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2019
8
Apr

L’ombra del vero - Carla Magnani

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L’ombra del vero racconta la storia di Anastasia, una donna di 42 anni, in piena maturità fisica e intellettuale, che vuol decidere il suo destino con il suicidio, perché non crede di essere in grado di affrontare il dolore che in futuro le si presenterà davanti. Per questo fissa la data esatta in cui finalmente la farà finita, anche se è una donna realizzata, ha un marito e due figlie, un padre che vive alla sua ombra, una sorella quasi alle sue dipendenze e un fratello che si è fatto prete. La protagonista decide il giorno perfetto per mettere in scena un finto incidente automobilistico, costruito così bene da non far capire a nessuno che invece si tratta di un suicidio. L’auto esce di strada in curva, ma il destino ci mette una toppa, o meglio, si mette di mezzo e non permette di compiere il gesto estremo. La macchina esce di strada ma la donna non muore, si ritrova paralizzata in terapia intensiva, non vede ma sente tutto, è in coma ma è perfettamente cosciente. Il romanzo si sviluppa nella stanza della clinica, dove si avvicenda varia umanità: infermieri, familiari, una caposala … c’è chi parla con la degente sperando di farla rianimare, altri dicono cose di diverso tenore, si lasciano andare a considerazioni anche fuori luogo. La donna sente molte cose che sarebbe meglio non sapere, tutto questo aumenta la sua sofferenza, fino a quando non decide di organizzare una sorta di dizionario, ogni parola sentita finisce per evocare un momento della sua vita. L’ombra del vero narra il male di vivere di montaliana memoria, è una lettura a tratti sofferente, da thriller sentimentale, terapeutico, affronta un tema complesso come la paura della morte e il timore della perdita degli affetti. Scritto in prima persona, risulta rapido e avvincente, consente l’immedesimazione totale tra lettore e protagonista, anche se non può contare sul dialogo ma solo sulle considerazioni che la degente ascolta. Il romanzo basa molta della sua forza narrativa sulle efficaci descrizioni della natura che costituiscono una parte importante dell’intera opera, impostata sul tentativo di recuperare ciò che eravamo, in una specie di strano gioco che tenta di risalire ai giorni perduti della nostra infanzia.
 
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:: Gordiano Lupi
Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta (Stampa Alternativa, 2003), La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2003), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005), Cuba particular – Sesso all’Avana (Stampa Alternativa, 2007), Adiós Fidel (A.Car., 2008) e Il mio nome è Che Guevara (Il Foglio, 2008). I suoi lavori più recenti di argomento cubano sono: Nero Tropicale (Terzo Millennio, 2003), Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Orrori tropicali – storie di vudu, santeria e palo mayombe (Il Foglio, 2006), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Avana Killing (Sered, 2008), Mi Cuba (Mediane, 2008) e Fellini - A cinema greatmaster (Mediane, 2009). Cura la versione italiana del blog Generación Y della scrittrice cubana Yoani Sánchez e ha tradotto per Rizzoli il suo primo libro italiano: Cuba libre – Vivere e scrivere all’Avana (2009).
MAIL: lupi@infol.it
WEB:
www.infol.it/lupi
 
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