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2017
3
Dic

Intervista con Porco Rosso

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Porco Rosso: musica, parole, immagini, stile; un collettivo artistico animale formato da due persone, si, due! Perché Porco Rosso è un duo Sytnh Punk, il suo stile scolpisce atmosfere orrorifiche incuneate su testi che sfruttano il “genere” per nascondere canti sovversivi alle masse. Tutto questo culmina in “Living Dead”, manifesto vero di Porco Rosso. Un concept album composto da dieci passi di deumanizzazione i quali ci accompagnano nella metamorfosi da essere umano a Zombie, perfetta incarnazione pop dello stato sociale. Morti che mangiano morti perché non è rimasto nulla. Porco Rosso sono Michele Ricoveri (parole, voce e partiture elettroniche) e Giovanni Sodi (organo elettronico, synth e miscellanee). Porco Rosso, maiale sovversivo volante, attacco presente ad ogni tipo di potere, difesa futura contro la restaurazione di ogni autorità.
 
Comunicato stampa NML
 
 
 
Davide
Ciao Porco Rosso... Anzitutto cos'è il “Porco Rosso” che ricorda in prima battuta il film d'animazione giapponese di Hayao Miyazaki?
 
Porco Rosso
Michele:
“Porco Rosso” trae, in effetti, ispirazione dal maiale cremisi del maestro Miyazaki; anni fa in un mercatino trovai una maschera da maiale e da lì mi venne l’idea di chiamare il mio progetto  così.  Mi ispirava l’ambientazione del film e un maiale rosso calzava a pennello con i temi che volevo trattare nelle mie canzoni.
 
Davide
Potete descrivere il tema, l'idea o la storia di “Living Dead”, come nasce e a cosa mirano il concept e quindi i testi di questo lavoro?
 
Porco Rosso
Michele:
Living dead nasce dalla nostra convinzione che la società stia sempre di più diventando come una massa di morti che arranca in avanti senza più uno scopo se non quello di procurarsi carne fresca. Lo Zombie per noi dipinge perfettamente l’individuo medio di oggi, schiavo della globalizzazione operata da poteri forti che cercano tramite la mala informazione di farci mangiare letteralmente l’un l’altro.
I testi cercano di creare una sorta di racconto horror della situazione di disagio che si respira oggi usando parole semplici che arrivano a tutti.
 
Davide
Se non sbaglio con voi c'era qualche anno fa anche un chitarrista. Come vi siete formati, qual è la vostra storia che precede “Living Dead”?
 
Porco Rosso
Michele:
Si, il progetto è nato nel 2013 circa dalla mia idea di mettere in musica alcuni testi scritti nel tempo ed inizialmente a me si era aggiunto un amico alla chitarra; facemmo due live deludenti e quindi cercammo un terzo elemento e così si aggiunse Giovanni. Varie vicissitudini hanno portato all’abbandono da parte del chitarrista e io e Giovanni ormai membro consolidato della band abbiamo tribolato un annetto per capire come reinventare il progetto e arrangiare i pezzi che erano basati su potenti riff di chitarra…. poi l’illuminazione. Perché non sostituire la chitarra con un bell’organo elettronico e condire il tutto con delle belle basi con suoni anni 80 un po carpenteriani e drum machine “drittone” stile Suicide, la band di Alan Vega?
 
Davide
Leggo nel comunicato stampa che vi riguarda che “Living Dead” è il vostro vero manifesto. Potreste in sintesi tradurlo con le parole per coloro che non lo hanno ancora ascoltato?
 
Porco Rosso
Bhe in primis se non l’avete ancora ascoltato muovetevi prima che veniate spediti al freddo in Siberia e poi che dire di più…
Living Dead e un album nudo e crudo, diretto; non per tutti forse, ma di una cosa siamo sicuri: per quanto conti la forma a volte è più importante il contenuto!
 
Davide
Cosa sono esattamente le “miscellanee” nei crediti attribuite a Giovanni, cosa le “partiture elettroniche” invece di Michele? Sono infatti molto interessato alla semiografia  musicale e a modi alternativi di scrivere musica che non possa essere scritta con la notazione tradizionale... Come appunto quella elettronica.
 
Porco Rosso
Giovanni suona un Organo EKO junior A collegato a vari effetti eco e riverbero e le miscellanee sono vari Synth creati da noi come un Casio RapMan processato tramite un filtro LFO e un Delay: il nostro RAPPATRON!
Io, invece, oltre che berciare nel microfono e scrivere  testi mi occupo anche della musica delle basi che creo con Ableton live partendo da zero, quindi delle vere e proprie partiture musicali cercando i suoni giusti di basso, i fill di drum machine, tappeti di suono e campioni vari. Per esempio in “Profondo Nero” abbiamo campionato un brano di Marylin Manson. A chi lo riconosce regaliamo il cd !
 
Davide
Come lavorate con i suoni elettronici? Ricercate nuove possibilità offerte dall'elettronica alla creazione e in che modo?
 
Porco Rosso
I suoni per noi sono importanti; in Living Dead c’è stata una ricerca basata su tipologie di bassi e drum machine che dessero alle canzoni quel sapore anni 80 come dicevo in precedenza. Secondo noi la musica elettronica ti dà una libertà creativa molto più ampia rispetto a un approccio più acustico. Te la faccio breve: in una band classica formata da basso, chitarra e batteria a volte le scelte stilistiche di un singolo portano il pezzo in una direzione che forse chi lo aveva scritto non si aspettava. Invece in un duo elettronico la fase di stesura del pezzo è molto più concisa e porta ad un risultato più fedele all’idea iniziale del pezzo. In pratica più teste ci sono, più è un casino!
 
Davide
Qual è stato, per ciascuno, il primo disco più importante, quello insomma incontrato sulla “via di Damasco” e che vi ha convertito a tutto quello che avreste ascoltato e fatto in seguito?
 
Porco Rosso
Michele:
Io te ne cito due, uno per lo stile e uno per i testi, il primo è “The Modern Dance” dei Pere Ubu e l’altro è Dalla del Lucione nazionale.
Giovanni:
I gusti del mio primo innamoramento sono più classici; Springsteen su tutti ha formato la mia idea di “canzone impegnata” mentre per il sound devo per forza ricordare i Pink Floyd del periodo Interstellar Overdrive. La scoperta della new wave è arrivata dopo.
 
Davide
Le masse non si ribellano mai in maniera spontanea, e non si ribellano perché sono oppresse. In realtà, fino a quando non si consente loro di poter fare confronti, non acquisiscono neanche coscienza di essere oppresse.” Così scrisse George Orwell. Che ruolo hanno per voi musica e parole affinché, in chi ne fruisca, possano realizzarsi un confronto tra la realtà, la schiacciante quotidianità e un'alternativa più consapevole e “ribelle”?
 
Porco Rosso
È proprio così, per noi le parole contano più dei contenuti. Una canzone può sì essere  pop, ma se poi parla di niente e in chi la ascolta non suscita alcun ragionamento è fine a se stessa. Noi, quindi, con la nostra musica e le nostre parole vogliamo smuovere quel pensiero di consapevolezza che fondamentalmente tutti hanno sepolto nella propria testa .
 
Davide
Cosa seguirà?
 
Porco Rosso
Stiamo già lavorando a nuove canzoni, intanto stiamo portando in giro nei locali Living dead. Il 15  dicembre suoneremo al Leoncavallo e niente, speriamo che il nostro umile pensiero e le nostre canzoni smuovano qualcosa in questo aridume che sta diventando il nostro bel paese.
 
Davide
Grazie e à suivre...
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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