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2011
26
Apr

Giorni di scuola - Tullio De Mauro e Dario Ianes

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pagine di diario di chi ci crede ancora
 
L'idea centrale di questo libro è quella di raccontare la scuola a partire dagli insegnanti; in un contesto dove da più parti si sente parlare di crisi del mondo della scuola, questo ultimo libro della casa editrice Erickson riporta l'attenzione su tutte quelle persone che con dedizione e impegno hanno permesso alla scuola italiana di affrontare e risolvere le grande sfide che la nostra nazione ha affrontato dall'unità d'Italia in poi.
Il sottotitolo spiega infatti che la prospettiva è quella di dare la parola a tutti quegli insegnanti che "ci credono ancora" nella capacità che il proprio lavoro sia centrale per risolvere i tanti problemi che la scuola italiana ancora oggi soffre e deve affrontare.
La crisi che la scuola deve affrontare oggi, infatti,  non è solo di natura economica, anche se questa naturalmente incide molto, ma anche di tipo istituzionale e culturale, con una sempre maggiore difficoltà delle istituzioni scolastiche di incidere su un mondo in costante evoluzione  e di essere riconosciuta socialmente. Eppure, come fa notare nel saggio introduttivo Tullio de Mauro, anche se non sempre la politica si è mostrata all'altezza di rispondere alle domande  che  hanno mostrato l'esigenza di scolarizzazione  delle masse dall'Ottocento in poi, passando per il difficile periodo del dopo Seconda Guerra Mondiale, la scuola italiana storicamente è sempre stata capace di adeguarsi ai cambiamenti sociali e di affrontare le sfide educative più moderne. Questo è stato possibile grazie agli insegnanti che hanno saputo cogliere i problemi e rispondere nel loro difficile lavoro quotidiano a queste sfide permettendo di far progredire l'Italia e di fare crescere gli italiani.
In questa prospettiva appunto il libro "Giorni di scuola" vuole proprio dare la parola agli insegnanti e fare raccontare, tramite lo stile e la tecnica letteraria del diario, la quotidianità del lavoro scolastico cogliendo difficoltà, ma anche motivazioni, storie e quella dedizione e entusiasmo di fondo che permette di andare avanti e fare andare avanti il complesso mondo della scuola stessa.
Il volume è diviso in cinque parti: ognuna di esse analizza i diversi gradi dell'istituzione scolastica dalla scuola dell'infanzia fino alla scuola secondaria, dedicando un'ultima parte alla figura dei dirigenti scolastici. Gli autori delle diverse pagine di diario scrivono i capitoli del testo toccando i più diversi temi della vita della scuola, come per esempio l'integrazione degli stranieri, la continuità scolastica, la figura dell'insegnante di sostegno, la flessibilità, la didattica (comprendendo anche la fantasia e l'uso delle nuove tecnologie multimediali). Ogni argomento è trattato a partire dall'esperienza quotidiana, quindi a partire dalle classi che i singoli autori vedono nel loro impegno quotidiano e dalla loro costante attenzione a vivere il lavoro come una costante "confronto", che cerca non solo di trasmettere contenuti didattici, ma di far crescere ed educare i diversi alunni nelle diverse e disparate situazioni in cui ci si trova a operare.
Molto bello è l'atteggiamento positivo, che trapela dalle diverse pagine di diario: il carattere narrativo non si ferma infatti ai semplici problemi, ma spesso racconta spezzoni di vita, motivazioni, trepidazioni e entusiasmi che guidano i docenti; non sempre e non per tutti il lavoro di insegnante è iniziato in modo facile o come scelta motivata subito dopo il percorso universitario, eppure da tutti emerge la passione per il proprio lavoro che parte dall'esperienza concreta di educare, che magari emerge progressivamente in mezzo a tante difficoltà. Proprio questa "carica positiva" è forse uno degli elementi più belli del libro, che risponde bene a tutti quei "profeti di sventura" che troppo spesso parlano di fallimento della scuola italiana dimenticandosi però di chi opera concretamente nel settore scolastico e risponde quotidianamente alle sfide più difficili e impegnative.
Dario Ianes, nella post-fazione al libro, dice che gli insegnanti che hanno preso parte alla stesura del libro, pur provenendo da estrazioni culturali e pur partendo da caratteristiche umane diverse, hanno in comune tutte il fatto di "amare la scuola e il futuro del mondo", dove spesso questi due aspetti vanno proprio tenuti insieme inscindibilmente, perché è nella passione educativa che si esplica l'amore vero per il progresso e per il bene della nostra società.
La casa editrice Erickson conferma con questo testo l'interesse di parlare della scuola facendo parlare non solo gli specialisti, ma anche quanti operano da anni all'interno di essa e sono i fautori principali del rinnovamento e del cambiamento della scuola italiana.
 
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:: Luca Giorgini

Luca Giorgini lavora come educatore in ambito scolastico e territoriale con ragazzi della scuola secondaria di primo e secondo grado. Nel suo percorso formativo ha conseguito la laurea Specialistica in “Antropologia Culturale ed Etnologia”, il Baccellierato in Teologia e ha frequentato un corso annuale di “Handicap e Svantaggio nell’apprendimento”. Ama il suo lavoro, leggere e fare due chiacchiere con gli amici.


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