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2017
19
Apr

Intervista con Clorosuvega

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Clorosuvega – l’album di debutto dal 31 marzo 2017 da Raw Lines / New Model Label
 
Clorosuvega è la ricerca costante di un nuovo limite, di una frequenza dimenticata, di un suono atipico. La band nasce a Bologna nel 2012 come Atomic Blast e nel 2013 pubblica un EP, “Noise of Revolution” che riceve un’ottima accoglienza nella scena metal. Il gruppo, ai tempi giovanissimo, lo promuove con 60 live di supporto in Italia nei due anni successivi, e tra questi anche le aperture per Napalm Death (UK), Destruction (DE), Church of Misery (JAP), Tigertailz (UK), Sawyer Family (USA), Dreamshade (CH) e Destrage (ITA).
Nel corso del 2016 il suono dei Clorosuvega inizia a mutare: la band abbandona l’inglese per l’italiano, la musica diventa più sperimentale e alternativa. Il risultato è la realizzazione di un album, concepito come un movimento, un passo importante dall’adolescenza alla maturità, realizzato con la collaborazione di Larsen Premoli e del suo staff ai RecLab Studios di Milano.
Artwork e illustriazioni di Giulia “Pasa” Frascari. Foto di Sofia Benucci.
 
Tracklist: 1. Frattura / 2. Amnésia / 3. Rifiuto / 4. Bittersweet / 5. Del Mondo dei Vinti / 6. L’Importanza di Rimanere Lucidi / 7. Anna / 8. Solo un Commento / 9. Godot / 10. Caleidoscopio
 
Formazione: Francesco Vogli – voci / Simone Sangiorgi – chitarra / Daniele Lambertini – chitarra / Marco Sangiorgi – basso / Tobia Caradonna – batteria
 
 
Intervista
 

Davide
Ciao Clorosuvega. Perché l'elemento chimico del cloro e perché la quinta stella più luminosa nel cielo? Insomma, perché Clorosuvega? 

Clorosuvega
Ciao Davide, ti ringraziamo in anticipo per il tempo che ci hai concesso. Clorosuvega può avere tanti significati, cambia per ognuno di noi cinque. Dopo aver cambiato nome, avevamo bisogno di una parola che ci suonasse bene, e soprattutto che non avesse un significato univoco. Libera interpretazione per noi, libera interpretazione per voi. Ai giorni nostri bisogna sempre spiegare tutto, almeno per questa volta lasciamo libera l’immaginazione di tutti.
 
Davide
Le parole hanno il potere di distruggere e di creare. Cosa con esse volete distruggere, cosa creare?  Quali sono i temi principali dei vostri testi? 

Clorosuvega
In realtà più che temi, abbiamo cercato di dare degli spunti. Prima di tutto perché abbiamo sempre guardato in primis al fattore musicale: se una parola era presente nel testo ma non stava bene musicalmente allora via, cancella e sostituisci. Ogni brano cerca di avere un testo “itinerante”, che cambia con la musica. Caleidoscopio narra di un viaggio, Amnésia  vuole essere un dialogo fra due “io” che mette in discussione la credenze popolari. Come per il nome Clorosuvega, lasciate spazio all’immaginazione. Non c’è sempre bisogno di spiegare. 

Davide
"Godot" è un pezzo molto interessante, in cui funk, samba e prog vengono riamalgamati dall'hard rock e dal metal. In che modo sperimentate attraverso il metal e qual è il punto esatto in cui nel crogiuolo delle diverse idee e di ogni singolo apporto arriva l'alchimia di un vostro pezzo?
 
Clorosuvega
Noi principalmente suoniamo, e suonando assieme capita che qualcuno faccia qualcosa di interessante. Ci si concentra su quel particolare e così nasce qualcosa. Una volta che abbiamo lo scheletro si rimaneggia il tutto, stando attenti ad ogni passaggio. Non ci chiudiamo nulla, è per questo che in brani come Godot si trovano influenze che con rock e metal non c’entrano subito. Abbiamo bisogno di fare qualcosa che non sia la solita musica, o almeno vogliamo provarci.
 
Davide
Uno studio condotto presso l'Università del Queensland ci dice che ascoltare musica metal aiuta a contenere la rabbia e favorisce le emozioni positive... Perché la rabbia e perché il metal secondo Clorosuvega?
 
Clorosuvega
Difficile a dirsi. Quando ci siamo formati 5 anni fa eravamo adolescenti presi da una cosa che dovevamo ancora esplorare per bene. Siamo partiti dal metal, e con questo disco abbiamo deciso di sperimentare qualcosa nel metal. Noi non chiudiamo nessuna strada, anzi. È proprio per questo che ci teniamo a dire sempre che un disco è una “fotografia” del momento. Le cose cambiano, e la fotografia ti fa vedere com’eri e da dove sei partito. Pensa che noia avere un raccoglitore di fotografie tutte uguali eheheh
 
Davide
L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera, scriveva Gramsci ne La Città Futura. Cosa più vi fa arrabbiare dell'umanità e cosa con l'umanità più vi rimette in pace?
 
Clorosuvega
Cosa ci fa arrabbiare? Principalmente è il vedere buttato così tanto e così tanto di bello. Il sistema che ci circonda è la cosa più innaturale del mondo, caotico come non mai e pieno di impegni. Il bello è prendersi tempo, avere i propri spazi, apprezzare la tranquillità e godere di tutto. Oggi come oggi cosa alquanto ardua.
 
Davide
Che apporto ha dato Larsen Premoli a questo lavoro?
 
Clorusuvega
Sicuramente ha reso il nostro un lavoro coeso. Ringraziamo Larsen per tutti gli aiuti che ci ha dato in studio, in alcuni brani come Godot e Caleidoscopio ci ha addirittura aiutato a registrare qualche strumento. Lavorare al RecLab è stata una bellissima esperienza, che ci ha fatto comprendere moltissime cose su come si sta in studio.
 
Davide
In questi giorni stiamo aspettando impotenti che succeda o non succeda l'irreparabile tra gli Stati Uniti di Trump e la Nord Corea di Kim Jong-Un, e nel mondo in generale. Sperando ovviamente che non succeda, vi chiedo... Cosa seguirà a questo cd?
 
Clorosuvega
Tantissima sperimentazione, tantissima musica e tanta tanta tanta voglia di mettersi in gioco. Stiamo ascoltando musica che mai ci saremmo aspettati di ascoltare qualche anno fa, e più conosci più vuoi giocare. Questo disco non è un punto di arrivo, è un punto di partenza.
 
Davide
Grazie e à suivre...
 
Clorosuvega
Grazie a te Davide, hai posto domande stimolanti e sotto una luce ben diversa dalle domande che sono solite girare. Grazie davvero, e grazie a chiunque ci abbia letto.
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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