tutto nel mio piccolo studio casalingo. Poi l’ho fatto mixare e masterizzare al mio produttore Alberto Mantovani (DeepOut Records). Per quanto riguarda invece il lavoro grafico approfitto di questo spazio per ringraziare Alice Piazzi, e infine Lorenzo Bonetti per le foto.
 
Davide
Un lavoro complessivamente veloce, energico, senza rallentamenti… C’è un motivo in particolare o è semplicemente capitato così?
 
Gian Luca
Ho suonato per 10 anni la batteria in diverse band punk/hcm dell’hinterland bolognese, e anche la mia tecnica chitarristica proviene da quel genere musicale. Pur non essendo un album punk, penso che in “Pegaso” si senta chiaramente tutto quello che è il mio background musicale.
 
Davide
Da qualche parte ho letto che in occidente il nero è solitamente considerato negativo, angosciante, pesante, come il colore del lutto e della magia nociva, degli nichilisti… Il vestirsi di nero, oggi cosi di moda, nasconderebbe spesso sentimenti di rifiuto gravidi di fragilità o aggressività, ma anche inconsci squilibri emotivi, bisogno di fuga, di ripiegamento, di protezione. Il color nero assorbe tutti i altri colori, dunque costituisce una barriera contro ogni tipo di vibrazione; in questo senso può offrire una protezione contro le energie negative… Insomma, perché il nero totale della tua copertina?
 
Gian Luca
Mi dispiace deluderti con una risposta così banale, ma la scelta del nero totale della copertina è puramente stilistica, anche se a dire la verità, qualcuno mi ha detto di aver trovato nei testi un filo di negatività che attraversa tutti i pezzi del disco. Chissà…può darsi che nel mio inconscio il nero non fosse semplicemente un colore…
 
Davide
C’è una variegata serie di personaggi pubblici nominati nella presentazione di “Pegaso” a cui ti sei riferito. Cosa hanno avuto in particolare da farti riferire a tutti loro, cosa eventualmente in comune nonostante le differenze?
 
Gian Luca
Come ti dicevo prima non c’è nessun filo conduttore all’interno dell’album. Anche le citazioni sono spontanee e non collegate fra di loro. Ad esempio: “Vapori di tè” l’ho scritta dopo aver visto “Youth” di Sorrentino; “La flotta degli Oscar” dopo aver ascoltato un’intervista di Farinetti a Piazzapulita; “Napalm 51” si riferisce a un personaggio che interpreta Maurizio Crozza. I miei pezzi nascono così, per caso, sulla base di qualcosa che mi incuriosisce e attira la mia attenzione.
 
Davide
Perché una cover di Fabri Fibra?
 
Gian Luca
Premetto che sono un fan di Fabri Fibra da tantissimi anni. Detto questo, avevo un giro di chitarra un pò funky su cui mi sarebbe piaciuto rappare. Così ho preso il testo di un suo vecchio pezzo e ho provato quasi per gioco a cantarlo sopra. Il risultato mi è piaciuto talmente tanto che alla fine ho deciso di tenere il pezzo così, per omaggiare, attraverso un remake, quello che considero uno dei migliori artisti italiani di sempre.
 
Davide
Che cosa deve o dovrebbe cercare di fare una canzone sul piano sociale?
 
Gian Luca
L’importante è la spontaneità con cui si scrive.
 
Davide
Cosa seguirà?
 
Gian Luca
Attualmente sto provando con 2 musicisti (Matteo Bottura al basso e Kostantino Kontogheorgos alla batteria) i pezzi di Pegaso. Vogliamo essere pronti per il prossimo autunno per i live.
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
Gian Luca
Grazie a te Davide.

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