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2017
17
Mag

Intervista con RHumornero

media 5 dopo 1 voti
Commenti ()
 
 
I RHumornero nascono nel 2005 dall'incontro di musicisti provenienti da diverse esperienze (Super B, Prozac+ e altri..) Il rock cantato in italiano proposto dal gruppo mischia atmosfere dark con sonorità post-grunge che sfumano nel metal abbracciando il cantautorato italiano rendendo il progetto riconoscibile e unico nel suo genere. Dopo svariati live nei club della penisola vengono chiamati ad aprire concerti a Marlene Kuntz, Baustelle, Verdena, Almamegretta e ai Deep Purple all'Arezzo Play Festival 2010 dove viene indicata miglior band opening act.
I RHumornero sono: Carlo De Toni (voci, chitarre, keyboards), Ettore Carloni (chitarre), Lorenzo Carpita (basso), Luca Guidi (batteria, keyboards). All'attivo tre album "Umorismi Neri”, "Il Cimitero dei Semplici”, "Eredi" e quattro compilation di Virgin Radio "Virgin Style Rock 6 (con "L'Equilibrio") e "Xmas in Rock “ 2015/16 (con "Last Christmas (non si sentirà)" e "Sotto le Stelle" composte su richiesta di Virgin Radio).
 

 
Sito Ufficiale: www.rhumornero.com
Pagina Facebook: www.facebook.com/rhumornero/
Pagina Twitter:
twitter.com/rhumornero
Etichetta discografica: IRMA Records
www.irmagroup.com
Tour curato da Hub Music Factory  -
www.hubmusicfactory.com
 
Questa la tracklist di “EREDI”:
“Un miliardo di anni”, “Metalli pesanti”, “L’equilibrio”, “Spiriti”, “Nel tuo silenzio”, “Schiavi moderni”, “Maschere”, “Eredi”, “Quando avevo paranoia”, “Limperatrice”, “1492”, “Last Christmas (non si sentirà) ”, “Sotto le stelle”.
 
 
Intervista
 
 
Davide
Ciao RHumornero. Da quattordici anni insieme. Con quali idee siete nati e come si sono evolute fino ad oggi, come il vostro terzo lavoro è "erede" dei precedenti e in cosa soprattutto si distingue?
 
RHumornero
i RHumornero tra vari cambi di line up e qualche pausa sono presenti da circa 12 anni.
L'idea è sempre stata quella di suonare un rock dalle sonorità gravi e cantato in italiano, trainati dal movimento della musica indipendente degli anni novanta. Musicalmente ci basiamo sulla forza del 4/4 più dritto e potente possibile. Crediamo che ogni album sia la conseguenza di quello precedente.
Il primo lavoro "Umorismi neri" ci ha insegnato cosa vuol dire fare un album, il secondo "Il cimitero dei semplici" è la conferma che avevamo imparato qualcosa di importante. La spinta di questi due album è stato il desiderio di cercare un'identità e capire se la nostra musica piaceva a qualcuno. "EREDI" è un album di consapevolezze, di chiare posizioni, l'album più lucido dei RHumornero, sapevamo esattamente cosa volevamo fare e lo abbiamo fatto.
 
Davide
Rumore bianco, rumore rosa, rumore rosso o marrone... In acustica esiste anche un rumore nero, cioè il suono del silenzio caratterizzato da uno spettro la cui formula viene utilizzata per analizzare la frequenza dei terremoti. Cos'è il vostro rumore/umore nero e cosa quel fattore RH Umor Nero?
 
RHumornero
"Lo spettro la cui formula viene utilizzata per analizzare la frequenza dei terremoti" è un titolo per un album!
Suonare nell'umore rumore dei RHumornero è liberatorio, cerchiamo di andare sempre in profondità nei testi, nei giri armonici nelle atmosfere, ci piace andare di là...
La creatività è un medicinale potentissimo, se penso che grazie alla musica possiamo trasformare un malessere quotidiano in un atto artistico, è incredibile.
 
Davide
Intorno a quali temi principali avete scritto queste nuove tredici tracce?
 
