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2018
8
Ott

Intervista con Paolo Baltaro

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LIVE PILLHEADS
Banksville records
 
Paolo Baltaro, polistrumentista vercellese, ma vive a Londra dal 2014, noto per la sua appartenenza a diversi gruppi fra cui gli Arcansiel, S.A.D.O., the Mhmm, Sorella Maldestra e Sound Wall Project,  dalla sua nuova formazione, ha pubblicato il suo nuovo disco, vinile e cd, con il nuovo gruppo: «The Pillheads».
Paolo Baltaro: vocals, guitar
Simone Morandotti: keyboards
Daniele Mignone: bass
Andrea Beccaro: drums
Andrea Orrù: guitar
 
Sunny days / You'll never die on me / Angel of march / Swimmer in the sand / I don't mind / Brightest moon / Bike / Italian guns / Cole Porter and Frankz's birthday party / Nowhere street part II.
 
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Trailer
 
Intervista
 
Davide
Ciao Paolo e ben ritrovato sulle pagine di Kult Underground. Intanto, chi sono i Pillheads, come nasce questo gruppo e con quali obiettivi artistici?
 
Paolo
Ciao Davide.  Phillheads è il gruppo che ho formato per registrare un disco live, un’idea che ho condiviso con Andrea Beccaro alla batteria, Simone Morandotti alle tastiere, Daniele Mignone al basso e Andrea Orru’ alla chitarra.
 
Davide
Pillheads... Impasticcati...  In che senso?
 
Paolo
Bello vero? È stata un’idea di Phil Strongman, il regista del nostro live. The perfect name.
 
Davide
Cosa è successo tra l'ultimo tuo lavoro “The day after the night before” fino a questa nuova release,  quale percorso stai svolgendo?
 
Paolo
Ho realizzato la colonna sonora del film “La Tempete” di Richi Mastro che mi ha permesso di spezzare un po’ il lavoro. Mi piace molto lavorare per il cinema.
 
Davide
Il disco è stato registrato dal vivo alle Officine Sonore di Vercelli il 2 febbraio scorso. Perché la scelta di un live?
 
Paolo
Volevo fare un “best of” di brani presi da alcuni miei dischi precedenti, solisti, con Sado, Arcansiel e Mhmm.
 
Davide
“Live Pillheads” è dunque anche una sorta di ritorno a casa, alla tua natia Vercelli? Un slogan dei Grandi Magazzini Harrods recitava “Se non lo trovi a Londra forse non esiste!”. Cosa hai trovato e cosa non hai trovato a Londra, che invece altrove esiste?
 
Paolo
A Londra non c’è Officine Sonore! Era il posto ideale per realizzare il progetto, volevo proprio farlo lì.
 
Davide
Tra queste tue/vostre composizioni riappare  “Bike” di Sid Barrett, già presente nel precedente “The day after the night before”. Qual è stato per te il suo lascito artistico? Quali altri artisti porti maggiormente nel cuore?
 
Paolo
Per quanto mi riguarda, il lascito di Barrett è quello di farmi stare bene con quel che ha realizzato, come tutti gli altri che ho nel cuore, che variano di giorno in giorno in felice instabilità. Ultimamente son preso bene per gli AMM, ma di solito non mi innamoro solo dei classici, vado a momenti.
 
Davide
Perché avete dedicato un brano a Cole Porter (Frankz sta per Frank Sinatra?)
 
Paolo
Frankz sta per Frank Zappa, a cui mi sono ispirato per fare questo pezzo. Il testo parla di Cole Porter che viene invitato a casa di Zappa per la festa di un suo compleanno, negli anni settanta. Però Porter era già morto negli anni settanta. Quindi, per poterci andare, deve necessariamente usare una macchina del tempo. Arriva finalmente alla festa, poi lui e Zappa SI appartano e cominciano a bere e a parlare di cose strane, ma poco dopo se va. Anche perchè il catering alla festa faceva schifo e lui aveva una fame nera.
 
Davide
Di cosa trattano i testi delle tue canzoni, quali sono le idee, le aspirazioni, o la visione e l’interpretazione della realtà che vuoi scandagliare o comunicare con essi?
 
Paolo
Parlo di miei viaggi mentali,  cerco punti in comune con il mondo esterno, come lanciare messaggi in bottiglia che talvolta sono io stesso a raccogliere.
 
Davide
“La musica è un tutto” si intitola un libro di Daniel Barenboim. Per Barenboim la musica è un continuo dialogo tra etica ed estetica, il risultato equilibrato di più giuste scelte tra molte possibili. Qual è il tuo dialogo con la musica, in che modo tu e la musica vi attraversate?
 
Paolo
In musica, il contenuto è la forma. Io non ho un dialogo con la musica ma uso la forma per dialogare con terze parti. Pertanto l’equilibrio deve poter convivere con lo squilibrio, ed entrambi devono convivere sullo stesso piano, morale o estetrco. Credo inoltre che la forma (in quanto tale) sia sempre da considerare un “risultato equilibrato” a prescindere, perchè qualsiasi brano rappresenta al meglio se stesso e cosa (o chi) lo ha prodotto. Anche il peggiore dei brani, che proprio perché “il peggiore” diventa interessante. In passato, ho prodotto i dischi e i video di La Magica Aidan proprio in quest’ottica (consiglio un giro su Youtube per chi ancora non l’avesse vista). Tuttavia non credo sia su questo piano che posso darti la risposta. Credo che per me sia più un fatto ormonale. La chimica interna che mi genera. Addicted to Pills. Chi lo sa... Forse, qui ti ho meglio spiegato il perchè di Pillheads.
 
Davide
Tanto più ora che vivi all'estero, cosa pensi dell'Italia (anche musicale) in questo momento non facile della sua storia?
 
Paolo
L’Italia è un bel posto ma la gente dovrebbe smetterla di litigare sempre sul piano ideologico. Mi danno un fastidio atroce.
 
Davide
Cosa seguirà?
 
Paolo
Con i Pillheads si andrà in tour, ci riempiremo di pillole, venite a sentirci, ci divertiamo!
 
Davide
Grazie e à suivre...
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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