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2011
15
Mag

Togliamo il disturbo - Paola Mastrocola

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Pagg. 271 Euro 17 Guanda Editore
 
La scrittrice torinese, dopo il libro "La scuola raccontata al mio cane(1994), ritorna a parlare di scuola e di insegnamento in questo saggio che non concede spazio alla retorica. Usando un linguaggio chiaro ed efficace e interloquendo con il lettore, l'autrice di " Una barca nel bosco", esprime un atto d'accusa verso la sua generazione di insegnanti che, fuorviati dalle teorie scolastiche della cultura del 1968, hanno abdicato al proprio ruolo di docenti, di gente che trasmette nozioni e sapere. Le due cose sono inscindibili e il libro è un omaggio  al sapere,alla conoscenza, affinché la "cultura non abbandoni la nostra vita e prima di ogni altro luogo  la nostra scuola, rendendo il futuro di tutti noi un deserto", Oggi, scrive la scrittrice, pochi giovani sanno leggere e scrivere e la scuola non puo' accogliere tutti, ma solo quei ragazzi che hanno voglia di conoscere, di imparare e l'istituzione-scuola è in crisi, anche perché rispecchia una società in decadenza,  perché ha perso  conoscenza e autorevolezza, accogliendo tutti, anche chi non studia e perché si è passati dalla società della conoscenza ad una società della comunicazione dove dominano internet,  facebook, iPhone che non aiutano ad apprendere. La Mastrocola ripercorre la storia della scuola esprimendo critiche verso la scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani, contraria al nozionismo, che secondo la scrittrice,  e è alla base della conoscenza, e la fantasia di Gianni Rodari, che contrapponeva ai programmi scolastici da svolgere,  ma non lesina critiche alle riforme scolastiche  come il 3 +2 dell'ex ministro Luigi Berlinguer ,i corsi di recupero, l'esonero  degli insegnanti per dare vita a dei progetti( ma progettare cosa?)  Elogia il lavoro manuale che non viene svolto perché i genitori preferiscono che i figli vadano a scuola, anche se non studiano,  il più a lungo possibile piuttosto che lavorare,  considerato che il lavoro viene considerato degradante, quando l'Italia ha bisogno di tecnici, di idraulici, operai,artigiani. La scuola, afferma la scrittrice, non è per tutti ed è giusto che chi non ama lo studio, il sacrificio e i libri, faccia qualche alta scelta, segua le proprie inclinazioni e abbia coraggio, fuggendo verso la libertà.   Tesi, queste, che si possono condividere, o meno,ma che la Mastrocola ha avuto il coraggio di esporle n questo libro passionale, scritto da chi ama la scuola e l'insegnamento, l'autrice è docente di italiano in un liceo scientifico torinese denso di contenuti, interessante anche per chi non opera nel modo scolastico. Un libro che, finalmente,  rivaluta la  cultura, sovente poco considerata,  in questa società dedita al successo e ai soldi.
 
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:: Giuseppe Petralia
Pubblicista iscritto all'Ordine dal 1984. Sposato, due figli, 47 anni, dipendente del comune di Trapani. Svolge, dal 1981, il ruolo di corrispondente da Partanna (Trapani) per il ''Giornale di Sicilia'', collabora al sito libri.brik.it, cura una pagina di libri sul periodico ''Il Belice'', ha collaborato al sito, oggi chiuso, della scrittrice Francesca Mazzucato e alla rubrica ''I libri della settimana'' curata da Giancarlo Macaluso sul sito de ''Il Sicilia'' anch'esso chiuso. Non si considera un critico letterario, solo una persona che ama i libri.
 
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