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2019
18
Apr

Intervista con Svanzica

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Gli Svanzica sono nati a Verona nell'estate del 2005, da un'idea di Marco De Bianchi e Luca Modenese (rispettivamente chitarra e voce) con l’intento di proporre una musica del tutto personale ispirandosi comunque a gruppi come Novembre, Klimt 1918 e Opeth. Alla coppia si è aggiunto l'altro chitarrista Fabio Zamboni che ha subito portato una ventata progressive al progetto. Successivamente si è unito alla band anche il batterista Alessandro Merlin, amante del prog anni '70 ma non solo, contribuendo a rendere più originale la proposta. Per ultimo è arrivato il bassista Edoardo Cecco, che dopo una lunga ricerca, ha pienamente soddisfatto le esigenze della band. Nel maggio del 2006 il gruppo ha inciso il suo primo demo dal titolo "Wounds". La band si dedica così per alcuni mesi all'attività live. Nel frattempo comincia anche la stesura dei nuovi pezzi. Nell'estate 2008 entra in studio per registrare l'album di debutto. Il lavoro si intitola "Eos" ed uscirà nei primi mesi del 2009. Al termine delle registrazioni dell'album la band si separa dal chitarrista Fabio Zamboni, che verrà sostituito da Fabio Favalli. La band comincia una serie di sperimentazioni musicali, al fine di affinare il proprio sound. Nel corso degli anni si separa anche dal chitarrista Fabio e dal bassista Edoardo, sostituito da Alessandro Pettene. Con una formazione finalmente stabile, comincia la stesura di nuovi brani, caratterizzati da una linea più semplice e diretta, ma sempre presente l’alternanza di momenti più duri ed estremi con momenti più pacati e riflessivi. Nel 2016 cominciano le registrazioni di quello che sarà il nuovo album “Red Reflections”, che verrà dato alle stampe nell’aprile 2018. Si tratta di un concept album, formato da 10 brani, e dal carattere più maturo e concreto rispetto ai lavori iniziali.
 
Intervista
 
Davide
Ciao. Cominciamo dal nome. Perché la svanzica, la moneta d'argento dell'impero austriaco e, quindi, del lombardo-veneto?
 
Svanzica
Ciao! Cercavamo un nome che suonasse italiano per caratterizzare meglio la nostra provenienza, “Svanzica”suonava bene, meglio di altre idee che avevamo, e da lì la scelta.
 
Davide
Nella vostra biografia sono presenti alcuni avvicendamenti; ripercorriamo l'attuale formazione e gli ospiti presenti in "Red reflections"?
 
Svanzica
Sì, nel corso degli anni abbiamo avuto qualche cambiamento di line-up, normale in quasi 15 anni di attività (anche se chi è stato nel gruppo rimane amico e fan della band tuttora), ora abbiamo una formazione stabile, composta da Marco Luca ed Alessandro (che ci sono fin dall’inizio) ed Alessandro al basso che ormai è con noi da diversi anni. In “Red Reflections” abbiamo anche un ospite internazionale, Michael Kew (A New Tomorrow e Vega) che ci ha regalato il bellissimo assolo in “Distortion”.
 
Davide
Quali sono i temi nei testi di "Red reflections"? Cosa sono i riflessi o i riverberi rossi del titolo?
 
Svanzica
“Red Reflections” è un concept ispirato dal libro “Lontano dal pianeta silenzioso”di Lewis. Parla di fantascienza, di viaggi, di esplorazioni nello spazio (qui i riflessi rossi), ma anche di filosofia e teologia.
 
Davide
In copertina avete messo in rilievo la frase "I feel the new vitality of the skies". Cos'è la nuova vitalità dei cieli?
 
Svanzica
È una frase tratta dal libro, il protagonista si ritrova, contro il suo volere, nello spazio, e scrutando i “cieli” scopre, con suo stupore, che sono pieni di vita e di sentimenti positivi. Questo pensiero lo possiamo riscontrare anche nelle nostre vite di tutti i giorni, rapportandolo alle nostre situazioni.
 
Davide
Tra le vostre prime fonti di ispirazione ci sono alcune band di progressive death metal italiane (Klimt 1918 e Novembre) e gli svedesi Opeth, quindi il lato maggiormente melodico e atmosferico rispetto al versante americano più tecnico. Cosa vuol dire per voi esprimervi attraverso questo genere che alterna o sovrappone melodia a distorsione, impatto aggressivo a livelli di maggiore complessità e varietà compositiva, growl o voce death, gutturale, al canto?
 
Svanzica
Sì i gruppi che citi sono tra i nostri preferiti, e tra le nostre influenze più importanti. Abbiamo gusti molto ampi, ed apprezziamo sia la melodia che i momenti più tesi. Ci viene quindi naturale comporre in entrambe le direzioni, alternare melodia ed emozioni, con momenti più duri. Se non ci fossero queste due componenti, sentiremmo che manca qualcosa nella nostra musica.
 
Davide
Così come è stato censito, perché, secondo voi, c'è un maggior numero di band metal nel nord est d'Italia, soprattutto in Veneto e Lombardia, rispetto a tutto il resto della penisola italiana?
 
Svanzica
Bella domanda, non sapevo di questo dato, ma fa piacere che la nostra zona sia ben frequentata da band e metallari in genere. Effettivamente stiamo vedendo un bel movimento negli ultimi periodi, fatto da ottime band e da locali e persone che si danno un bel da fare per promuovere la scena. Forse proprio questo è un fattore determinante.
 
Davide
Cosa vi aspettate in chi ascolta la vostra musica, cosa vi cercate voi?
 
Svanzica
Speriamo che possa provare delle emozioni, che possa divertirsi e muovere la testa, urlare e cantare, e magari provare certi sentimenti nei pezzi più dolci e melodici. Questo è il nostro obbiettivo, ed è quello che ci succede quando scriviamo i nostri pezzi o li suoniamo dal vivo.
 
Davide
Cosa seguirà?
 
Svanzica
Stiamo portando in giro il nostro “Red Reflections” da ormai un anno e contiamo di promuoverlo ancora per un po’, con live, media, interviste ecc. Stiamo però già scrivendo nuovo materiale per il disco che verrà e siamo contenti del materiale che sta uscendo.
 
Davide
Grazie e à suivre...
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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