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Italia low cost – Filippo Astone e Rossana Lacala

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Aliberti (ReggioEmilia, 2011), pag. 499, euro 19.00

“Il low-cost non è solo un fenomenoeconomico imponente. E’ la parte più visibile del grande cambiamento sociale eculturale in corso in tutto il mondo occidentale”. Questa è la premessa, idealee pratica, che mette in moto il saggio-inchiesta di Filippo Astone, giornalistagià autore dei due indispensabili “Il partito dei padroni. Come Confindustria ela casta economica comandano in Italia” e “Affari di famiglia. Fatti e misfattidella nuova generazione di padroni” e della giornalista Rossana Lacala,giornalista anche lei – ma specializzata in altri argomenti. E ovviamente,l’introduzione dello studio, che è un lavoro diviso in due sezioni omogenee e parallelere(inchiesta vecchio stile / guida pratica alla conoscenza con indirizzi e idee),è titolata “Viaggio in un Paese che tenta di resistere alla crisi”. Perché ilmotivo del libro è chiaro: “raccontare ai lettori il nuovo corso, e fornireloro le conoscenze indispensabili per cavalcarlo”. In pratica, dunque, laseconda parte del tomo non poteva appellarsi che del periodo “il giusto valoredelle cose, ovvero come ottenere gli stessi prodotti e servizi (o addiritturamigliori) spendendo quanto basta (fino alla metà dei prezzi di mercato)”.Dunque un libro, è da ripetere, che si svolge in due percorsi distinti ecomuni. Intanto l’inchiesta che serve a scoprire strategie e retroscena dei”Signori” del low cost, settore che in Italia raggiunge il 5% del Pil e cresce,addirittura, di ben 8 punti percentuali all’anno. Che conduce direttamente neinecessari consigli, più indirizzi reali, tutti utili a migliorare le modalitàstesse del consumo. Si pensi, per esempio, al piccolo passaggio sugli acquistinati da chilometro zero o dai gruppi di acquisto. Quello di Astone e Lacala,dunque, è un discorso etico. Perché indugia su fregature reali e patacchesurreali. Però ugualmente capace di proporre rimedi e porre ulterioriinterrogativi. Il libro racconta un Italia che è fatta, anche, da ricchi eppurenon troppo che si calano nei low-cost e di poveri, troppi, che sono costretti amuoversi eternamente nel mistero dei bassi prezzi, dei prezzi a bassa tensioneo prezzi bassi che siano. Una fetta di popolazione, quella che è obbligata, sealmeno vuole permettersi qualcosa, d’entrare negli ingranaggi rutilanti deiterritori targato low-cost. Dall’Ikea gli ipermercati meno di moda. Moltoimportante, tra le altre cose, il passaggio che narra delle terre dove invecela marca assolutamente è bandita. Oppure potrebbe esserlo. Vedi quando si devefare la mitica spesa. Come per la gestione dell’orto fino alla compera dellacasetta, e magari, appunto, a metà prezzo. Fottendo, è naturale, i brandposizionati nella nostra vita. Giorno per giorno, senza esserne consapevoli,siamo a contatto con i mondi spiegati fin nelle viscere da Astone e Lacala. Eadesso che siamo dotati di questo serio e meticoloso studio, non possiamo chestare ancora più attendi. Che questo saggio è manuale. Che il manuale di Astonee Lacala è un saggio d’inchiesta incisivo quanto di semplice e persino godibilelettura. “Italia low cost” è un segmento, vasto, dell’Italietta. Dell’Italiettàgià chiamata in vari modi. Da Bel Paese in su, e persino in giù. E di questosaggio redatto a quattro mani non possiamo che apprezzare l’idea di base chel’ha fatto generare.     

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