RHumornero
Due principali concetti; ereditiamo un sistema sociale che ha dimostrato il suo fallimento.
Ereditiamo un sistema economico che va contro alla natura umana e ad ogni forma di vita.
Ereditiamo tonnellate di spazzatura dove un giorno costruiranno sopra scuole o centri commerciali.
Ereditiamo montagne di armi che un giorno qualcuno dovrà utilizzare.
Dall'altra parte parliamo del fatto che siamo il massimo capolavoro che la terra abbia mai visto in tutti i suoi mutamenti, nessuna specie si evoluta alla nostra velocità, siamo perfetti e completamente persi nel senso e nel significato.
 
Davide
La musica genericamente chiamata rock e tutta la popular music hanno per decenni assunto e incarnato il carattere di simbolo d’identità, di rito di incontro e aggregazione, di medium di espressione e di scambio, ma sempre all'interno di un network reale, fisico. Non ci sarebbero stati musica-ballo-spettacolo rock e molto altro senza i giovani in interazione sociale vera, non teleinformatica e virtuale, e una loro alleanza vera sul "terreno" o sul "territorio" contro gli adulti di un mondo sbagliato. Le reti sociali, o social network, come stanno cambiando o hanno già cambiato secondo voi l’espressività del corpo giovane e della cultura rock?
 
RHumornero
Il cambiamento totale della comunicazione ha stravolto tutto in un batter d'occhio, non ce ne siamo neanche resi conto. l'aggregazione che parli tu era qualcosa di indispensabile per i motivi che hai citato.
Il ritrovo al concerto era il top della vita, l'interesse per le nuove proposte era determinante, uno stimolo continuo di espressione originale, la cover band era semplicemente un passaggio per poi cominciare a fare cose proprie.
I palazzetti con i grandi nomi si riempiono sempre, le nuove proposte sono soggette al giudizio della rete che in realtà è un 30% del reale, l'era del telefonino del "tutto subito" ha bisogno di molta disciplina per non cadere nelle miserie umane e nell'indifferenza, ma non è facile.
Cominciano i concerti "in diretta" su fb comodamente seduti in casa che da un lato è fantastico dall'altro fa  paura, la società è già cambiata radicalmente e lo dico con un velo di malinconia perché leggendo bene la tua domanda ho provato tristezza per tutte le cose che stiamo perdendo tra cui "L'aggregazione nel territorio"grazie alla musica.
 
Davide
Il rock ha conosciuto tutte le strade della trasgressione, da quelle che sono servite a sfidare se stessi per misurarsi con i propri limiti e quelli imposti, quindi a evolvere, a quelle invece pericolose che possono farci "uscire" di strada ma anche dalla vita. Cos'è oggi per voi il binomio rock e trasgressione?
 
RHumornero
Quando ero più giovane mi sono avvicinato al rock proprio perché era il simbolo della trasgressione, una geniale via di fuga che  permetteva di scoprire territori sconosciuti che mi appartenevano. Non credo che la musica possa portarci in vie pericolose, sono i modi in cui si vivono le cose che cambiano il punto di vista e i risultati..
Ti posso dire che per i RHumornero trasgredire è stato scrivere brani come "Schiavi Moderni" che raccontano quanto siamo convinti di star bene dentro la nostra bolla di sapone con le nostra libertà e verità in tasca, oppure "Metalli pesanti" che racconta di come sia sempre colpa degli altri di come i vicini siano sempre i peggiori.
 
Davide
Quali sono i vostri massimi obiettivi artistici e personali o come gruppo attraverso la musica?
 
RHumornero
Personali: essere sempre delle persone affidabili e leali e soprattutto dei buoni padri per i nostri figli, artisticamente riuscire a trovare sempre nuovi stimoli per poter onorare la nostra esistenza, come gruppo volerci sempre bene come ora...
 
Davide
Stiamo vivendo un periodo storico in cui è diventato sempre più difficile essere contenti del proprio paese e non criticarlo in molti modi e svariate occasioni. Proviamo ad essere "RH positivi" per una volta e proviamo a fare il contrario: cosa c'è di buono in questo momento in Italia?
 
RHumornero
Credo che siamo tutti entusiasti del paese in cui viviamo, è la classe politica e la sua incredibile insensibilità che ha perso. Il nostro paese nelle sue moltitudini e varietà resta un simbolo per milioni di persone in tutto il mondo, la nostra creatività senza eguali, lo spirito di scoperta e di avventura che ha segnato molti secoli di storia, l'anima italiana è davvero speciale non credi?
 
Davide
Cosa seguirà?
 
RHumornero
Staremo a vedere…
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
RHumornero 
Un abbraccio
Carlo De Toni
 
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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