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2017
18
Ago

Intervista con Virtual Time

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LONG DISTANCE
 
I Virtual Time sono una rock band di Vicenza fondata nel 2012 e composta da Alessandro Meneghini alla batteria, Luca Gazzola alla chitarra e consolidata successivamente con l’arrivo di Marco Lucchini al basso e il cantante Filippo Lorenzo Mocellin. Il quartetto vicentino inizialmente pubblica un EP intitolato Getting Twisted, composto da tre brani. La band si avvicina molto alla  cifra stilistica hard rock dei Led Zeppelin. Tale intenzione pervade l'intero energico album "Long distance", uscito a marzo del 2017.
 
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao. Cominciamo dal nome della band: un “tempo virtuale” perché suonate hard rock blues in un modo assai o del tutto simile a quello del passato? Allo stesso modo “Long distance” è la lunga distanza che ormai ci separa dagli anni '70?
 
Virtual Time
Ciao Davide, piacere! Grazie innanzi tutto di questa intervista e di darci la possibilità di parlare della nostra musica. Il tempo per noi è un aspetto importante poiché crediamo sia il minimo comune multiplo di ogni viaggio che si intende percorrere. Il fatto di associarlo al virtuale è sintomo del tempo in cui viviamo in cui esiste la sfida quotidiana del reale tra vita terrena ed, appunto, virtuale. Il titolo dell’album deriva da una riflessione nata ascoltando l’album FRAGILE degli YES: le lunghe distanze sono quelle che si vogliono percorrere insieme alle persone care o semplicemente le prospettive di un percorso. Questo è il nostro primo LP e ci auguriamo il meglio per la nostra musica e per i rapporti di amicizia nati tra di noi. Detto ciò noi siamo cresciuti ammaliati dal rock classico e, forse inconsciamente, il nostro primo lavoro è stato un click fotografico musicale di ciò che ci ha fatto crescere e ci piaceva nei nostri 22 anni di età.
 
Davide
“Long distance” è un disco di vostri brani originali che suonano tuttavia e davvero molto come fossero dei Led Zeppelin e anche il canto e la voce hanno molta affinità con il canto e la voce di Robert Plant. Una bella sfida in questo tipo di scelta per il facile paragone che comporta e per il riferimento a una band da tutti considerata tra le inarrivabili o “intoccabili”. Com'è nata dunque questa scelta o sfida e perché?
 
Virtual Time
Wooo, se ti suoniamo molto come i Led Zeppelin cavolo!, credo sia un complimento! ;)
I Led Zeppelin sono la band di unione di tutti i nostri ascolti personali. Ognuno di noi ha un’anima musicale diversa. Ora stiamo lavorando al nostro secondo LP e, dopo una prorompente esecuzione 70s, porteremo qualcosa di diverso. A noi il rock piace e sarà sempre il nostro punto di partenza ma gli ascolti maturano ogni giorno.
 
Davide
Come sono nate queste dodici canzoni e come nasce in generale un vostro brano?
 
Virtual Time
Molti di questi brani sono nati da jam session in sala prove ed affinati con il tempo e grazie al nostro produttore. Sai com’è, attacchi la chitarra all’ampli, prendi in mano le bacchette, sistemi il microfono e parti con le emozioni che hai dentro. Filippo è molto bravo ad improvvisare testi forse perché ne scrive in quantità e riesce sempre ad abbinarli al feel del brano. Luca è una macchina da riff e noi crediamo dia il meglio sulle ballate (“Blow away” è un brano che porta la sua firma ed i ricami di chitarra/assolo in “Man on the Moon” crediamo siano un vero capolavoro rispetto a ciò che volevamo trasmettere), Marco sa sempre come inserirsi con il basso e Alessandro ha quell’istinto ritmico di trovare sempre la parte adeguata stando seduto dietro le pelli.
Tutto nasce così, dall’amicizia, dalle emozioni che ci portiamo dentro e dalla voglia insaziabile di suonare! 
 
Davide
Quali temi trattano i testi di “Long Distance”?
 
Virtual Time
I testi sono scritti prevalentemente da Filippo. Trattano temi d’amore o di situazioni che abbiamo vissuto come band o singolarmente. “Mr & Mrs Barracuda”, per esempio, è un omaggio ad un locale a noi caro che purtroppo ha chiuso o ”Red Cross” è un omaggio ad un cocktail di un locale di Bassano del Grappa. Brani invece come “Dinosaur Jr.” vogliono raccontare il simpatico rapporto che c’è tra Filippo ed il cane di Alessandro: il nostro piccolo dinosauro serba sempre un’abbaiata doc al nostro cantante!
 
Davide
Luce e non-luce un po' turneriana, un veliero e un mare in tempesta nella coppa delle mani di una ragazza sullo sfondo e un faro che vi getta luce. Cosa volevate rappresentare e anticipare al primo impatto visivo con questo disegno in copertina?
 
Virtual Time
Ognuno è padrone delle proprie scelte e deve prendersi le proprie responsabilità.
Il veliero metafora del viaggio, tenuto in mano da chi ha il coraggio di scegliere, sotto la luce del faro della ragione. Il faro simbolo anche di arrivo, di porto, di terra sicura. Il tutto ovviamente non sempre facile da affrontare, ma in un mare in tempesta.
 
Davide
Le esibizioni dal vivo sono una componente fondamentale quando non imprescindibile della musica rock. Cosa succede ai vostri concerti e che tipo di esperienza si genera tra voi e il pubblico?
 
Virtual Time
Per noi il concerto è veicolo di divertimento personale e di messaggi celati nella nostra musica. Come ben dici, il live è linfa vitale! Ogni live è unico e per questo favoloso! Non potremo fare mai a meno di molti live.
 
Davide
Perché la musica è importante, qual è il ruolo più importante che le affidate nel suonarla?
 
Virtual Time
La musica per noi è stato uno sfogo personale, un’estensione delle nostre emozioni e del nostro vivere. Ora, ad essere sinceri, vogliamo andare oltre e far si che sia veicolo di una morale, di ciò che ci accade intorno e che non comprendiamo o pensiamo di poter descrivere. Il prossimo album sarà diverso. Sicuramente più denso e più impegnato.
 
Davide
Jimmy Page una volta disse che stava solo cercando un angelo con un'ala spezzata. Cosa cercano i “Virtual Time” sopra ogni cosa?
 
Virtual Time
Hahaha Il caro Jimmy. Sempre capace di dire frasi che ti prendono ma che si capiscono fino ad un certo punto. Noi Virtual Time cerchiamo di affinare quella capacità di lettura del mondo e di noi stessi. Ascoltate i nostri brani, capirete chi siamo.
 
Davide
Cosa seguirà?
 
Virtual Time
Un album a cui stiamo lavorando da ormai un po’ di mesi. Molte idee. Molte idee diverse. Forse ci saranno degli EP di presentazione dell’album, forse faremo un lavoro doppio, forse canteremo qualcosa anche in italiano. Abbiamo tanto materiale e stiamo lavorando per fare un lavoro diverso rispetto al primo album poiché continuiamo a mutare musicalmente e nelle nostre vite personali e ciò influisce la nostra crescita quotidiana. Come dicevo prima, rispondendo ad una delle prime domande: un album è una fotografia in un momento storico. Il prossimo album sarà quindi un’altra fotografia che rimarrà indelebile nel tempo, virtuale e non. 
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Davide
Grazie e à suivre...
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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