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2018
14
Giu

Intervista con Exspectans Ver

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Un nome e un titolo latini per una band dalle sonorità internazionali e contemporanee. Su una matrice di stampo New Wave si innestano esplosioni e aggressività di derivazione post-hc e nonostante la band prediliga sonorità pulite si coglie il grande carico di energia. Le melodie sono avvolgenti, con momenti e testi nati per essere cantati in coro dal pubblico sotto il palco, mentre dal punto di vista della composizione la band toscana rifugge la semplice formazione per sonorità più articolate
E con queste parole la band si racconta: “In Limine, sulla soglia della prigionia e della libertà miracolosa. È un lavoro agrodolce, che unisce le durezze del punk hardcore a melodie ed ambientazioni sonore più delicate ed eteree. Un percorso volto ad affrontare la propria individualità in modo intimo e riflessivo, ma che trova nel nervosismo ritmico l’incarnazione della lotta interiore.”
Exspectans Ver è un progetto che nasce dalla collaborazione di A. Aprea, D. Curtotti (ex Plasters from the Ceiling) e J. Cenni a Siena, Toscana.
L’incontro all’inizio del 2017 è tanto prolifico da generare in poco tempo il primo EP "In Limine", scritto e prodotto in tre mesi dal gruppo stesso. Poco dopo si unisce D.Mighali (ex Allie’s Dope) alla seconda chitarra e vari amici e collaboratori alla batteria.
Formazione: Donato Curtotti (Voce) / Davide Mighali (Chitarra) / Jacopo Cenni (Chitarra) / Alessandro Aprea (Basso)
Scritto, arrangiato e suonato da Exspectans Ver (D. Curtotti, A.Aprea, D.Mighali, J.Cenni).
Registrato e mixato nell' agosto 2017 da J.Cenni e D.Curtotti presso The Hobo Studios.
Master a cura di J. Cenni e Diego Caratelli presso DEGO Studios (Asciano, Siena).
Grafiche ed artworks a cura di Margherita Cannone e J. Cenni.
Tracklist: 01/ Overture / 02. Empfindsamkeit / 03. How I Hate My Brother / 04. Dry Tongue / 05. Wide - Awake
Link: https://exspectansver.bandcamp.com/releases
https://www.facebook.com/Exspectansver/
www.seahorserecordings.com
 
 
 
Intervista
Davide
Ciao. Due parole che ci raccontino il vostro incontro e la formazione della band, quando e come, da quali esperienze pregresse e con quali obiettivi artistici...
 
Exspectans Ver
Ciao Davide, innanzitutto grazie dell’intervista. Il nucleo iniziale della band è stato Donato, Jacopo e Alessandro. Viviamo nella stessa città, Siena, e ci conoscevamo almeno di vista da sempre. A marzo 2017, dopo la rottura del precedente gruppo di Donato e Alessandro, ci siamo avvicinati e abbiamo passato qualche serata in sala prove. L’intesa è scattata da subito e le jam sono diventate scheletri di pezzi. Non siamo neanche partiti dalle cover (haha). Il genere è stato chiaro fin da subito, visti i nostri gusti in comune. Ben presto, però, ci siamo resi conto che al nostro sound mancava un’altra chitarra. Ed è stata da una notte brava in giro per la città che abbiamo fatto la conoscenza di Davide, che ha in seguito ricoperto quel ruolo. Proprio con lui, il progetto ha ufficialmente preso forma.
 
Davide
“Exspectans ver” cioè “Aspettando la primavera”? Perché questo nome alla band?
 
Exspectans Ver
Exspectans ver è una sorta di mantra e condanna allo stesso tempo: da un lato è la naturale propensione ad una naturale rinascita e dall’altra è una malinconica ed eterna attesa.
 
Davide
Godi se il vento ch’ entra nel pomario / vi rimena l’ondata della vita: / qui dove affonda un morto / viluppo di memorie, / orto non era, ma reliquario... “In limine” mi ha ricordato la poesia che introduce ad “Ossi di Seppia” di Montale. Perché “In limine”?
 
Exspectans Ver
“In limine” è evidentemente una citazione della lirica di Montale, ma anche un rimando al nome della band: il pomario, “reliquario” di un passato lontano e perduto, viene attraversato da quel vento che rappresenta una sorta di flusso di vita in un luogo così arido e spoglio, un’ incessante volontà di rinascita nonostante la delusione. Una sorta di catarsi.
 
Davide
Come sono nate le 5 tracce che compongono il vostro E.P. d'esordio e da quali idee?
 
Exspectans Ver
Un paio di tracce sono nate in sala, seguendo il filone dell’hardcore britannico e americano. Altre invece erano brani di Jacopo in cantiere da una vita: Dry Tongue è datata 2012, Emfindsamkeit è più recente, ma comunque precedente alla formazione del gruppo. L’idea che lega i brani è quella di malinconia e nevrosi, un po’ come nella fase della ‘rabbia’ nel processo di metabolizzazione di un trauma.
 
Davide
Quali temi trattano i testi in inglese?
 
Exspectans Ver
I testi parlano di momenti, non di storie. Crediamo che l’evocazione di determinate situazioni siano più efficaci nella condivisione del nostro lavoro e che il prossimo sia più propenso ad immedesimarsi in essi. Le tematiche sono tutte molto intime e provengono da riflessioni personali di ognuno di noi.
 
Davide
Una traccia è intitolata Empfindsamkeit (sensibilità in tedesco), termine che si riferisce allo Empfindsamer Stil, lo stile sentimentale o della sensibilità tipico della Germania di fine '700,  introdotto da Lessing e poi confluito nello Sturm und Drang. Perché questo richiamo? 

Exspectans Ver
Ci piaceva l’idea di accostare un titolo tanto delicato a un brano ritmicamente intricato. La nostra ispirazione alla letteratura e all’arte in generale credo sia ormai chiara a questo punto. Il pezzo parla di uno stato d’animo complicato da spiegare a parole, tanto che ci sono voluti 4 minuti di traccia per farlo (haha). Parla di un vivere passivo, ma in modo tutt’altro che rassegnato. Parla della volontà di sentire liberato il proprio ‘io emotivo’. 

Davide
Quali sono le vostre influenze più condivise e soprattutto come le avete rielaborate per giungere a qualcosa di vostro, in cui riconoscere infine il vostro suono, il vostro modo?
 
Exspectans Ver
Come già accennato, i punti di incontro a livello di genere è l’hardcore nelle varie nuance, da quello più melodico alla Touché Amoré e Being as an Ocean, fino a quello più aggressivo di gruppi come Saetia e The Chariot. Quello che abbiamo cercato di aggiungere sono state le atmosfere, i riverberi e le linee melodiche ben definite. Davide, con il suo background shoegaze e jazz, ha apportato una sferzata che ha permesso di allargare i nostri confini artistici, aiutando anche a definire una nostra identità musicale.
 
Davide
Cosa domandate alla musica?
 
Exspectans Ver
Alla musica non chiediamo niente. Al prossimo chiediamo di avere più consapevolezza musicale. Non sa cosa si perde.
 
Davide
Cosa seguirà?
 
Exspectans Ver
Le nuove idee che stiamo sviluppando sono caratterizzate da una ricerca armonica più raffinata. È previsto anche l’impiego di strumentazione elettronica. Ci daremo un po’ di tempo comunque, vogliamo creare qualcosa di organico e questo richiede studio e lavoro.
 
Davide
Grazie e à suivre...
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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